+39 334 8074306 staff@mentalfootball.it

Supercompensazione: l’importanza del recupero

Nuovo articolo di Jacopo Masi sull’importanza della supercompensazione come momento fondamentale per l’incremento della perforfance e il consolidamento di nuove abilità.

Leggi il contributo e sostieni il nostro lavoro con “like” e condivisioni.
Commenta in coda per confrontarti con l’autore.

Se non l’hai ancora fatto, prova mfa.mentalfootball.com!
Riceverai nuovi video e nuove esercitazioni direttamente sul tuo smartphone e tablet.

La Supercompensazione, questa sconosciuta

supercompensazione

Spesso si sente dire che il recupero in seguito ad uno stimolo allenante è fondamentale.

Eppure non è così chiaro come lo stare fermi aiuti al miglioramento della performance sportiva.
O soprattutto di quanto tempo ha bisogno il nostro corpo per poter recuperare, e affrontare nuovamente uno stress fisico.

Ciò che schiarisce le idee al riguardo è la supercompensazione.

Per supercompensazione si intende: l’insieme dei processi successivi ad un allenamento che inducono a fatica. L’adattamento dell’organismo che ne consegue, predispone l’atleta a sollecitazioni più intense e rendimenti più alti.
In altre parole la supercompensazione permette all’atleta di migliorare le proprie prestazioni fisiche, una volta terminato il periodo di fatica post allenamento.

Nel momento in cui l’allenatore propone uno stimolo allenante, il corpo subisce delle modificazioni che lo inducono in fatica.
L’atto successivo alla sensazione di stanchezza è il recupero, che riporta l’organismo al proprio livello iniziale.

Ora ecco che subentra la supercompensazione: una volta raggiunto il proprio livello di forma iniziale, l’organismo trasforma la fatica in energia tale per cui le sue prestazioni risulterebbero migliorate.
Il condizionale è d’obbligo: è importantissimo infatti conoscere il necessario tempo di recupero tra una sollecitazione fisica ed un’altra!

supercompensazione

Il rischio di una cattiva gestione dei tempi di recupero è il decremento della prestazione stessa.
Fornire stimoli allenanti quando la “linea rossa dell’immagine precedente” ha raggiunto l’orizzontale iniziale vuol dire mantenere costante la propria performance sportiva.

Peggio ancora è fornire stimoli allenanti quando la “linea rossa” è al di sotto dell’orizzontale: in questo caso la prestazione dell’atleta subirà un calo.

Quali tempi di recupero?

supercompensazione

fatica”: indica il momento successivo allo stimolo allenante (linea che scende).
rec. incompleto”: indica il recupero incompleto fornito all’organismo prima di proporre nuovamente uno stimolo allenante. Ecco quindi che una scorretta gestione del recupero genera un calo della prestazione.
rec. completo”: indica il recupero completo fornito all’organismo prima di proporre nuovamente uno stimolo allenante.
“supercompensazione”: indica la fase successiva al recupero completo, dove l’organismo incrementa le proprie abilità. Ecco quindi che una corretta gestione del recupero genera un aumento della prestazione.

Ma come si può sapere qual è il necessario tempo di recupero da dare ai nostri atleti?

Non esiste una formula matematica per stabilirlo, ma in base al consumo di determinate fonti energetiche è possibile farsi un’idea più chiara:

  • Fosfocreatina: si rigenera velocemente (in 30” il 70% – in 3’-5’ il 100%).
  • Carboidrati : si rigenera più lentamente (dalle 10 ore alle 48 ore in base al tipo di allenamento e all’alimentazione).
  • Proteine: si rigenerano lentamente (giorni).

Emerge la necessità di conoscere da quale fonte energetica attingono energia i nostri atleti per poter conoscere e gestire i tempi di recupero al fine di migliorarne effettivamente la prestazione.

Leave a Reply