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Feedback nel calcio: strumento di crescita

Pierpaolo Testa condivide qui studi e considerazioni relativi al corretto utilizzo dei feedback – correzioni – durante la seduta di allenamento.
Essi rappresentano il mezzo attraverso cui gli individui sono in grado di rimediare agli errori, modulare e monitorare la propria crescita sportiva, mentale, fisica e relazionale.

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Feedback come strumento di motivazione

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Saper dare feedback di qualità ai propri atleti è una capacità fondamentale per un allenatore che vuole accrescere l’autoefficacia dei propri atleti così da migliorare le loro prestazioni.
Per essere in grado di fare ciò, è fondamentale saper ascoltare, sentire, osservare e capire quello che sta realmente succedendo; fornire una descrizione della realtà senza dare interpretazioni e giudizi è un’altra capacità importante di un bravo coach.

Un feedback per essere efficace deve possedere alcune caratteristiche; in particolare deve essere: di qualità, tempestivo, allineato, verificabile, incoraggiante e specifico.
In questo articolo ci concentriamo sul primo aspetto dell’elenco, la qualità.

Il feedback può essere basato sulla semplice osservazione oppure legato all’interpretazione di ciò che si è osservato.
Nel primo caso l’allenatore restituisce ai propri atleti una descrizione di quanto è accaduto; questo rassicura l’allievo che si sente ascoltato e capito.
Nel secondo, viene espresso un giudizio che può influenzare la motivazione e l’autostima del ragazzo.

Una sintesi di un feedback efficace può essere la seguente:

  1. quello che ho osservato della tua prestazione è …………………………………………
  2. quello che mi è piaciuto di ciò che ho osservato è ……………………………………..

In una situazione come questa, l’attenzione viene posta solo sulla parte positiva della performance; agire solo in questo modo può avere delle conseguenze negative sia sulla prestazione che sulla personalità degli atleti.

È importante invece sottolineare anche l’aspetto negativo della prestazione così da avere l’opportunità di correggere gli errori e in più i ragazzi potrebbero illudersi o pensare di essere già in grado di fare tutto e di essere dei piccoli campioncini.

È bene “restituire” anche quello che non ci è piaciuto della loro performance.
La differenza sta nel come viene dato questo feedback; per creare autostima e motivazione è importante dare maggiore enfasi agli aspetti positivi piuttosto che a quelli negativi.

Come?
Attraverso il verbale, non verbale e paraverbale della nostra comunicazione.

Feedback verbali in relazione a autostima/autoefficacia per il gesto tecnico “tiro in porta”

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La causa del successo/del fallimento è attribuita a un agente esterno:

  • Il tiro non ti è venuto bene perché il pallone era troppo sgonfio.
  • Il tiro è stato perfetto perché la palla rimbalzava in modo ideale.

In queste circostanze il “locus of control” – l’attribuzione di causa del successo/insuccesso è identificata all’esterno dell’attore coinvolto.
Correzioni di questo tipo non hanno ripercussioni sulla percezione di sé del calciatore o sulla sua abilità nel riprodurre un dato gesto tecnico.

La causa del successo/fallimento è attribuita alla modalità di esecuzione di un dato gesto/azione:

  • Hai calciato troppo piano, questa volta: hai messo male il piede d’appoggio, eri poco convinto, ecc…
  • Hai calciato molto bene: la corretta posizione del piede che ha calciato ti ha permesso di fare questo gran tiro!

Feedback e correzioni di questo tipo fanno riferimento a una specifica abilità del calciatore.
Contribuiscono a modificare la percezione del soggetto di essere più o meno in grado di svolgere un dato compito – autoefficacia.

La causa del successo/fallimento è attribuita al valore personale dell’agente stesso:

  • Che tiro è? Tu non puoi fare il calciatore: è meglio se cambi sport!
  • Sei un grande! Bravo!

Feedback e correzioni di questo tipo si rivolgono direttamente alla percezione che il soggetto agente ha di Séautostima.
Proprio per questa ragione è fondamentale limitare considerazioni e giudizi di questo tipo, specie se negativi, nel periodo evolutivo.
In tale periodo la personalità del giovane sportivo non è ancora solida e completamente formata per sostenere esposizioni continui a pareri negativi.

 

Il primo esempio toglie al ragazzo ogni responsabilità dell’accaduto perché attribuisce la buona o cattiva riuscita del gesto a qualcosa di esterno, all’ambiente; nel secondo (questa volta) viene enfatizzato il fatto che il gesto è venuto male solo in una particolare occasione.

E’ meglio scegliere frasi che fanno riferimento a livelli diversi (ambiente, capacità…) a seconda che si voglia evidenziare un aspetto positivo o negativo.

Attenzione però, le frasi da sole non hanno grande efficacia se non sono accompagnate da un elemento paraverbale (volume, tono, intensità, ripetizioni) e da un non verbale (gesti, posture, posizioni) di qualità.

La comunicazione è fatta soprattutto di questi due elementi.
E’ importante utilizzarli per dare i feedback efficaci ai ragazzi.

Guarda la sezione “Psicologia e Comunicazione” per leggere altri articoli simili!

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