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Modulo di gioco nella scuola calcio: quadrato vs rombo

Modulo di gioco nella scuola calcio: dimmi dove vai e ti dirò chi sei.

In molti incontri con coach, formatori, allenatori e istruttori vari mi capita spesso di ricevere queste domande:

“Quale modulo di gioco è più utile adottare nella categoria Esordienti?”
“Quale nei Pulcini?”

Il modulo di gioco – tanto nella scuola calcio, quanto nel settore giovanile – è semplicemente un modo particolare di occupare lo spazio in funzione del tempo, delle caratteristiche dei giocatori e degli obiettivi.

Negli adulti il modulo di gioco permette alla propria squadra di esaltare le doti del singolo e di aumentare le possibilità di prevalere sugli avversari.
Nella scuola calcio e nel settore giovanile è – o dovrebbe essere – una struttura semplice che faciliti l’apprendimento di concetti e di nozioni di gioco, sia del singolo che del gruppo squadra.

Quali vantaggi offre il rombo nella categoria “Primi Calci”?

Quale modulo di gioco risulta più efficace per l’apprendimento della costruzione “bassa”?

Entriamo nel dettaglio.

 

Il modulo di gioco nel calcio a 5

Una delle prime modalità di confronto nella Scuola Calcio è il 5 contro 5. Squadre composte da quattro giocatori di movimento e un portiere ciascuna si affrontano in modalità “ludica”.

La rappresentazione mentale dello spazio – e la relativa interazione con esso – è uno dei primi concetti da trattare nel percorso di formazione sportiva.
Parlare di modulo di gioco non deve essere fuorviante. Assegnare delle posizioni in campo, non significa assolutamente vincolare il singolo bambino all’apprendimento di un ruolo esclusivo.

Non ruoli, ma posizioni predefinite che permettano una chiara e funzionale occupazione dello spazio in relazione a riferimenti fissi (le porte e le linee di campo) e riferimenti mobili (il pallone, i compagni e gli avversari).

Posizioni in campo che creano soluzioni di gioco “classiche”, ma che lasciano spazio a fantasia, libertà e autonomia decisionale.

 

Il quadrato “batte” il rombo

modulo di gioco

Perché è preferibile adottare un posizionamento a quadrato nelle categorie Primi Calci?
Le risposte sono numerose.

Partendo da un presupposto logico e geometrico, l’apprendimento delle figure piane si sviluppa su una progressione didattica ben definita – dal semplice al complesso – che comincia dalla conoscenza del triangolo e che termina con la comprensione di figure piane composte da infiniti lati e angoli.

Il quadrato si apprende prima del rombo nella didattica della geometria.

I quattro giocatori di movimento, se posizionati sulla stessa linea “a due a due”, formano un quadrato.
Con l’aggiunta del portiere, il modulo di gioco può essere rappresentato attraverso un disegno molto conosciuto a tutti i bambini.
Un disegno che, essi stessi per primi, hanno realizzato innumerevoli volte.

Prova a pensarci un attimo.
Un quadrato con un triangolo appoggiato sopra diventa una casa: alle mura viene aggiunto un tetto.
Il modulo di gioco è la “casa” della squadra.
E’ la nostra casa.

In questo modo risulta davvero facile spiegarlo e rappresentarlo sia graficamente che “mentalmente”.

 

Posizioni di gioco: sostegno, appoggi e vertice

La nostra “casetta” risulta molto efficace per descrivere le posizioni di gioco del calcio e muovere i primi passi nell’utilizzo di un linguaggio specifico condiviso e di parole chiave.

Ogni volta che il portiere ha il pallone rappresenta il punto più alto del tetto. I giocatori di movimento hanno il compito di ricreare la “casa” sul terreno di gioco.
In questa situazione i due giocatori a lui più vicini occupano la posizione di “appoggi“. Non appena uno di questi riceve il pallone, il portiere diviene naturalmente “sostegno” al giocatore in possesso palla.

Il termine “sostegno” non vuol altro dire che “aiuto“: una risorsa su cui il portatore di palla può contare in caso di necessità.

L’impiego del modulo di gioco a quadrato è molto utile per l’apprendimento di due posizioni di gioco (appoggio, sostegno), ma risulta poco efficace per rappresentare la posizione di “vertice“.
Al contrario del “rombo” che ne agevola la comprensione dato il particolare orientamento spaziale della figura stessa.

Tale figura descrive chiaramente le posizioni di vertice e di appoggi, ma genera delle complessità nella posizione di sostegno.
Il portiere e il difensore centrale occupano pressoché la medesima posizione.

 

Il portiere e la costruzione di gioco

Schierando la nostra squadra di calcio a 5 “a casetta”, il portiere è uno dei giocatori che ne trae benefici maggiori.
Non avendo un giocatore con cui dividere lo spazio di gioco nella zona centrale, egli è incentivato a essere sempre il punto di riferimento, supporto costante per i suoi compagni in difficoltà.

La nuova “convenzione” relativa alla no-pressing zone permette a quest’ultimo di ricevere il pallone e di poterlo giocare, consapevole di non poter essere immediatamente attaccato.

Schierandosi a rombo, si corre il pericolo – soprattutto nei primi mesi di attività – di rendere più difficoltosa la comprensione delle posizioni.

 

I movimenti complementari degli attaccanti

modulo di gioco

 

Per quali motivi si sceglie di rappresentare il “quadrato” sul terreno di gioco?

Tale figura geometrica è – come evidenziato poco sopra – una delle più semplici e che più si presta a creare relazioni chiare tra due giocatori.
Il giovane calciatore cresce e attraverso lo sport di squadra muove i primi passi che lo porteranno ad abbandonare progressivamente la fase egocentrica.
“Io e il pallone” lascia lentamente spazio a “Io, tu e il pallone”.

Dall’1vs1 ci si muove verso il 2vs1 e il 2vs2.
Ragionando da un punto di vista (adulto) difensivo: un giocatore marca e l’altro gli copre le spalle.
Naturalmente non insegneremo a un bimbo a marcare e a coprire nel modo in cui potremmo farlo con un “giovanissimo”; giocando e divertendosi il giovane calciatore accrescerà liberamente le proprie conoscenze.
Sotto la supervisione attenda del coach.

E i due giocatori in attacco?
Quando la palla si trova in possesso di uno dei due loro compagni difensori… non possono provare a giocare insieme?
Magari occupando gli spazi in modo diverso, complementare ed efficace?

Uno si muove vicino al pallone, l’altro si allontana.
Non sono forse le basi del movimento a pendolo dei centrocampisti?
O i comportamenti di gioco di un attacco formato da due attaccanti?

Se l’utilizzo di questo – mi si passi il termine – modulo di gioco è supportato da proposte ludiche di allenamento rivolte alla comprensione dello spazio, del tempo e del movimento si possono vedere divertenti e autonome situazioni di gioco.

Clicca qui o l’immagine per visionare la proposta.

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1 Response
  1. luca cozzolino

    Nel calcio a 5 si potrebbe giocare anche con:
    Portiere
    Difensore destro e sinistro
    Due attaccanti (o centrocampista e attaccante) in verticale che possono cambiarsi la posizione fra di loro in fase di possesso palla.
    Che ne pensate?

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