La depressione: il nemico invisibile

Il termine “depressione“, inteso come stato di abbattimento, di prostrazione fisica, e più spesso psichica, merita sicuramente un approccio scientifico completo ed approfondito.

In questo articolo cercherò di parlare della depressione in termini di disallineamento di vari aspetti di quell’universo chiamato vita. Questi aspetti vengono studiati in diverse aree (psicologia, sociologia, storia, filosofia …): qui affronteremo ciò che ritengo esserne la base, vale a dire la biologia del corpo umano.

Ribadisco che l’argomento è molto ampio, ma quello che su cui ho intenzione di soffermarmi potrebbe essere la ragione dello scoraggiamento di molti sportivi e molte persone, del discredito con l’umanità, che non raramente ha avvelenato le menti di grandi calciatori.

Il Sole

Il primo punto che ci tengo ad approfondire per formare questa specie di “protezione” contro la depressione si chiama Sole.

Esattamente: l’esposizione al sole (senza protezione e diretta) consente alla nostra pelle di produrre vitamina D e questo si collega a numerosi biomarcatori che interferiscono nel funzionamento ideale del nostro corpo. Per migliorare questo aspetto, gli studi dimostrano che il miglioramento dell’umore è legato ad alcuni metaboliti presenti nel liquido lacrimale.

Ciò vale a dire che lasciare i nostri occhi a “contatto” con i raggi del sole dà effetti positivi all’organismo. Ovviamente, agire con prudenza: a mezzogiorno il Sole è dannoso alla vista, ma sfruttare l’alba o il tramonto per ricaricare i livelli di vitamina D è un qualcosa che può portare benefici.

Il contatto con la Terra

Il prossimo concetto deriva da una tecnica che si definisce “messa a terra“.

Consiste nello stabilire una connessione tra il corpo umano e gli elettroni presenti sulla superficie terrestre. Questa (ri)connessione ha il potere di promuovere cambiamenti fisiologici e benessere.

Per essere più chiari: siamo costantemente in contatto con dispositivi elettronici e tale elettromagnetismo è pericoloso per la portata molecolare del corpo umano. Quindi, quando ci mettiamo in contatto con la Terra – ad esempio a piedi nudi su un prato – diventiamo un’estensione del pianeta in potenziale elettrico, annullando così o rimuovendo i campi elettrici dal corpo. Si pensa che una decina di minuti al giorno siano già sufficienti per migliorare il proprio stato emotivo.

Meditazione focalizzata

Il terzo punto è una combinazione di esercizio fisico e meditazione. La logica qui ci viene in aiuto: mentre l’esercizio fisico promuove lo sviluppo di nuovi neuroni, la meditazione mantiene e dirige questo potenziale di riallineamento tra corpo e mente. L’ideale sarebbe quindi di meditare, appena prima dell’esercizio fisico: 10 minuti possono già portare risultati incredibili.

Combattere la depressione: la testimonianza di Buffon

E’ possibile unire tali comportamenti in un solo momento (sole + messa a terra + meditazione + esercizi), aiutando il nostro corpo, e la nostra mente a combattere con efficacia la depressione.

Ci sarebbe ancora molto di cui parlare, ma riflettere e testare questi concetti aiuta a rafforzare gli stimoli che diamo a noi stessi e fornisce il potenziale per combattere qualsiasi stato depressivo che si discosta dai nostri scopi e sogni.

Ogni atleta è un essere umano biologico. Considera il caso di Gigi Buffon, il quale ha lui stesso attraversato un processo depressivo in continua evoluzione.

“Noi esseri umani abbiamo risorse incredibili, che a volte non sappiamo di avere.”

Gianluigi Buffon

Per tutti gli atleti artisti che si nutrono di solo sport!

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