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Allenatore di Settore Giovanile e Scuola Calcio: le competenze

“Io sono un allenatore di Settore Giovanile: la mia squadra si allena bene, mi segue in tutto e per tutto e stiamo raggiungendo traguardi importanti”. “Stiamo lavorando bene e i risultati ottenuti sono frutto del duro lavoro”.

Essere un allenatore di Settore Giovanile – o di Scuola Calcio – davvero centra poco con la maggior parte delle volte che si sente pronunciare una delle frasi precedenti. Fare l’allenatore – il coach, il formatore, l’istruttore – è un mestiere assai complesso, soprattutto nei dilettanti.

In primis perché un mestiere vero e proprio non è. Mutuando le parole di Maurizio Viscidi,

“E’ possibile trovare due tipi di allenatore di giovani: quello che tratta la squadra come se fosse una prima squadra (e che quindi allena per sé stesso) e l’allenatore che svolge tale ruolo a tempo perso, alla stregua di un hobby. In entrambi i casi il bene per il giovane calciatore sembra essere un miraggio lontano”.

Quali caratteristiche deve avere un allenatore di Scuola Calcio e Settore Giovanile? Come è possibile rilevarle e valutarle in modo oggettivo? La scelta di un allenatore di prima squadra viene veicolata da parametri del tutto diversi, variabili e indipendenti.

L’allenatore di Settore Giovanile – e ancora di più di Scuola Calcio – deve possedere delle capacità che lo rendano idoneo all’insegnamento di una disciplina. Non è possibile fare altrimenti.

L’istruttore è un insegnante a tutti gli effetti e come tale ha il dovere di essere preparato.

In questo contributo ti do uno strumento per valutarlo.

Allenatore di settore giovanile, formatore, educatore

allenatore settore giovanile

L’allenatore di prime squadre è senza alcun dubbio una figura del tutto diversa da chi si occupa di squadre giovanili o di Scuola Calcio. Egli deve possedere – oltre alle classiche competenze tecnico-tattiche – le qualità di un grande comunicatore e di un attento gestore.

Completamente diverso è il discorso riguardante la figura del coach di squadre giovanili. In questo secondo caso, l’importanza della componente tecnica è equiparata a quella della comunicazione, della relazione, delle competenze emotive. A questo proposito citiamo un lavoro di Beck (2000) e Recalcati (2014).

Tra gli effetti imperanti della «seconda modernizzazione» (Beck, 2000), le ripercussioni sull’asse prettamente educativo e familiare sono allarmanti: gli adulti significativi nelle fasi di sviluppo della vita del bambino manifestano, rispetto al passato, una insufficiente maturazione del ruolo di guida e di sviluppo, che si evince da una inadeguata realizzazione del “compito genitoriale”: «è la morte del padre», direbbe Recalcati (2014).

A causa dell’indisponibilità di offrire tempi di cura adeguati si è diffusa l’esigenza di delegare ruoli, funzioni e responsabilità propri del compito genitoriale, comportando per l’adolescente l’assenza di occhi e di orecchie disposti ad accoglierne i bisogni. Gli stessi – diventando inascoltati – generano frustrazione e sofferenza.

Le relazioni appaiono maggiormente frammentate rispetto al passato: le forme di interazione autentica sembrano frantumarsi nella digitalizzazione dei rapporti.

Alla luce di queste considerazioni, le agenzie formative – tra cui il calcio che occupa un ruolo di primaria importanza – sono chiamate a collaborare nella formazione educativa, nell’accoglimento dei bisogni, nelle funzioni di cura.

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Le qualità del buon coach

Nel primo secolo dopo Cristo Ignazio di Antiochia scriveva:

“Si educa con ciò che si dice. Di più: si educa con ciò che si fa. Ancor più si educa con ciò che si è”.

Meazzini (2000) nel suo saggio L’insegnate di qualità afferma che il ventaglio di competenze che contribuisce a divenire un buon formatore/insegnante/istruttore comprende attività legate, oltre ai contenuti tecnici e al metodo di insegnamento, alla persona (competenze emotive) e alle sue relazioni (competenze relazionali).

L’allenatore secondo l’O.M.S.

Secondo lo stesso O.M.S. (Organizzazione Mondiali della Sanità), le seguenti 10 “open skills” dovrebbero far parte del comune repertorio di competenza di ciascuno, esercitabile in ogni contesto e in ogni situazione, personale o professionale:

  • Problem Solving: competenza che permette di trovare soluzioni efficaci e affrontare in modo costruttivo e positivo i diversi problemi.
  • Decision Making: capacità di attuare in maniera attiva i processi decisionali al fine di affrontare e risolvere le diverse situazioni, valutando le possibili alternative e le conseguenze di ciascuna di esse.
  • Pensiero Creativo: capacità di pensiero che permette di trovare soluzioni originali e rispondere in modo adattivo e flessibile alle situazioni, analizzandole ed esplorando le diverse possibilità risolutive.
  • Pensiero Critico: la capacità di valutare esperienze e situazioni in maniera analitica e oggettiva valutandone i fattori di influenza, ovvero i vantaggi e gli svantaggi.
  • Comunicazione Efficace: competenza legata alla capacità di sapersi esprimere a livello verbale e non verbale in modo accurato a seconda della situazione e dell’interlocutore, riuscire ad ascoltare in maniera attiva l’altro, comprendendo e manifestando i propri bisogni e sentimenti.
  • Skills nelle relazioni interpersonali: competenza legata alla capacità di entrare in relazione con gli altri riuscendo a creare relazioni interpersonali significative.
  • Autocoscienza: conoscenza di sé, del proprio carattere, dei propri punti forti e deboli, dei propri desideri e bisogni. Rappresenta un prerequisito indispensabile per una comunicazione efficace, per relazioni interpersonali positive e per la comprensione empatica degli altri.
  • Empatia: competenza-abilità di sentire e comprendere il mondo emotivo dell’altro sospendendo ogni giudizio e interpretazione.
  • Gestione delle emozioni: competenza legata alla capacità di riconoscere, in se stessi e negli altri, le emozioni positive e negative e gestirle attuando comportamenti positivi.
  • Gestione dello stress: competenza legata al riconoscimento e alla gestione di eventi stressanti e capacità di mettere in atto strategie e tecniche rivolte al benessere personale.

L’allenatore per Mental Football

Champions League 2019_Klopp

Ora sicuramente avrai le idee chiare su qualità debba avere una qualsiasi persona che si occupa di formazione in età evolutiva. Non soltanto l’allenatore/l’istruttore/il coach, ma tutti coloro che decidono di dare sostegno al percorso formativo di un giovane sportivo. Un calciatore, in questa circostanza.

Ovviamente è importante vincere le partite. Naturalmente è essenziale “salvare” le categorie regionali, ma nulla di questo può essere fatto a scapito della formazione.

Se facciamo parte di un sistema malato, in cui l’allenatore giovanile più vincente viene universalmente riconosciuto “bravo” e trova “visibilità”, ciò non significa che noialtri si debba per forza uniformarsi al pensiero comune o vergognarsi/giustificarsi ogni qual volta si decida di fare una scelta che abbia come focus il giovane calciatore.

Nel Settore Giovanile l’allenatore più bravo è colui che fornisce contenuti, a qualsiasi livello. Se il gruppo giocatori allenato è di un livello tale da permettergli di vincere tutte le partite, allora molto probabilmente egli vincerà il campionato.

Se un altro gruppo giocatori varrà “la salvezza”, si lotterà per ottenerla. In entrambi i casi bisognerà sempre cercare di fugare la via più semplice, la scorciatoia fornita dalle semplici caratteristiche individuali dei giocatori. Salvezza e vittoria di un campionato o di un torneo dovranno sempre passare attraverso la formazione: dovranno sempre esserne una conseguenza.

La valutazione di una allenatore di settore giovanile

L’allenatore – come qualsiasi alto individuo, professionista, attività – deve poter essere valutato, ovvero deve potere essere analizzato nel dettaglio il suo operato.

Quali qualità, quali caratteristiche e attitudini deve dunque possedere un coach di giovani calciatori? Come posso esaminare nel dettaglio ogni elemento, senza perderne il filo?

Molto semplice. Il mio staff e io abbiamo creato una griglia di valutazione di incredibile valore e di grande efficacia. Essa permette di avere una visione d’insieme affidabile e completa dell’allenatore esaminato.

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