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Scuola Calcio Juventus: una ricerca sui prodotti del vivaio di un top club.

Come si crea – se si crea – il talento in Italia?
Quali metodologie di allenamento sono più efficaci per “produrre” giocatori pronti e di qualità?
Una ricerca che trova il punto di partenza analizzando i risultati della Scuola Calcio Juventus.

Essa ha il proprio focus nella Scuola Calcio Juventus.
Rappresenta l’élite nel panorama sportivo nazionale e si afferma con diritto tra le prime dieci società nel mondo.

Scuola Calcio Juventus: le origini della ricerca

scuola calcio juventus

A un certo punto di questa stagione sportiva mi è capitato di assistere a una manifestazione (leggasi torneo) che coinvolgeva numerose squadre di giovani calciatori; tra di esse era naturalmente presente un gruppo di bambini di Scuola Calcio Juventus.
Utilizzando canoni di valutazione di un calcio adulto, essi giocavano bene.

Erano “esteticamente belli“: organizzati, attenti, presenti e mentalmente “nella partita”.
Con un allenatore che organizzava a gran voce il loro gioco, spesso indicando soluzioni migliori fornendo accorgimenti e consigli.
La cura del dettaglio era davvero perfetta, anche su palle inattive pro e contro.

La “mia” idea di calcio e soprattutto di formazione sportiva in età evolutiva è totalmente diversa da quanto evidenziato poco sopra.
Questo non vuol dire che la filosofia “mia” – da cui nasce Mental Football – sia migliore o peggiore di altre.
Essa trova origine dalla libertà di pensiero e di azione di ciascun individuo supportata e sostenuta dall’imprescindibile lavoro del formatore/coach attraverso comunicazione, feedbacks e correzioni appropriate.

Il mantra: “non fornire soluzioni, ma indicare problemi”.

Questa concezione di calcio non si genera dal nulla.
Nasce nell’ultimo decennio del secolo scorso, si sviluppa con H. Wein e J.Crujff, per poi crescere e insediarsi in tantissime federazioni quali Spagna, Francia, Belgio, Germania e, dopo lunghi anni di attesa, anche qui in Italia.

Il pensiero si trasforma in azione nei Centri Federali Territoriali sparsi in tutta Europa, organizzati e gestiti in modo indipendente da ciascuna Federazione nazionale.
Naturalmente tale filosofia si manifesta in campo attraverso nuove metodologie e nuove forme di allenamento il cui obiettivo è creare un nuovo modello di calciatore pensante, in grado di risolvere problemi di gioco.

L’atteggiamento del coach è adeguato al metodo.
Per stimolare produzione di pensieri autonomi e capacità di problem solving, egli permette al giocatore di sbagliare, per poi intervenire in modo opportuno e preparato.
Sicuramente non impartire direttive o indicare soluzioni di gioco.

Scuola Calcio Juventus

La Scuola Calcio Juventus rappresenta l’élite del movimento italiano.
Considerando la sua maniacale cura per particolari e dettagli deduco che – anche grazie a diverse osservazioni sul campo – gli atteggiamenti e i comportamenti dei coaches in gara non sono frutto del caso.
Sono l’espressione di un metodo di lavoro decisamente direttivo, ovvero “che segna e indica i comportamenti da seguire”.

Esso è in netta contrapposizione con il pensiero precedente.
Sicuramente “fornire soluzioni immediate” è una strategia vincente e produttiva nel presente.

Ma quali sono le conseguenze a lungo termine?
Ciò che determina l’efficacia di un metodo è il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

La Scuola Calcio Juventus è in grado di creare calciatori  performanti, pronti per i nostri campionati maggiori?

Fonti e parametri della ricerca

scuola calcio juventus

Il nostro team di ricerca ha visionato la composizione delle rose delle squadre di Serie A e di Serie B, incrociando e dati informazioni provenienti da fonti quali:

L’efficacia e la bontà di una metodologia di formazione si misura sui risultati prodotti e sul raggiungimento di obiettivi prefissati.
In Spagna un gran numero di calciatori cresciuti nelle Scuole Calcio di club di prima e seconda fascia (categorie Under 9, U11, U13) militano nel campionato maggiore nazionale.

Se non vengono aggregati alle rose della prima squadra in cui sono cresciuti è molto frequente trovarli in quelle di altri club importanti.

Cosa succede in Italia?
Il più importante club nostrano è, senza dubbio alcuno, la Juventus – una delle due finaliste di Champions League di questa stagione.
La ricerca ipotizza che siano presenti calciatori cresciuti in Scuola Calcio Juventus nella stessa rosa di prima squadra o in altri club militanti nei due principali campionati nazionali (Serie A e Serie B).

I calciatori militante in Serie A 16/17 sono circa 560; in Serie B il numero è leggermente superiore.
Il campione è approssimato per difetto a 1000 unità.

Soddisfano il criterio di ricerca i soli calciatori che abbiano trascorso in Juventus almeno 2 anni, prima del compimento del 15° anno di età.

Risultati della ricerca

scuola calcio juventus

Su un campione di 1000 calciatori – approssimato per difetto – e relativo alla stagione sportiva appena conclusosi si è evidenziato che:

  • 3 giocatori che soddisfano il criterio di ricerca sono in rosa della prima squadra di Juventus Fc (3 giocatori su 26, 11% – 0.3% del campione totale);
  • 1 giocatore che soddisfa il criterio di ricerca è attualmente in rosa di un club di serie A (FC Bologna – 0.1% del campione);
  • 7 giocatori che soddisfano il criterio di ricerca sono in rosa di clubs di serie B (Frosinone, Latina, Perugia, Pro Vercelli, Spal, Trapani – 0.7% del campione);
  • Tra i giocatori militanti in serie A e che soddisfano il criterio di ricerca 3 di essi sono nati prima del 1987;
  • L’Atalanta è la società con più giocatori in rosa provenienti dalla propria Scuola Calcio (8 giocatori su 31 – 26%);
  • Il Cagliari è la seconda società con più giocatori in rosa provenienti dalla propria Scuola Calcio (6 giocatori su 30 – 20%);

Riflessioni, spunti e considerazioni finali

tecnica analitica calcio

Tale ricerca è frutto di una riflessione nata sui campi e dal continuo confronto con colleghi e addetti ai lavori.
Il calcio è sport, ma è anche un business milionario che muove capitali e che coinvolge milioni di persone.

Non vuole essere la solita riflessione esterofila volta a svalutare l’operato nostrano e sopravvalutare quello d’oltralpe.
Tantomeno ha l’intento di essere critica asettica a metodologie di lavoro o filosofie discordi dal pensiero mio e dello staff di Mental Football.

E’ comprensibile che per competere ad alti livelli sia necessario inserire nuovi calciatori nelle rose del settore giovanile, della primavera e della prima squadra.
In un mondo sempre più piccolo e internazionale questo fattore non stupisce.

Come è possibile che la Scuola Calcio Juventus non sia in grado di creare calciatori appetibili per società partecipanti ai primi due campionati nazionali?
La Juventus: la società più importante, più competitiva, più all’avanguardia del nostro calcio e mia squadra del cuore.

Dove finiscono le migliaia di bambini che nei diversi anni formano la Scuola Calcio bianconera?
Fin dalle prime categorie i giocatori di Scuola Calcio Juventus sono sempre frutto di una selezione.
Cosa succede nel corso degli anni?

Eppure ci sono realtà sportive fuori dai nostri confini – Athl. Bilbao – che riescono a costruire rose competitive ai massimi livelli attingendo giocatori da bacini di utenza davvero limitati (es: solo giocatori Baschi, circa 6 milioni di abitanti).

Mi sta bene che il “dio denaro” la faccia sempre da padrone.
Ma, sinceramente, mi aspettavo un po’ di più.

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10 Responses
  1. Antinello

    Ciao, avevi paventato qualcosa su questo articolo durante la tua lezione al corso Grassroots E di Ivrea. Devo dire che leggendo questo chiaro ed esaustivo articolo non posso che darti ragione sul fatto che il calcio, come dall’altronde anche il resto del mondo, giri intorno al “dio denaro”!!! Peccato! Grazie

    1. Antonello

      Voglio solo aggiungere e in parte rettificare il mio pensiero sul fatto che il calcio giri intorno al “dio denaro”. Non voglio né generalizzare né domonizzare un mondo che io adoro, per questo mi fa piacere dire che per fortuna esistono ancora delle realtà (prevalentemente piccole) dove ancora si fa calcio solo x il gusto di divertirsi e di far divertire i propri ragazzi! Ciao

  2. Davide Facchini

    Concordo pienamente su tutto,aggiungerei che i ragazzi italiani non hanno fame e quindi il loro rendimento è diverso da un ragazzino straniero.
    Secondo me le società professionistiche dovrebbero solo pescare dalle loro scuole calcio e non andare a prendere i ragazzini giocatori da società piccole,questa è una chiara falla nel sistema professionistico.Le piccole con meno risorse creano talenti,le professionistiche non riescono a tirare fuori un ragazzo finito che arrivi dal proprio vivaio partendo dai pulcini facendo la trafila fino in prima squadra.
    Distinti Saluti FACCHINI Davide

    1. Luca Filograno

      Ciao Davide,
      a mio parere non è tanto importante dove le prof peschino i propri giocatori, ma che siano in grado di avere metodi e struttura che permetta ai propri giovani giocatori – tra l’altro da loro stesse selezionati – di performare al massimo.

  3. daniele

    Articolo correttissimo e d’alta riflessione, ma la mia domanda è: ma siamo in generale noi Italiani così bravi a fare Scuola Calcio e puntare agli obiettivi delle categorie più importanti ?
    Una volta in Italia vigevano regolamenti dove pochi potevano essere i giocatori stranieri nelle rose in Campionato, oggi, per esempio, la mia tifata Inter, altra società con un settore giovanile IMPRESSIONANTE, vedasi l’ultimo risultato raggiunto nella Primavera, è l’esempio che di spazio a giocatori italiani non c’è…. quindi a cosa servono questi bacini di piccoli fenomeni con grandi sogni ???
    La mia mente è ferma al vivaio Ajax, uno fiore all’occhiello per la quantità di giovani calciatori e talenti cresciuti .
    Speriamo sempre in un cambiamento ed un applauso lo rivolgerei all’Atalanta

    1. Luca Filograno

      Ciao Daniele.
      Al momento le tue domande non trovano risposte, ma condivido la tua speranza e il tuo plauso per la scuola calcio nerazzura!

  4. Francesco Rosi

    Ciao, complimenti per l’articolo. A mio punto di vista sono tutte cose verissime e rispecchiano pienamente i miei pensieri e le mie idee.
    Alla fine però mi sorgono 2 domande:
    La prima è: sono in grado le nostre scuole calcio di crescere e formare dei calciatori di ottimo livello?

    La seconda è: visto i buoni risultati dell’Atalanta, sarebbe bello sapere che tipo di metodologia urltilizzano nella loro scuola calcio… magari potrebbe essere d’insegnamento a tutti…

    1. Luca Filograno

      Ciao Francesco; grazie mille per i tuoi complimenti.
      Cercheremo di realizzare un articolo sulla scuola calcio bergamasca quanto prima…

  5. Corrado Nota

    Oggi cercavo il significato di Mental Football – confesso di essere un po’ in ritardo rispetto al Camp fatto da mio figlio, ma prima o poi arrivo sempre ad informarmi sulle cose che mi incuriosiscono… E ho trovato questo articolo molto interessante. Ogni tanto se ne parla, del fatto che in rosa di prima squadra Juventus da anni il solo Marchisio provenga dalle giovanili. Questo articolo da una chiave di lettura che può spiegare delle cose.
    In generale, nella vita, nei suoi diversi aspetti, nel lavoro, anch’io concordo sul fatto che essere preparati all’evento improvviso, diverso dal solito, al ‘problem solving’ permetta di non farsi prendere dall’ansia, dal non sapere cosa fare e quindi non essere in grado di agire, e permetta di ragionare per trovare una soluzione adeguata.

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