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Cambio di direzione: allenare le diverse tecniche di corsa

Grande importanza hanno i momenti in cui il giocatore è in possesso della palla, ma numerosi studi dimostrano che il giocatore di calcio passa la maggior parte del tempo della partita senza.
Cosa fa in questi momenti?

“Corre” è la risposta che viene subito in mente, ma sorge spontanea un’altra domanda: “come corre?”.
Qui il discorso si fa più ampio e contorto.
Alcuni studi (Carling et al. 2008; Ade et al. 2016) dimostrano che i giocatori di calcio non corrono prevalentemente in linea retta, bensì effettuando curve, cambi di direzione, correndo all’ indietro, e via dicendo.

In questi studi gli autori non parlano però della corsa incrociata, dello scivolamento laterale, ma soprattutto della posizione del corpo e della direzione dello sguardo assunta dal calciatore.

Il calcio, come ormai è chiaro per tutti, è un gioco di situazione, per tanto è doveroso tener sempre conto di tutti gli aspetti delle suddette “situazioni”. Solo in questo modo e con un attenta cura per i dettagli si riuscirà a costruire dei giocatori “pronti” sotto tutti gli aspetti.

Detto questo, riteniamo sia fondamentale un bagaglio motorio più ampio possibile, ma altrettanto importante è rendere consapevole, dopo una certa età, il giocatore di quali siano i gesti atletici e tecnici più appropriati nelle varie situazioni.

A partire dal passo accostato nelle brevi distanze nell’ 1vs1 difensivo, passando poi dalla corsa laterale e a tratti incrociata di uno smarcamento, per arrivare poi alla corsa con appoggi incrociati e la testa rivolta indietro verso la palla, che il giocatore mette in atto durante un inserimento piuttosto che in fase difensiva quando si trova a dover correre verso la propria porta.

Cambio di direzione: come alleniamo le diverse tecniche di corsa?

cambio di direzione

Partendo da una preparazione coordinativa di base fin dai 4-5 anni è importante far vivere più esperienze di controllo grosso motorio possibili.
Le forme ludiche son fra le più disparate e vi si possono inserire diversi tipi andature (i cosiddetti pre-atletismi), servendosi anche di ostacoli di diverse dimensioni, di speed-ladder, di aste e di cerchi.

Questi ultimi disposti a piacimento possono riprodurre gli appoggi che un piccolo-giocatore si troverà ad effettuare più avanti negli anni, in situazione di gioco.

Crescendo con le età di riferimento si deve poi passare al far percepire la differenza di efficacia fra la scelta dei diversi gesti motori. Un esempio lampante può essere quello del cambio di direzione: quanti curano la posizione del corpo, la coordinazione degli appoggi prima dell’ostacolo da superare e soprattutto l’arto di spinta in questo gesto atletico?

Far percepire la differenza di efficacia fra spingere con un arto piuttosto che con l’altro nell’eseguire lo stesso gesto nella stessa direzione porterà sicuramente a un rafforzamento dell’apprendimento ma anche a una più corretta selezione del programma motorio in situazione.

Diversi studi inoltre dimostrano come le carenze coordinative siano predittori per l’insorgenza di infortuni e il caso del cambio di direzione per le problematiche di ginocchio e caviglia la fa da padrone.

Lavoro sul campo

La speed-ladder è un attrezzo per l’allenamento della coordinazione podalica e della rapidità ed ormai è presente su tutti o quasi i campi da calcio. Di seguito sono riportate alcune varianti di questo esercizio: il giocatore davanti dovrà adattarsi a quello che fa il compagno dietro di lui.

Imitazione andatura, cambio di direzione e speed ladder

Cambio di direzione con avversario alle spalle

Speed ladder e controllo orientato

 

I livelli di coordinazione raggiungibili in queste esercitazioni non sono massimi, ma sicuramente si sta allenando qualcosa di molto più vicino alla gara rispetto alle semplici esercitazioni di mera esecuzione motoria.

Ti interessano altre proposte per allenare il cambio di direzione in regime percettivo?
Scopri speed-x leggendo questo articolo.

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5 Responses
  1. David

    Ottime esercitazioni che comprendono diverse componenti coordinative e con L’ ‘aggiunta della palla aumenta la difficoltà di accoppiamento.

  2. Marco

    Ma sono molto perplesso su questi esercizi ….
    io preferisco creare esercitazioni coinvolgendo tutti i componenti della squadra , ottengo i stessi risultati ( con tutte le stesse corse viste sui video ) e i ragazzi si divertono di più …
    Per me l esercitazioni più simili alle partita è il miglior allenamento che possiamo fare .

    1. Luca Filograno

      Condivido in pieno il tuo pensiero.
      Esercitazioni collettive sono essenziali per rappresentare al meglio una situazione.
      L’apprendimento di un gesto tecnico/motorio – secondo il mio credo – si compone di due parti:
      – addestramento meccanico del gesto (addestramento tecnico/motorio)
      – contestualizzazione del gesto (adattamento tecnico/motorio)
      L’esercitazione viene strutturata in due momenti: il primo caratterizzato da ripetizioni continue e alcuni feedback tecnici e dimostrazioni, il secondo dalla libertà di sperimentazione e problem solving (il gesto in oggetto è utilizzato per risolvere un problema di gioco).
      Il divertimento non è legato al tipo di proposta: ti assicuro che anche una “gara di frenate” fatta con i 2011 raggiunge elevati modelli motivazionali.
      Grazie per il tuo contributo!

  3. Daniele Faccoli

    Essendo oltre che allenatore di Calcio un insegnate di Break Dance ho portato nei miei allenamenti coordinativi tanti aspetti dalla Break Dance che riguardano Coordinazione, Equilibrio, Reattività, Esplosività ed i risultati sono sbalorditivi. Alleno le categorie Pulcini. L’importante è sempre la collettività, il coinvolgimento e richiedere l’esecuzione in variati modi alla ricerca di altissimo ritmo a garanzia del fissare degli automatismi motori risultanti predominanti e fondamentali nelle azioni di gioco ! L’aggiunta poi della palla rende stimolante l’esercizio, ma l’attenzione deve in primis riguardare il gesto motorio perché spesso l’aggiunta del pallone diventa al momento la finalità e l’unico interesse per il bambino, dobbiamo stare attenti che questo non succeda o perdiamo di vista in questa fase d allenamento l’obiettivo prefissato !

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