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Origini del calcio: un viaggio nella storia

Le esatte origini del calcio sono tuttora ignote.
L’attuale formula con due squadre di 11 giocatori, che si misurano in un terreno di gioco delimitato, nacque probabilmente nell’Inghilterra del XIX secolo, ma secondo alcune fonti un gioco simile era praticato già nell’antica Cina.

Questo molto prima che Giulio Cesare importasse in Britannia l’harpastum, ossia il gioco del calcio nel mondo romano.

Origini del calcio: una storia millenaria

le origini del calcio

E’ difficile stabilire con certezza le origini del calcio, così come scoprire chi lo abbia inventato.
Sono stati i Cinesi, i Greci, i Romani, i Fiorentini oppure gli Inglesi?

Le prime testimonianze scritte riguardanti la storia del calcio provengono dalla Cina: si tratta di cronache redatte durante il periodo Han e databili a circa 2000 anni fa.

Anche il Giappone, nel proporre la propria candidatura a ospitare l’edizione del 2002 della Coppa del Mondo, ha rivendicato una antica tradizione calcistica, attestata da alcuni documenti risalenti al XIV secolo in cui si narra di un gioco con la palla noto come kenatt.

Questo per quanto riguarda l’Oriente: anche in Occidente le origini del calcio sono le più disparate.
I Greci hanno lasciato testimonianze di un gioco fatto con la palla e con i piedi risalenti a tre secoli prima di Cristo.
Si chiamava episciro e prendeva il nome dalla linea centrale del campo, detta sciro.

L’harpastum romano

Quindi gli antichi romani, che dalle esperienze elleniche trassero insegnamenti nelle arti e nelle scienze, importarono questo gioco e lo diffusero per il loro domini chiamandolo harpastum, un nome che deriva dal verbo greco ‘rapire’.
In questo gioco bisognava rapire la palla agli avversari per poi calciarla con grande forza in avanti.

Polluce – storico del II secolo – descrive così il gioco dell’harpastum:

“… i giocatori formavano i due gruppi. La palla veniva buttata sulla linea del centrocampo. Sul fondo delle due metà del campo in cui stazionavano i giocatori c’erano altre due linee, oltre le quali si doveva cercare di portare il pallone, atto che non poteva essere eseguito senza spintoni o mischie”.

Questa breve testimonianza induce a credere che l’harpastum coincida non soltanto con le origini del calcio, ma anche con quelle del rugby.
In effetti l’harpastum romano si giocava senza porte, ma già a quei tempi esisteva un arbitro che decretava l’inizio dell’incontro e aveva il compito di controllare il comportamento dei giocatori.

Per ovvie ragioni, la partita si trasformava immediatamente in un battaglia vera e propria: gli atleti si scagliavano con decisione uno contro l’altro nell’intento di prendere a calci la palla per poterla scagliare al di là della linea di fondo.
Ogni palla che superasse tale linea – proprio come il ‘goal‘ nostrano – significava l’assegnazione di un punto.

Sferonacchia e calcio fiorentino

le origini del calcio

Con il passare degli anni e dei secoli gli uomini si dilettarono sempre più di sferonacchia – così veniva chiamato il gioco del pallone in epoca rinascimentale – finché tale gioco non approdò a Firenze.
Qui l’entusiasmo popolare battezzò il nuovo sport con l’attualissimo nome ‘gioco del calcio’.

I Fiorentini si vantano di essere loro a custodire le origini del calcio, soprattutto in un’accezione moderna del termine, e in un certo senso hanno diversi buoni motivi per farlo.
Il calcio a Firenze destò una grandissima passione e fiere rivalità tra i diversi rioni della città.

In breve tempo diventò un autentico fenomeno popolare e sociale, al punto che venne consentito addirittura di disputare le più importanti partite sullo storico e santo selciato di Piazza della Signoria.

Le regole del calcio fiorentino vennero modificate e codificate.
Il famoso trattato di Scainio prendeva in considerazione non soltanto l’andamento delle gare, ma anche il comportamento del pubblico.

Nel calcio fiorentino ogni squadra era composta da 27 giocatori, molto simili ai gladiatori romani; l’uso dei piedi era certamente preponderante, ma nel corso del gioco era consentito anche l’utilizzo delle mani secondo regole fisse e ben precise.

Il crescente interesse per il gioco del calcio indusse persino l’austera Accademia della Crusca a darne una definizione:

“E’ tale anche il nome di un gioco, proprio e antico della città di Firenze, a guisa di battaglia ordinata con palla a vento, rassomigliantesi alla sferomachia passata dai Greci ai Latini e dai Latini a noi”.

Storicamente questo può essere considerato il primo testo ufficiale che abbia riconosciuto la pratica del gioco del calcio a Firenze.

Le origini del calcio: i primi giornalisti sportivi

Qualche anno più tardi – 1692 – attorno al capoluogo toscano fecero la loro comparsa i primi ‘giornalisti sportivi‘.
Si trattava di letterati e di poeti dell’epoca che nelle loro prose esaltavano oppure criticavano ferocemente i personaggi che si dedicavano al gioco del calcio e le loro imprese.

Tra le opere dedicato al calcio si ricorda Florentinum Harpastum-vulgo calcio, ma il testo più valido e accreditato è senza alcun dubbio quello di Francesco Domenico Guerrazzi, il quale nel capitolo XXVII del suo più importante romanzo storico ‘L’assedio a Firenze‘ scrive testualmente:

“… correva a Firenze l’usanza di giocare nel Carnevale a calcio. Le memorie greche, latine e italiane su codesto gioco lo affermano di origine antica: la qualcosa credo di leggere anch’io. Costumavasi far gioco sopra la piazza di Santa Croce”.

Il calcio moderno inglese

le origini del calcio

Nonostante l’esperienza del calcio fiorentino e ancor prima di quello cinese, giapponese, greco e romano, gli Inglesi sono riconosciuti ‘padri del calcio‘ all’unanimità; anch’essi calciatori accaniti fin dall’età medievale.
Questo per un semplice – quanto importante – motivo: furono proprio gli Inglesi nel XIX secolo a redarre il primo regolamento del gioco del calcio, facendolo assurgere al livello di sport.

Grazie agli Inglesi – e alle loro norme – si arrivò anche a un altro importante risultato.
Poco alla volta il regolamento fece scomparire l’abitudine dei calciatori di scendere in campo con lo scopo primario di calciare soltanto gli stinchi avversari.

Questo fu il primo vero passo verso il calcio, inteso come sport moderno.

[Articolo tratto interamente da ‘The ultimate Encyclopedia of Soccer’, Carlton Books Limited 1994/1995/1996 e
curato da New Editing Srl – Milano nella realizzazione italiana]

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