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Erba artificiale: verità, bugie, imprecisioni e falsi miti

Contributo a cura del dott. Alessandro Traversa, laureato in Scienze Motorie presso il SUISM di Torino.
L’erba artificiale è stata ideata nel 1965 da un gruppo di ricercatori della North Carolina State University guidato da David Chaney.

Nel 1988, però, la English Football Association vietò le superfici sintetiche a causa della maggiore pericolosità rispetto all’erba naturale. L’uso dei terreni sintetici fu, successivamente, vietato sia dalla FIFA che dall’UEFA, le quali ne vietarono l’utilizzo, continuando comunque a svolgere test su diversi campi sportivi, come quello della Stadion Wals-Siezenheim a Salisburgo in Austria.

In Italia il primo manto artificiale fu autorizzato dalla Figc nella stagione 2000-2001 a Manfredonia in serie D. Nel 2010 seguirono lo Stadio Silvio Piola di Novara, lo Stadio Dino Manuzzi di Cesena e lo Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia nel 2011.

Manutenzione e durata di un campo sintetico sono i due fattori che hanno permesso all’erba artificiale di avere ampi diffusione nel corso degli anni.

Da cosa è composto un campo in erba artificiale?

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Un campo in erba artificiale è composto da diversi strati, ciascuno con una diversa funzione.
Le caratteristiche tecnico-sportive del campo da gioco sono determinate dalle fibre in erba artificiale e dal materiale di riempimento (gomma e/o sabbia arrotondata).
Il substrato del campo in erba artificiale è composto da materiale permeabile e da un sistema di drenaggio che evita la formazione di pozzanghere sul terreno di gioco.

Qual’ è la differenza tra un campo in erba naturale e uno artificiale?

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Un campo in erba artificiale è più adatto ad un uso intensivo, un manto erboso naturale può essere sfruttato in media 250-300 ore l’anno. Altro aspetto fondamentale è la resistenza ad agenti climatici e quindi la diversità di manutenzione richiesta e i costi che ne derivano. L’erba naturale deve essere tagliata periodicamente, trattata per prevenire malattie, fertilizzata, annaffiata e quando occorre deve essere rizollata.

Un campo artificiale richiede pulizia con macchine spazzolatrici e soffiatrici in modo da mantenere costanti gli intasamenti.

Qual è la differenza tra praticare un’attività sportiva su un manto in erba artificiale e uno in erba naturale?

modello prestativo

La sensazione di gioco sembra soggettiva, ma tuttavia vi sono elementi misurabili che permettono di fare un raffronto tra erba artificiale e erba naturale. Il rotolamento della palla, il punto di caduta della palla, le caratteristiche di scivolamento, lo sviluppo del calore, l’assorbimento degli urti e l’usura sono solo alcune delle proprietà che vengono testate a fondo.
Sulla base dei dati raccolti, le strutture e la composizione della fibra vengono adeguate di conseguenza, finché l’erba artificiale non uguaglia perfettamente le caratteristiche dell’erba naturale.

I campi sintetici sono cancerogeni?

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 Gli esperti sostengono: “Non abbiamo trovato nessuna ragione per sconsigliare il gioco su queste superfici”.

Secondo l’agenzia europea sulle sostanze chimiche (Echa) i campi in erba sintetica non sono cancerogeni, i livelli di sostanze di sostanze potenzialmente pericolose sono risultati inferiori ai limiti di sicurezza.
I test sono stati effettuati sui materiali utilizzati come riempimento dei campi, soprattutto i trucioli ricavati dagli pneumatici dismessi, e i conseguenti valori di Ipa (idrocarburi dannosi per reni, fegato e polmoni), sostanze riconosciute cancerogene dall’Oms.

Definiti “trascurabili” i valori dei i metalli, che sono in concentrazione inferiore a quella massima prevista per i giocattoli, e la presenza di altre sostanze pericolose come gli ftalati è risultata inferiore ai limiti.
Nonostante i risultati positivi l’Echa consiglia misurazioni di Ipa e altre sostanze, ai produttori di granuli di gomma di: “ I produttori di granuli di gomma e le organizzazioni interessate dovrebbero sviluppare linee guida per aiutare tutti i produttori e gli importatori di intasi di gomma riciclata ad effettuare test sul loro materiale.

Associazioni europee sportive e di calcio e i club dovrebbero lavorare con i produttori per garantire che le informazioni sulla sicurezza dei granuli di gomma siano comunicate in modo comprensibile.
Proprietari e gestori di campi al chiuso esistenti con intasi in granulo di gomma dovrebbero garantire un’adeguata ventilazione”.

Infortuni sui campi sintetici

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In Letteratura è difficile trovare studi che facciano paragoni tra gli infortuni nel calcio giocato su terreni sintetici e quelli che si verificano su erba naturale. Spesso gli articoli i non riportano su quale tipo di terreno sintetico sono svolte le partite e gli allenamenti, rendendo difficile interpretare i risultati.

Con la diffusione di terreni di “terza generazione”, gli infortuni muscolo-scheletrici sembrano essersi ridotti, anche se gli infortuni al crociato sono comunque maggiori su superfici artificiali.
Alcuni studi hanno evidenziato come i campi di prima e seconda generazione siano quelli su cui si verificano il numero più elevato di infortuni.
Gli autori concordano nel ritenere indispensabile un programma di prevenzione ai principali tipi di infortuni come lezioni, distorsioni e infortuni da sovraccarico.

I vari studi presentano molte variabili diverse come i fattori climatici, le attrezzature a disposizione e i campionati analizzati.

Erba artificiale, erba naturale e scarpe da calcio

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La scelta delle scarpe da calcio rappresenta un momento fondamentale per tutti gli appassionati di questo sport.
E’ molto importante individuare una scarpa che assicuri la massima protezione contro gli infortuni e che permetta di ottenere le migliori prestazioni sul campo.

In base alla superficie di gioco, infatti, dovrai scegliere una specifica tipologia di scarpa che si differenzia per caratteristiche della suola e dei tacchetti.

Nel dettaglio i tipi di terreno possono essere:

– Artificiale: campi in erba sintetica, tacchettatura consigliata AG
– Duro: erba naturale asciutta, sabbia, ghiaia, tacchettatura consigliata FG
– Morbido: erba naturale morbida, bagnata o fangosa, tacchettatura consigliata SG e SG-PRO

Quali tacchetti utilizzare?

In base alla tipologia di tacchetto, invece, gli scarpini calcio si classificano in:

  • Scarpe Calcio FG(Firm Ground) con tacchetti fissi: presentano tacchetti che variano da un numero di 11 a 15 realizzati in poliuretano rigido, ovvero una plastica particolarmente rigida e resistente, sono ideali per giocare su terreni compatti in terra o erba, né troppi duri né troppo morbidi. I tacchetti possono essere conici, lamellari o triangolari.
  • Scarpe Calcio AG (Artificial Ground) per terreni sintetici: presentano un numero maggiore di tacchetti rispetto alle FG, da 20 a 30, generalmente più bassi e conici, sono ideali per i terreni realizzati in erba sintetica. I tacchetti spesso sono forati per ammortizzare meglio su terreni sintetici e conici per favorire la rotazione.
  • Scarpe Calcio SG (Soft Ground) con tacchetti intercambiabili: presentano da 6 a 8 tacchetti che sono rimovibili e sostituibili, generalmente realizzati in alluminio, sono più alti del normale proprio per consentire una miglior penetrazione nel terreno. Ideali per terreni naturali morbidi o fangosi.
  • Scarpe Calcio SG-PRO (Soft Ground-Pro): sono scarpe con tacchettatura mista, evoluzione della SG, oltre ai tacchetti intercambiabili, infatti, presentano 4/5 tacchetti fissi nella parte centrale e consentono di scaricare maggiormente il peso del corpo su più punti di appoggio.
    Uniscono la capacità di penetrazione delle SG sui terreni naturali e la stabilità delle FG.

Un altro fattore da tenere in considerazione riguarda i materiali utilizzati, in base ad essi possiamo distinguere:

– Scarpe calcio in pelle naturale: sono le più classiche, molto morbide e traspiranti, si adattano facilmente alla forma del piede. La pelle maggiormente impiegata è il vitello mentre la più pregiata è il canguro.
– Scarpe calcio in materiali sintetici: sono molto leggere e innovative e presentano una calzata aderente. I materiali utilizzati variano da semplici materiali plastici a materiali più tecnologici come, ad esempio, il flyknit di Nike.

Quale misura?

Infine, un aspetto da non trascurare è la misura.
La scarpa dovrà abbracciare il piede, senza però stringerlo.
Quando la calzerai dovrai tenere conto del fatto che essa non potrà essere la più comoda delle calzature in tuo possesso.
Per sentirti perfettamente a tuo agio, dovrai prima indossarla per un breve periodo, così da adattare il tuo piede alla forma della calzatura.

In particolare, per gli scarpini da calcio in pelle è consigliato scegliere la misura più precisa al momento della prova.
Più il materiale naturale è pregiato più tenderà ad adattarsi alla forma del piede.

Le scarpe in materiale sintetico, invece, soprattutto quelle di alta gamma, hanno una vestibilità più stretta e avvolgente.
Vuoi maggiori consigli leggi qui >>>.

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