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Attività di base nella Scuola Calcio: cosa si fa?

C’è gran confusione riguardo alle attività di base da far fare nelle Scuole Calcio.
Siamo in un particolare momento storico, caratterizzato da eventi che richiedono un importante adattamento per poter tornare a “fare calcio” e a tutelare il talento dei nostri giovani calciatori.

Che fine ha fatto il talento?

E ancora: cambiano le modalità di confronto.
Si gioca 2 contro 2, 3 contro 3, 9 contro 9; si fanno gli shoot out ed è prevista una no pressing zone.

Tutto questo per identificare, preservare e coccolare il talento.
Talento che non deve essere inteso come “eccellenza”, bensì come qualità intrinseca di ciascun essere umano.

Attività di base: talento, dove sei?

attività di base

“Non ci sono più i giocatori di una volta, quelli bravi, quelli in grado di saltare a occhi chiusi uno o più avversari”.

Bene. Dove sono finiti?

Le ore di gioco si sono ridotte.
Come evidenziato in molti altri articoli, i momenti trascorsi a praticare attività motorie (giochi) sono drasticamente diminuiti.
Nella scuola primaria la vecchia educazione fisica è ormai merce rara.

Molto spesso le ore trascorse al campo di allenamento sono le uniche dedicate alla pratica sportiva.
Il formatore ha grande responsabilità nel organizzare e programmare le attività, in modo da sopperire almeno in parte a tale importante diminuzione del tempo dedicato al gioco.

Il giocatore di talento è prima di tutto un calciatore pensante, in grado di elaborare risposte e agire con grande intensità.

Il giovane talento ha coraggio di puntare l’avversario in quanto non teme l’errore: sa che avrà sempre il sostegno del suo coach ogni qual volta deciderà di assumersi responsabilità e di agire con coraggio.

Il coach – l’istruttore – è ben consapevole che per sostenere il talento è fondamentale considerare l’errore non come fallimento, ma come occasione per aumentare le proprie competenze e il proprio bagaglio di esperienze.
Egli è coinvinto che il suo compito non sia fornire soluzioni, ma – paradossalmente – creare problemi e contesti di gioco affinché sia il giocatore stesso a superare le difficoltà in modo autonomo e guidato.

Gli spazi ridotti – e il numero ridotto di giocatori – sono utili a questo scopo.

Vogliamo giocatori di talento?
Basta nascondersi dietro a un dito.

Attività di base: modalità di gioco?

attività di base

L’obiettivo è creare giocatori di talento: calciatori in grado di pensare a agire con grande intensità.

Tutti i paesi Europei – anche quelli con una tradizione calcistica decisamente più modesta rispetto alla nostra – hanno modificato le modalità di confronto delle squadre di scuola calcio.
Spagna, Inghilterra, Francia, Portogallo, Germania – solo per citarne i maggiori – da qualche decennio hanno ridotto il numero dei giocatori coinvolti nelle competizioni dei piccoli calciatori.

Bene. In Italia troviamo ancora qualche resistenza ancora oggi.
Ti racconto una storia.
Il primo centro federale nasce in Francia – a Clairefontaine – nel 1997. I Francesi decisero di realizzare un centro nei pressi di Parigi rivolto ad accogliere i giocatori di talento di tutto il territorio nazionale, farli giocare e allenare in loco per monitorarne i progressi.

In Italia il prof. D’Ottavio già nel 1995 raccontava l’importanza di giocare ad alta intensità, di creare calciatori pensanti, di utilizzare la tecnica di base come un open skill; una capacità aperta, una sorta di adattamento tecnico all’ambiente circostante.

Il calciatore bravo non soltanto è in grado di controllare un pallone e di direzionarlo velocemente con un tocco solo; egli è capace di utilizzare tale gesto tecnico come strumento di problem solving.

Spazi stretti di gioco aumentano velocità di pensiero e di azione; riducono drasticamente i tempi morti, affinano le abilità tecniche e incrementano esponenzialmente il divertimento.

Piccoli Amici

attività di base

Non 5 contro 5, bensì 2 contro 2 oppure 3 contro 3.
Perché?
Semplice.

Perché sono molto piccoli e in questo modo possono:

  • confrontarsi in situazioni semplificate;
  • in un momento evolutivo prevalentemente “egoistico”, la collaborazione con un compagno di squadra è un evento molto raro;
  • nella modalità di gioco 2vs2 tutti i giocatori sono sempre coinvolti nell’azione di gioco;
  • i progetti di gioco previsti per i raggruppamenti di questa categoria contribuiscono al miglioramento del piccolo calciatore, sia da un punto di vista tecnico, sia emotivo, cognitivo e relazionale.

Primi Calci

attività di base

Nelle attività di base le modalità di gioco previste sono 4 contro 4 e 5 contro 5.
Questa tipologia di gioco è quattro volte più coinvolgente rispetto a un confronto 9 contro 9 e:

  • agevola la finalizzazione: i nostri piccoli giocatori arrivano alla partita con l’esplicito desiderio di “fare goal”; in questo tipo di gioco si segna un goal ogni 2 minuti;
  • tutti i giocatori, compreso il portiere sono più coinvolti: più gioco, più mi diverto; “più mi diverto, più imparo“;
  • si raccomanda di arrivare con 10 bambini primi calci in modo da poter giocare la partita con i portieri e strutturare un secondo campo in cui fare: la partita a quattro porte, la partita a meta, il gioco della superiorità numerica;
  • IMPORTANTE: se tutti i bambini giocano contemporaneamente non esistono panchinari e giocano il doppio del tempo; in un anno di gioco in questa modalità equivale a due volte quella vecchia.

Pulcini, Esordienti e shootout

attività di base

L’attività di base prevede che i Pulcini giochino 7 contro 7, mentre gli Esordienti 9 contro 9.
Le più importanti innovazioni di queste categorie sono:

  • gli shootout;
  • no pressing zone;
  • il confronto 4 contro 4 per i giocatori non coinvolti nel tempo di gioco;

Gli shootout sono sfide tra 1/2 giocatori e il portiere avversario.
Un giocatore esordiente deve cercare di segnare un gol partendo con palla al piede da una distanza di 20 metri, avendo 8 secondi a disposizione.

Nella categoria pulcini, tale confronto avviene tra una coppia di attaccanti e il portiere.

A cosa serve?
E’ molto utile per dare la possibilità di fare gol durante la partita a tutti i calciatori, soprattutto a quelli che – per tipologia di ruolo – hanno davvero poche occasioni di proporsi in attacco, portiere compreso.

Si perde troppo tempo?
La percezione del tempo è da sempre soggettiva, ma 8 secondi è il tempo limite per l’esecuzione di uno shootout; tale valore, moltiplicato per il numero dei giocatori da 72 secondi.

Tempo ben investito – a parere di molti – per far sperimentare sensazioni ed emozioni nuove ai piccoli calciatori.
Tempo perso, per alcuni.

Tu da che parte stai?
E’ davvero il caso non perdere 1 minuto e mezzo per fare un qualche cosa di utile, diverso e divertente?
Una responsabilità da non prendere molto a cuor leggero.

E dopo: leggi qui l’altro importante contributo di questa settimana!

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3 Responses
  1. montingelli maurizio

    desidero conoscere informazioni precise su come avviare scuola calcio.Per comunicazioni chiamare al mio recapito telefonico 389-5999301.

  2. Andrea

    Ciao luca Mi piacerebbe approfondire l’argomento piccoli amici visto che da sett inizierà ad allenate un gruppo
    Il mio n 345 5912596

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