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Frank Lampard e la Chelsea Revolution

Da alcuni anni a questa parte assistiamo ad una Premier League sempre più interessante, piena di talento e di squadre capaci di stupire, entusiasmare il pubblico. Trasformazione che lo ha reso uno dei campionati più coinvolgenti al mondo.

Le premesse per queste stagione sembravano diverse: il titolo sarebbe stato un affare tra il City di Pep Guardiola e il Liverpool di Jurgen Kloop, lasciando all’immaginazione poco altro.

Nella casella degli outsider inseriamo il Chelsea di Frank Lampard con un mercato bloccato (dovuto alla sanzione della Uefa), una rosa piena di giovani, con al comando un allenatore emergente. Mix che ha permesso al club del magnate Roman Abramovich di diventare un bel cigno capace di incantare le platee inglesi.

Cosa ha permesso ai Blues di diventare una squadra divertente e piacevole da vedere? Frank Lampard ha dato inizio ad una blues revolution? 

La riorganizzazione del Club: largo ai giovani

Dalle parti di Cobham non si è molto abituati a vedere rivoluzioni radicali, meglio puntare sui personaggi di spicco, nelle ultime stagioni nel club di Abramovich si sono avvicendati Ancelotti, Mourinho, Conte, Sarri, Benitez e Hiddink per citarne alcuni.

Nessuno di questi Top manager ha lasciato una vera e propria impronta nella filosofia del Club stesso, ognuno “obbligato“ a vincere senza aver la possibilità di costruire, di lasciare un’eredità.

Il patron russo ha compiuto un primo passo verso la rivoluzione affidando la panchina alla leggenda del club, ritiratasi da poco Frank Lampard.

Frank Lampard mentre osserva i suoi giocatori in allenamento

Idolo da una parte della tifoseria Blues ma dall’altra allenatore emergente, con un solo anno di panchina alle spalle, con tutte le incognite del caso a fare da contorno.

Il giovane tecnico è consapevole di avere un’importante occasione da sfruttare. Ma come fare con il mercato bloccato? Quale filosofia seguire?

Unica soluzione percorribile: utilizzare il settore giovanile del club e puntare sui suoi talenti

Una fucina di talenti: l’Academy dei Blues

Questa è la vera novità voluta dal club, puntare sui propri talenti, quei giovani giocatori formati e lasciati andare troppo presto.

I prodotti del vivaio dei Blues venivano smazzati in tutta Europa, accumulando prestiti su prestiti senza aver la possibilità di mettersi in mostra.

Una delle critiche mosse dalla stampa a Maurizio Sarri fu quella di utilizzare pochi giovani durante la sua permanenza sulle rive del Tamigi.

Se effettuiamo un’analisi approfondita, ci accorgeremo che il trend non è stato diverso per i suoi predecessori.

Quale momento migliore per invertire la rotta, se non quello del blocco dei trasferimenti?

I risultati raggiunti dall’Academy

La prima testimonianza sul nuovo corso del Chelsea viene fornita dall’ex Direttore Tecnico Micheal Elmenalo in una bella intervista concessa al Telegraph, nella quale dichiara:

“Penso che Abramovic si divertirà. Di base lui è uno che vorrebbe sempre vedere la sua squadra vincere trofei, ma almeno per questa stagione mi piace pensare che anche qualora il Chelsea finisse per ritrovarsi decimo lui si divertirà comunque a veder giocare insieme tutti quei ragazzi. È una vittoria, è come alzare un trofeo”

Il Chelsea con la sua Academy negli ultimi anni ha ottenuto risultati straordinari a livello giovanile. Ha vinto due Youth League consecutive nel 2015 e nel 2016, e dopo aver saltato quella successiva (2017) è tornato in finale in ciascuna delle due passate edizioni, 2018 e 2019. Non solo: ha messo in bacheca due delle ultime tre Premier League U18, e sette delle ultime dieci edizioni della FA Youth Cup

Questo non è bastato per impegnare i giovani talenti in Prima squadra, anzi sono stati utilizzati sempre molto poco. Da non credere se si tiene conto degli straordinari risultati del settore giovanile!

L’inversione di rotta di Frank Lampard

Un primo assaggio dell’inversione di rotta da parte dei Blues lo si è potuto vedere nel Settembre 2019, quando Mason Mount e Tammy Abraham sono stati convocati da Southgate nella nazionale di Sua Maestà.

L’ambiente sulle rive del Tamigi sembra proprio rigenerato, Intervistato dal London Evening Standard, Hudson-Odoi ha dichiarato su Lampard:

«È arrivato e ha dato una chance a un sacco di giocatori, anche in allenamento, dà la possibilità di allenarsi con noi a tanti ragazzi del settore giovanile. Mi piace perché incoraggia i giocatori, hai la sensazione che se fai bene e lavori duro in allenamento lui prima o poi ti darà l’opportunità di giocare. Adesso c’è un’atmosfera più leggera, positiva, sia nello spogliatoio che in campo. Siamo tutti felici che sia che ci sia lui».

Frank Lampard a colloquio con Tammy Abraham

Lampard sta ottenendo un successo forse persino inatteso, al di là della già discussa inversione di rotta sulla gestione dei giovani, grazie alla ricezione della sua proposta di calcio.

La sua squadra non è radicalmente diversa da quella di Sarri: il ruolo di Jorginho è rimasto preponderante, Kepa è uno dei portieri con più passaggi completati ogni novanta minuti, e il possesso palla medio resta ampiamente superiore al 50%.

D’altronde la rosa è di fatto la stessa di una stagione fa, Lampard non ha mai nascosto di apprezzare un tipo di calcio aggressivo e propositivo. Ma allo stesso tempo, oltre all’evidenza che emerge dalle partite, ci sono solide ragioni per sottolineare la distanza tra il gioco di quest’anno e quello di un anno fa.

Cosa ci possiamo aspettare dal Chelsea?

Il Chelsea di oggi è una squadra votata al controllo, verticale e frizzante, molto rapida nel conquistare il campo a ritmo sostenuto, una mancanza spesso rimproverata a Sarri durante la scorsa stagione.

La squadra di Lampard è costruita sulla spensieratezza giovanile. Lo è per l’età anagrafica della rosa, per il legame stabilito con il settore giovanile; lo è per quanto riguarda il tecnico stesso, un giovane alla prima esperienza in un grande club, capace di trasmettere entusiasmo e competenza; e lo è soprattutto per quanto riguarda il modo in cui il club ha scelto di pensare sé stesso, accettando di fare un mezzo passo indietro.

Sulle rive del Tamigi, per la prima volta non ci sarà l’obbligo di vincere, ma di formare e valorizzare. Il Chelsea sarà protagonista del futuro che dalle parti di Stamford Brige non è mai stato cosi luminoso, allora tutti allo stadio a godersi lo spettacolo.

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