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Test di Cooper nel calcio: uno strumento di indagine

A cosa serve il test di Cooper nel calcio?
E’ davvero utile?
Quali sono i parametri di riferimento?

Articolo a cura di Jacopo Masi, giovane preparatore atletico e attivo collaboratore di Mental Football.

[tempo di lettura: 2 minuti e 27 secondi]

Test di Cooper nel calcio

Test di Cooper nel calcio

Creato nel 1968 dal medico della NASA Kennet H. Cooper, il test di Cooper nel calcio rappresenta tutt’oggi uno dei test da campo maggiormente utilizzati.

È un test molto popolare, che consiste nel correre per 12 minuti in un percorso misurato (preferibilmente circolare), con l’obiettivo di ricoprire la maggior distanza possibile.

Il test di Cooper è estremamente facile da eseguire poiché non richiede di particolari attrezzature e può essere proposto a chiunque.

Come sfruttarlo al meglio

Test di Cooper nel calcio

Il test di Cooper viene comunemente usato per avere un’idea riguardo la resistenza dei propri calciatori: confrontando le distanze percorse si ottiene una misura relativa, che non centra pienamente l’obiettivo del test.

Sarebbe più opportuno infatti, non solo operare un confronto all’interno della propria squadra, ma anche tenere sotto mano i dati relativi alla popolazione più in generale, così da ottenere una migliore interpretazione dei risultati.

Vi sono tabelle di riferimento dove poter confrontare e parametrare i propri dati, così da poter avere un’idea riguardo la prestazione.

Ma proporre il test di Cooper con il solo scopo di ottenere la distanza percorsa è estremamente limitante.
Il test ci fornisce, infatti, numerosi altri dati relativi a resistenza, potenza aerobica, velocità aerobica massima…

Applicando infatti alcune semplici formule è facile trasformare i dati riferiti alla distanza percorsa in valori relativi ad esempio alla potenza aerobica.

La potenza aerobica

Per potenza aerobica, o VO2 max. (volume di ossigeno massimo al minuto), si intende la massima quantità di ossigeno utilizzata dall’individuo nell’unità di tempo.

Il consumo di ossigeno aumenta parallelamente all’aumentare dell’intensità dell’esercizio, fino ad arrivare ad un livello massimale (VO2 max.) che non può più essere aumentato.

Una buona potenza aerobica permette di recuperare più velocemente il debito di ossigeno, e sostenere sforzi ad intensità elevate.

Per migliorare la potenza aerobica è necessario proporre esercitazioni in cui la frequenza cardiaca dell’atleta raggiunga circa il 90% della FCmax. (frequenza cardiaca massimale teorica: 220- età).

Una volta raggiunto il VO2max., l’atleta può continuare l’esercizio alla stessa intensità solo per un breve periodo. La minima velocità alla quale viene raggiunto il VO2max. è conosciuta come velocità aerobica massimale (VAM).

Conoscere la VAM dei propri giocatori è utile per comprenderne le capacità aerobiche e programmare i carichi di lavoro.

Per migliorare la VAM è necessario sollecitare al massimo il sistema aerobico, limitando i processi di accumulo di acido lattico.
Bisogna quindi proporre esercitazioni intervallate da pause che permettano alla propria frequenza cardiaca di diminuire.

Altri dati rilevanti ricavabili dal test di Cooper sono il tempo impiegato per percorrere i 1000 metri, oppure la distanza in 30” alla VAM…

Il test di Cooper rappresenta un mezzo estremamente utile per il monitoraggio di alcune componenti atletiche dei nostri giocatori.

Inoltre non necessita che di un terreno, di un metro e di un cronometro…

… la scheda dove poter ricavare questi, e altri dati, ve la forniamo noi!

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