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Eriksen: il calcio secondo il Danese

9 Febbraio 2020, derby di Milano, Inter-Milan.
L’Inter di Antonio Conte ha la possibilità di agganciare la Juventus in vetta alla classifica. Il Milan alla ricerca forsennata di un’identità e di un piazzamento europeo in una stagione tutt’altro che fortunata. Il nuovo acquisto Christian Eriksen scalpita in panchina.

Basterebbe questo per dedurre che sarà una partita speciale.

Ma gli dei del calcio decidono di aggiungere ancora un po’ di pepe a questo match: e così primo tempo con il Milan in vantaggio 0-2 e risultato finale a favore dei neroazzurri per 4-2.

Ritratto di un giocatore superiore

Minuto ’72: fuori Alexis Sànchez, dentro Christian Eriksen.

Il neo acquisto, il tanto cercato top-player fa il suo esordio in campionato in casa neroazzurra.

La sua sarà una partita di una bellezza disarmante.
Non ruba l’occhio con delle giocate straordinarie, non dribbla, non fa sventagliate di 70 metri, non semina il panico nella difesa del Milan.
Niente di tutto questo.

Il manifesto della semplicità.
Eriksen in circa 20′ di gioco fa 17 passaggi, tocca la palla per 2 volte con più di tre tocchi (una volta quattro tocchi ed un’altra cinque), per 5 volte gioca a due tocchi e per ben 11 volte ad un tocco.
A questo va aggiunto un tocco nel calcio di punizione che colpisce l’incrocio dei pali da oltre 30 metri.

Eriksen

La somma dà 31 palloni toccati, che Eriksen trasforma in una traversa colpita e ben 17 passaggi. Il fuoriclasse danese ha fatto un passaggio ogni 1.8 tocchi. Praticamente gioca sempre di prima!

Eriksen: il talento è visibile anche senza palla

Ma è al minuto 76′ del derby di Milano che si può assistere alla manifestazione in pochi secondi di tutto il talento del neo acquisto neroazzurro.

In quest’azione Eriksen ci mostra come un calciatore sia efficace soprattutto senza la palla.

Un giocatore è determinante nel velocizzare l’azione ed è per questo che si guarda sempre attorno prima di ricevere la palla: sa già quale sarà la sua giocata. Allo stesso modo, un giocatore può con un movimento smarcare un compagno: mi ”marco” per smarcarti.

Non è un caso che la leggenda olandese Johan Cruijff lo abbia definito un ”giocatore superiore”.

Eriksen vede il gioco prima tutti, sa già cosa fare quando riceve il pallone, dov’è lo spazio da attaccare, anticipa il gioco. Il talento danese abbina a queste qualità cognitive un incredibile bagaglio tecnico: ecco dunque la ricetta del top player.

Non resta dunque che goderci lo spettacolo.
Benvenuto in Italia Eriksen, il giocatore superiore.

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