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Lo spazio: il dodicesimo uomo in campo

L’occupazione funzionale dello spazio rappresenta sicuramente uno dei pilastri del calcio moderno. 

Lo spazio ha quasi totalmente spodestato dal trono numeri e moduli.

Questi ultimi rappresentano infatti una visione semplicistica del gioco, e sono legati ad un calcio superato, che ha poco a che vedere con quello dinamico dei giorni nostri.

Determinata l’importanza e l’influenza che ha assunto lo spazio nel calcio moderno, come possiamo trasmettere questo concetto alla squadra?

Come un elemento astratto può diventare il punto di forza di un gruppo?

La lettura soggettiva dello spazio

Definire cosa sia lo spazio, in particolar modo nell’ambito calcistico non è sicuramente un compito facile.

[…] più modernamente, lo spazio è anche considerato come intuizione soggettiva elaborata mediante gli organi di senso (spec. la vista).

da Vocabolario online Treccani

L’enciclopedia Treccani ci aiuta chiarendo due aspetti fondamentali: la soggettività e l’influenza degli organi di senso.

La soggettività implica che lo spazio non sia lo stesso per tutti: i metri che separano i giocatori sono assolutamente calcolabili, ma ciò che fa la differenza è la loro lettura da parte dei calciatori.

In altri termini lo spazio non è lo stesso per tutti: ciascuno, attraverso una rielaborazione sensoriale, ne trae una propria e personale interpretazione.

Leo Messi e la sua comprensione di Spazio e Tempo

L’assist di Messi nel video è pensabile per pochissimi altri giocatori al mondo, non solo per la difficoltà tecnica, ma soprattutto per la capacità di lettura dello spazio.

Non molti calciatori avrebbero solamente percepito la possibilità di un passaggio vincente in quella situazione: lo spazio è uguale per tutti, ma ciascuno lo legge diversamente!

Ecco quindi che la percezione spaziale diventa uno strumento fondamentale, da conoscere e da utilizzare a proprio vantaggio.

I metri di erba verde che dividono un calciatore dai proprio compagni sono in realtà potenzialmente una fitta rete di collegamenti. Tali collegamenti si possono semplificare in figure geometriche.

La geometria come mezzo allenante

La geometria è un alleato prezioso che permette ai nostri ragazzi di organizzare lo spazio circostante e stabilire importanti relazioni con compagni e avversari.

Qual è l’occupazione dello spazio più funzionale al nostro gioco? Senza dubbio quella che ci permette di avere più soluzioni e che sia strettamente correlata con le caratteristiche individuali della squadra.

La geometria crea moduli e sistemi di gioco, ma sono le caratteristiche e le attitudini personali che stabiliscono, in modo non definitivo, quale sia la posizione migliore.

Gli individui creano “moduli di gioco” adatti a loro e non viceversa.

E’ dunque opportuno, tramite giochi ed esercitazioni, suddividere lo spazio in figure geometriche, incentivare l’esplorazione automa dell’ambiente e favorire l’interazione tra bambino e ambiente.

La percezione spaziale è un elemento “percettivo/cognitivo”, che permette al calciatore di intuire il “quando” e il “dove” trovarsi, come ricevere il pallone, come trasmetterlo…

Il “come” fare certe cose, quindi la tecnica di base, diviene essenziale nel momento di contatto con la palla; non basta avere l’idea, bisogna anche avere affinato le abilità necessarie per poter effettuare dare forma a tale idea.

Diviene imprescindibile esercitare tecnicamente la propria squadra, ma non in forma statica e slegata dal contesto e dalla situazione di gioco.

Si può allenare la tecnica in un numero infinito di varianti e di modalità, rimanendo sempre legati al modo di occupare lo spazio durante la partita.

L’attenzione va posta sugli spazi “liberi” e quelli “vuoti”, sul “dentro” e sul “fuori”, sulla comunicazione di queste parole, che divengono “keywords” per aiutare i giocatori a fissare meglio i concetti individuati.

I dettagli vanno analizzati e corretti nella situazione di gioco, così da renderne più efficace ed immediato l’apprendimento.

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2 Responses
  1. Marcos Trombini

    Mi si fa molto difícil separare dal contesto globale le diferenti capacita que deve avere un giocatore ( tecniche tactiche fisiche psicologiche ) credo di modo activo allenare sempre con esercisi aperti a situazioni di gara, mantenendo motivati ai giovani e quindi escono fuori le capacita cognitive per cio pre me sono le piu importanti in questo sport, dobbiamo affrontare degli ostacoli che si muovono, colisionare, saltare, driblare…ecc e in piu aggiungere cierto grado di tensione psicologica. Ad esempio: la diferenzia con l’atleta il calciatore tutto quello que fa lo realizza verso i suoi compagni, gli evversari, la palla, sua porta, la porta avversaria. La velocita: non e’ piu veloce colui che percorre in meno tempo una determinata distanza sino colui che risolve piu veloce una situazione di gioco, e sopratutto quando arriva alla fine di quell percorso; comincia, gli e’ quando deve risolvere se non a gia risolto prima, generalmente in poseso palla mentre che l’atleta quando arriva finisce

    Pd: scusate il mio italiano ma cerco di farmi capire il meglio possibile!!!!

  2. Luca Filograno

    Ti fai capire benissimo!
    La tua filosofia è la stessa di Mental Football!
    Caro coach Marcos continua a condividere i tuoi video ed esercitazioni che spieghino agli utenti le tue metodologie di allenamento!
    Puoi farlo nello spazio google drive: “Laboratorio delle idee”.
    Grazie,
    LF

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