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Il calcio giovanile femminile – allenare l’attività di base

Il calcio giovanile femminile è un movimento in grande crescita.

Mental football vuole contribuire alla realizzazione del sogno di tutte le giovani calciatrici!

“Io non potevo, ma volevo giocare a calcio ogni momento”

Lieke Martens – Best FIFA Women’s player 2017

L’attività di base nel calcio femminile

L’attività sportiva per una bambina comincia dalla scuola calcio, senza fare distinzioni di genere.
L’ attività di base nei piccoli amici può essere svolta in società maschili e vissuta come esperienza ludica e formativa.

Il confronto avviene in modo positivo, forgiando i primi aspetti caratteriali, motori e tecnici.

Qualche anno fa, le bambine erano costrette a giocare in squadre maschili fino a 14 anni; adesso ha possibilità di scelta, grazie a settori giovanili in rosa.

Squadra maschile o femminile?

Il momento della scelta è una tappa importante per le giovani calciatrici. Il fattore ambiente è determinante nella scelta. Un percorso di crescita si identifica con l’inserimento in una squadra pulcine avviata, oppure nel primo anno esordienti.

Ovviamente se il contesto permette la crescita, l’atleta può giocare con i maschi fino all’ultimo anno esordienti.

La FIGC prevede per l’attività di base femminile, l’iscrizione a campionati di squadre maschili, con la possibilità di deroga alle giocatrici di giocare avendo un anno in più rispetto alla categoria.

Non è previsto per le pulcine un campionato femminile, mentre le Under 12 hanno possibilità di un campionato sperimentale in alcune regioni.

Linee guida per l’attività di base

Il comunicato n.1 del Settore Giovanile e Scolastico detta informazioni di carattere normativo e regolamentare riguardante il calcio giovanile femminile.

Ma come si allena una squadra di bambine?

Non esiste manuale d’istruzioni d’uso per allenare un gruppo di giovani calciatrici. Durante la mia esperienza, ho raccolto feedback, cercando di trovare la strada per essere un buon formatore.

• Lo spogliatoio

Una bambina che viene dal maschile, non ha mai avuto la possibilità di vivere a pieno l’esperienza dello spogliatoio, costretta a cambiarsi in luoghi e spazi differenti.

Considerato luogo sacro per la costruzione del gruppo, delle regole educative, di festeggiamenti e delusioni, regalare questo contesto è molto importante per una bambina.

• Il pallone

Il rapporto con l’attrezzo del gioco è fonte di stimolo e fantasia. Le bambine che hanno appena cominciato a giocare a calcio non hanno uno storico esperienziale: la palla regala storia, creatività ed emozioni.

• L’ambiente

La cura del fattore ambientale è importante per la crescita tecnica ed il benessere psico-fisico delle giocatrici.
L’ambiente è inteso come micro-sistema sportivo che unisce formazione sportiva, educativa e socializzante.

• Lo staff tecnico

La composizione del personale è gestita dalla società di appartenenza, per obiettivi e progettualità sportiva. E’ però determinante la presenza di una figura femminile all’interno dello staff, che per qualsiasi emergenza può entrare in qualsiasi momento nello spogliatoio.

Adolescenza e pubertà, sono argomenti che, se condivisi con l’esperienza e la saggezza femminile, evitano situazioni di imbarazzo e disagio.

• L’allenatore

Nel calcio giovanile femminile i focus di un buon formatore si evidenziano nella gestione del gruppo e nella comunicazione.

Le competenze dell’allenatore sono universali e non si differenziano per il sesso della squadra.

• La gestione del gruppo

La squadra femminile richiede attenzione educativa nella gestione della squadra. Ogni bambina ha carattere e caratteristiche, bisogna cercare di renderle il più possibile protagoniste, con un allenamento dinamico e partecipativo.

La bambina fatica nella gestione dell’insuccesso, mai sottolineare l’errore, ma attuare strategie di problem solving condivise.

La comunicazione

Il buon formatore comunica con empatia, lancia feedback positivi in continuazione.

L’allenamento è arte, palcoscenico per le nostre calciatrici. Il mister valorizza il gruppo, le regole sono uguali per tutte. Nessuna distinzione!

Il gioco è universale” diceva un saggio – le bimbe si allenano e giocano come qualsiasi bambino.

Vedremo nei prossimi articoli specifiche su metodologie e spunti per l’allenamento, Mental Football ti aspetta!

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