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Arrigo Sacchi: il suo calcio nella storia

Non è la prima volta che ci troviamo qui a parlare del calcio di Arrigo Sacchi. O meglio della concezione che il tecnico di Fusignano ha del calcio, della tattica e dell’organizzazione di gioco.

Voglio dichiararmi, schierarmi. E voglio farlo subito. Proprio per permettermi di tirare fuori certe perplessità e poter elaborare tutte le considerazioni che voglio, senza il minimo dubbio di essere tacciato come un suo potenziale detrattore.

Sono un fan di Arrigo Sacchi. Così come sono tifoso di tutte le persone intelligenti, laddove per “intelligenza” intendo la capacità di elaborare informazioni, pareri, congetture e non la mole delle nozioni “accademiche” apprese.

Mental Football nasce per sottolineare l’importanza del pensiero, della mente, della cognizione.
Tante citazioni – a questo proposito – sono state da me scritte e condivise.

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza

Dante Alighieri, Inferno, Canto XXVI, Ulisse

Pensare – naturalmente – significa riflettere.
E ciascuno di noi decide liberamente dove rivolgere le sue riflessioni.

Tornando al tecnico di Fusignano, egli sicuramente è stato un grande innovatore: ha cambiato il calcio, ha rivoluzionato il calcio, senza inventare niente.

Ha studiato. E lo ha fatto molto bene.
Ed è giusto che sia così: ogni innovazione non si genera spontaneamente, ma nasce sulle ceneri dei fallimenti precedenti. Da loro prende elementi importanti e prova a costruir nuove teorie e declinazioni.

La cultura del calcio di Arrigo Sacchi è immensa. E sicuramente non ha bisogno della mia conferma o approvazione.

Egli ha bisogno di acqua. E decide di crearla.
E lo fa mescolando insieme idrogeno e ossigeno. Non inventa nulla, ma crea mettendo insieme.

Arrigo Sacchi: ha inventato il “MW”?

Arrigo Sacchi

Starai pensando: cos’è, il modello di una nuova marca di automobili?
Completamente fuori strada (perdona l’ironia).

Come certamente saprai, il calcio nasce nella seconda metà del 19° secolo, in Gran Bretagna. Nasce come variante al rugby ed è inizialmente praticato esclusivamente dalla borghesia inglese di quel tempo.

Qui ti chiedo di fare due cose per me, ma in realtà per il 99% sono per te.
Se hai esaurito il tuo tempo libero, interrompi qui la lettura. La ricomincerai prendendo visione del video che ti sto per proporre.

Ti servono 30 minuti di tempo libero per soddisfare la tua voglia di conoscere il momento esatto in cui il calcio nasce e le declinazioni ed evoluzioni tattiche che nel tempo assume. Entra nella storia CLICCANDO QUI (ma poi torna a questa pagina per proseguire insieme nel discorso su Arrigo Sacchi).

Immagino tu stia continuando a leggere questo articolo, dopo aver visto l’evoluzione dei sistemi di gioco nel corso della storia del calcio.
Al termine di questo articolo – e soltanto al termine della sua lettura – ti consiglio di guardare la serie tv “The English Game“(Netflix): troverai piacevoli riferimenti a tutto ciò che hai visto e letto fino a qui.

Il calcio nasce “libero”, poi lentamente si cerca di dargli un’organizzazione di gioco via via più costruita e articolata. Si parte dal “calcia e corri“, si passa alla “piramide di Cambridge” per poi arrivare al Metodo e al Sistema.

La salida lavolpiana e la “W” in costruzione

Il Metodo è anche conosciuto come WW: 2-3-2-3. Due difensori, tre centrocampisti bassi (tra cui il famoso centromediano), due centrocampisti “alti” e tre attaccanti. Ha dei grandi vantaggi in costruzione di gioco partendo dal basso, in quanto i due difensori centrali si aprono e il centrocampista metodista può abbassarsi per ricevere il pallone.

Questo accorgimento tattico è meglio conosciuto come “salida lavolpiana“, ampiamente reintrodotta da Pep Guardiola nel Barcellona del secondo decennio di questo secolo.

Ti consiglio – prima di proseguire con la lettura dell’articolo – di prendere visione dell’approfondimento sulla salida lavolpiana CLICCANDO QUI.

Come puoi facilmente dedurre consultando i contributi che ti ho indicato fino a qui, la “W” in fase di costruzione di gioco dal basso permette molte più opzioni che la “M”, nata per soddisfare le esigenze di un gioco inglese, “uomo contro uomo”.

Arrigo Sacchi – esperto conoscitore della storia e del calcio – conviene che per costruire il gioco dal basso in modo efficace, sia necessario ispirarsi al Metodo e alla salida lavolpiana. Il gioco a “zona” del tecnico di Fusignano ha origini antiche.

Talento e imprevedibilità: la “M” in attacco

L’Ungheria di Puskas e compagni del 1950 ha dato importanti segnali di innovazione e di qualità tanto tecnica quanto organizzativa.

Il Sistema ungherese è evoluzione e si distribuisce in campo in una formazione che può essere schematizzata e riassunta in “MM“. Al sistema classico apportano modifiche strutturali sostanziali, in cui gli attaccanti di ruolo diventano due e i movimenti dei giocatori offensivi si manifestano imprevedibili, coordinati, sinergici.

L’immenso vantaggio e la grande novità di questo sistema di gioco sono: l’utilizzo di due attaccanti di ruolo e l’interscambio di posizione dei giocatori offensivi.

Questi sono gli elementi che Arrigo Sacchi mutua nel suo Milan degli Invincibili. Alla costruzione del gioco “W“, unisce un posizionamento offensivo molto vicino alla “M“, invenzione dei magiari della metà del secolo scorso.

In conclusione, il profeta di Fusignano si è dimostrato non soltanto un allenatore preparato a cui fu affidato un organico di prima scelta, ma ha dato dimostrazione di un’immensa cultura calcistica, grazie alla quale riuscì a mettere insieme elementi vincenti di filosofie di gioco diverse.

Il primo principio della Termodinamica (“l’energia non si crea, né si distrugge: si trasforma”) può essere applicato alle filosofie e ai principi di gioco. Si inventa nulla, ma si prende ispirazione dal passato trasformandolo, adattandolo al contesto.

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