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Cristiano Ronaldo sostituito: ecco i motivi per cui la sua carriera finirà a 40 anni

Cristiano Ronaldo sostituito?
Non appena il polverone si sarà sollevato, ciò che rimarrà sarà un “nulla di fatto”. Cristiano Ronaldo è sempre stato – è – sarà un calciatore differente agli altri. Questo articolo non vuole essere un’iperbole o un elogio al campione lusitano, anzi.

Cristiano Ronaldo è un atleta differente perché “sportivo” nel vero senso della parola: ha trasformato il suo corpo in un tempio, perfezionandolo di stagione in stagione attraverso metodologie di lavoro e di allenamento costanti e meticolose. Tale abnegazione – abbinata a capacità fisico/motorie, ma anche e soprattutto a capacità sensoriali, cognitive e percettive – gli ha permesso di raggiungere traguardi insperati.

Cristiano Ronaldo sostituito due volte?
La mente permetterà di colmare le naturali lacune fisiche determinate dall’invecchiamento

Il presente contributo ritorna di attualità, ma è una nostra presenza un po’ datata sul web (pubblicato nel 2014 dalla nostra redazione). Esso nasce da un video contributo realizzato da National Geographic per indagare scientificamente le “skills” dei più prestigiosi fuoriclasse dello sport.

L’intera produzione ha una durata di circa 45′. Per una maggiore fruibilità dei nostri utenti, essa è stata divisa in quattro sezioni. Qui è possibile osservare la parte dedicata alle capacità cognitive e percettive di CR7.

La seconda parte del video è – a mio parere – la più interessante. La regia ha realizzato una sfida tra Cristiano e un altro attaccante militante in quarta serie spagnola. Tale competizione si sviluppa sulla capacità di segnare un goal senza vedere la traiettoria completa del pallone, proveniente da un cross.

Guarda il video. Esso sottolinea l’importantissimo lavoro da svolgere sulle capacità cognitive e percettive nei settori giovanili e scuola calcio.
Dopo ritorna all’articolo per comprendere le motivazioni di un Cristiano Ronaldo sostituito nelle ultime due partite.

Il ruolo di CR7 e le banali provocazioni di Fabio Capello

cristiano-ronaldo-sostituito-capello

“Cristiano sono tre anni che non salta l’uomo”.

[“Don” Fabio Capello]

Io credo che oltre a essere un’affermazione scontata, povera e inutile, essa sia anche offensiva e priva di fondamento. Conosciamo tutti le arti provocatorie del ex-tecnico friulano, ora relegato al ruolo di commentatore tecnico/opinionista per Sky Sport. Sinceramente da un uomo esperto di calcio e pragmatico come pochi altri mi sarei aspettato – e mi aspetto – qualcosa di più.

Non è attuale la diatriba relativa al ruolo in cui debba essere impiegato Cristiano Ronaldo: esterno? Attaccante centrale. Pane per i denti di commentatori, allenatori e giornalisti. Naturalmente per Fabio Capello, l’età “avanzata” del campione lusitano consiglierebbe a un allenatore ad avvicinarlo il più possibile alla porta. In questo mi trova d’accordo: arriviamo alla stessa conclusione, ma perseguendo strade leggermente diverse.

Zinedine Zidane – uomo vero di calcio – l’aveva capito da qualche anno. Vuoi per il passare degli anni, vuoi soprattutto per le ore passate dagli avversari a studiare i movimenti 1vs1 di Cristiano Ronaldo, “saltare l’avversario in dribbling” per il portoghese sarebbe stato un compito progressivamente più arduo: partita dopo partita, campionato dopo campionato.

Zizou lo spostò al centro dell’attacco merengues per quella capacità – dimostrata nella ricerca – di vedere la porta a occhi chiusi.

I dribbling di Ronaldo diventeranno progressivamente più rari, ma la sua capacità di comprendere il gioco prima degli avversari, la sua dote innata di prevedere lo sviluppo di un’azione e la sua tecnica sublime – letale nei 16 metri – porteranno il fuoriclasse a essere tale ancora per parecchio tempo.

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