+39 334 8074306 staff@mentalfootball.it

Giocare a calcio: motivazione, curiosità, intensità

Secondo interessante capitolo del “coach Apicella pensiero” relativo alle qualità che un vero allenatore/formatore di scuola calcio e settore giovanile deve possedere per far giocare a calcio.

Articolo scorrevole, interessante e veloce: contatta l’autore scrivendo in coda per commenti, confronti e considerazioni.

Se vuoi centinaia di video di esercitazioni e allenamenti vieni su mfa.mentalfootball.com.

Tempo di lettura: 1 minuto e 42 secondi.

Perché giocare a calcio?

giocare a calcio

“[cut]… sappiamo entrambi che, senza scopo, noi non esisteremmo. È lo scopo ad averci creati. È lo scopo che ci connette. È lo scopo che ci tira, che ci guida, che ci spinge. È lo scopo che ci definisce. È lo scopo che ci motiva.” 

 Agente Smith – Matrix Reloaded

Sostengo da sempre che, per far fare una cosa qualunque a qualcuno, hai solo due modi:

  • Pagarlo
  • Convincerlo che quello che sta facendo serve realmente a qualcosa e fa parte di un grande progetto, di una impresa epica, di un disegno superiore, che ha una finalità, un motivo, uno scopo, un perché.

Come dice nella citazione il famoso personaggio del grande schermo, interpretato da Hugo Weaving (Priscilla la regina del deserto, Il Signore degli Anelli, V per Vendetta, Captain America), è lo scopo che ci guida, ci spinge, ci motiva.

Per giocare a calcio di base, pagare un giocatore per fargli fare qualcosa mi sembra improponibile.

Quindi rimane la seconda opzione, dargli un perché, fargli comprendere qual è la grande impresa da compiere per cui i suoi sforzi non sono solo utili, ma necessari e imprescindibili.

Scendiamo in campo, prepariamo un esercizio qualunque, e poi dobbiamo farlo eseguire, nel miglior modo possibile, con rapidità ed intensità.

Perché? Se non è chiaro il perché devo fare questo esercizio, che magari è meno divertente che giocare a calcio  scorazzando liberamente per il prato, preferisco scorazzare per il prato tirando calci a caso a una palla.
Non fa una piega.

Perché, a cosa serve, qual è la sua finalità? A cosa serve fare un duello uno contro uno? A cosa serve saper condurre la palla? Orientare un controllo? Saper fare un passaggio né lungo né corto? Saper ricevere un passaggio? Saper battere un calcio d’angolo, o una punizione o una rimessa laterale?

Non basta dire “Serve per giocare a calcio”. Troppo sbrigativo, troppo distaccato, troppo vago.
Ogni componente che cerchiamo di insegnare ha uno scopo preciso all’interno del gioco e va fatto comprendere tanto profondamente ai nostri allievi da diventare un assioma, un qualcosa da non discutere ulteriormente, acquisito, deciso, definitivo.

Ecco, curiosità da soddisfare.

Qual è lo scopo del gioco? Perché giochiamo?

Related Posts

Leave a Reply