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L’allenamento a stazioni nella scuola calcio

Finalmente da ormai qualche anno non si parla più di metodologia nella scuola calcio.

Sì, hai letto bene!
Finalmente, perché da qualche anno si applicano delle metodologie di lavoro all’interno della scuola calcio.

Dal semplice riempirsi la bocca e la testa di programmazioni e linee guida, un lento cambiamento ha portato al mettere in pratica tali ”suggestioni”.

Il contributo dei centri federali territoriali

Ormai da anni si sente parlare dei centri federali territoriali.
Il programma di valorizzazione del calcio giovanile sviluppato dalla FIGC destinato ai giovani calciatori e alle giovani calciatrici, a cavallo tra la scuola calcio e il settore giovanile.

Uno dei grandi obiettivi dei centri federali territoriali è sempre stato quello di formare i tecnici del territorio, condividendo una metodologia di lavoro con le società di tutta Italia

Ciò è stato possibile, ad esempio, attraverso workshop dedicati, supporto e la possibilità di seguire gli allenamenti in campo, al fianco dei tecnici federali.

La sensazione è che un primo bilancio sia sicuramente positivo!

L’idea di una metodologia di lavoro condivisa e programmata a lungo termine sta prendendo sempre più piede nelle scuole calcio.

L’allenamento a stazioni nella scuola calcio: massima resa, minima spesa!

Allenamento ad alta intensità

Mental Football, sulla scia dei centri federali territoriali, condivide in pieno la metodologia dell’allenamento a stazioni nella scuola calcio.

L’allenamento a stazioni consiste, molto banalmente, nel suddividere il campo in diverse attività e la squadra in altrettanti gruppi, facendoli ruotare su tutte le esercitazioni.

Ad esempio, una gruppo di pulcini composto da 23 giocatori e due allenatori, può essere suddiviso in tre gruppi da 6 calciatori e uno da 5, e 4 esercizi.

Arricchimento del bagaglio tecnico-motorio del giocatore

Un aspetto fondamentale del lavoro a stazioni è l’obiettivo di ciascun esercizio: è necessario infatti stabilire quali debbano essere le aree di intervento di ciascuna stazione. Queste possono essere ad esempio: ball mastery, tecnica, gioco popolare, performance…

In questo modo, diversificando ciascuna stazione per obiettivo, si dà la possibilità al calciatore di sperimentare diverse situazioni, arricchendone così il bagaglio tecnico-motorio.

Meno si è, più ci si diverte

L’allenamento a stazioni nella scuola calcio consente di dividere la squadra in più gruppi. Ciò determina un rapporto calciatore/pallone ridotto, e di conseguenza i momenti di miglioramento, in cui il calciatore è protagonista, aumentano.

Dividere la squadra in gruppi permette inoltre all’istruttore di poter intervenire con maggiore puntualità, dovendo controllare un numero ridotto di giocatori.

Niente tempi morti

Questo tipo di allenamento inoltre riduce tantissimo i tempi morti, ossia quei momenti in cui non ci si allena e non si gioca perché il mister sta ”montando” l’esercizio, oppure i calciatori stanno bevendo.

L’allenamento a stazioni consente un rapido spostamento dei giocatori da un’esercitazione all’altra, limitando di fatto enormemente le perdite di tempo.

“Io il mister, mia la squadra” : NO GRAZIE!

L’allenamento a stazioni supera la tradizionale visione dell’allenamento. É ormai, fortunatamente, superato il concetto che: ”IO SONO IL MISTER, E QUESTA É LA MIA SQUADRA”.

Un altro vantaggio, infatti, di questo tipo di allenamento è che, ad esempio, coinvolgendo più istruttori, ciascuno per stazione, i giovani calciatori ricevono stimoli diversi.

Feedback e indicazioni provenienti da diversi istruttori possono sicuramente fornire una visione più completa della situazione in esame, attraverso sfumature, focus e letture che vengono messe in luce in maniera differente.

Un passo indietro per prendere la rincorsa

Allenamento a stazioni nella scuola calcio

Rivedere i tradizionali allenamenti della scuola calcio è una fatto ormai necessario. I giovani calciatori, il contesto sociale e il loro bisogno costante di stimoli impongono una riflessione sulle metodologie più efficaci di allenamento.

La direzione del lavoro con i giovani calciatori deve andare verso una formazione a lungo termine, attraverso numerosi stimoli diversi, competenza ed il giusto equilibrio tra insegnamento e libera scoperta.

Un lavoro collettivo, di staff, agevola l’arricchimento del bagaglio personale tecnico-motorio-emotivo dei calciatori: più istruttori, più esercitazioni, diversi gruppi di lavoro sono fattori determinanti per la crescita delle nuove generazioni di calciatori.

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