+39 334 8074306 staff@mentalfootball.it

Parola chiave e controllo orientato: esercitazione

In un linguaggio di programmazione sono dette parole chiave alcune parole che hanno un significato particolare per il linguaggio stesso: ogni linguaggio di programmazione ha le proprie parole chiave.

Nelle mnemotecniche, il metodo della parola chiave è una strategia che prevede l’associazione di una parola nuova a una di suono simile e facilmente rappresentabile per mezzo di una figura: per ricordare la parola nuova bisognerà pensare prima alla parola chiave, poi all’immagine o alle azioni a essa collegate.

Secondo C. Cornoldi [ “Apprendimento e memoria dell’uomo”], “…se un soggetto deve imparare un termine che in russo designa la parola ‘corazzata’ (likor), procede cercando una parola nella sua lingua che abbia un suono simile al termine russo, e sia facilmente immaginabile (ad esempio Lincoln, liquore, ecc).

Il termine una volta immaginato deve entrare in interazione con il termine italiano di partenza (corazzata): questo è possibile, a esempio, immaginando Lincoln sulla prua di una corazzata.

L’immagine risultante può includere l’intera corazzata e Lincoln piccino sulla prua, oppure una parte della nave e Lincoln più in grande…”

Nel periodo della formazione, l’apprendimento è (o almeno dovrebbe essere) incentivato e supportato con ogni mezzo a disposizione del formatore.

La parola chiave è uno strumento che permette di fissare i “contenuti calcistici“: un appiglio che facilita il bambino/ragazzo a immagazzinare velocemente le nuove informazioni, catalogarle al meglio e, di conseguenza, poterle recuperare in fretta al bisogno.

Il controllo orientato è un gesto tecnico fondamentale nel gioco del calcio; ciascun gesto tecnico è il mezzo attraverso cui l’individuo interagisce con l’ambiente, dopo aver Percepito le informazioni, averle Analizzate e Deciso la strategia più adeguata al contesto.

Un controllo orientato può essere “aperto” (o ad aprire) oppure “chiuso” (o a chiudere) in base alla direzione che il ricevente decide di perseguire.

Cosa determina la tipologia del controllo? Ovviamente la presenza di avversari in prossimità del ricevente che direzionerà il controllo verso lo spazio vuoto.

Lo stesso controllo può diventare “comunicazione non verbale” per i compagni: il controllo orientato direziona il verso di gioco e, di conseguenza, determina le possibili giocate successive.

Interpretando in modo corretto la ricezione come una sorta di “comunicazione del corpo“, i compagni potranno smarcarsi nel modo più corretto e utile per garantire al possessore del pallone un eventuale supporto e possibilità di giocata, secondo le “posizioni del calcio” : sostegno, vertice, appoggi.

“Apri” e “chiudi”, affiancabili semanticamente alle parole “uomo/solo”, fissano nella memoria “determinate sequenze di atti motori”, sia di chi riceve il pallone, sia di chi dovrà dargli supporto.

Mental Football offre una proposta di allenamento “intenso” (tempo di lavoro/tempo di riposo 1:1), pensata per gruppi da 6 giocatori, che la eseguono 3 per volta.

Nel primo video, il pallone deve “girare attorno alla figura geometrica” e non è possibile eseguire più di 3 controlli uguali consecutivi.

Nel secondo video, una variante in cui viene inserita una variabile: chi controlla deve farlo nello spazio libero da avversari.

Related Posts

Leave a Reply