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Piccoli Amici: l’inizio di un percorso

I primi due anni della Scuola Calcio sono davvero importanti.
Il biennio Piccoli Amici è fondamentale per far innamorare perdutamente i bambini di questo sport.
Purtroppo ancora oggi moltissime società sportive non si rendono conto della necessità di creare un ambiente loro confortevole in cui possano divertirsi, stabilire nuove forme di attaccamento e apprendere una disciplina.

Sono due anni delicati e in prevalenza ludici.
Obiettivi cognitivi si intrecciano alla crescita tecnica, motoria e relazionale dei piccoli giocatori.
La categoria Piccoli Amici rappresenta il primo step di un percorso formativo strutturato che li accompagnerà fino all’under 19.
E’ “conditio sine qua non” che essa sia gestita da persone motivate, competenti e preparate.

Il mio staff e io l’abbiamo pensato così.

Premessa: è un articolo lungo e articolato, rivolto agli addetti ai lavori.

Se ti interessano proposte di allenamento per questa – o per altre categorie – puoi trovarle su mfa.mentalfootball.com!

Piccoli Amici: l’avventura comincia

Piccoli Amici di Mental Football

Lontano dal presentare questa proposta come unica ed esclusiva, ho deciso di indicare alcune linee guida per semplificare e organizzare l’attività Piccoli Amici delle scuole calcio.
Pianificare significa accompagnare, sostenere e monitorare lo sviluppo psico-fisico dei mini calciatori.

Niente è dato al caso e ogni momento è parte del tutto – inteso come percorso formativo – di cui conserva obiettivi, contenuti e variabili.
Diviene vitale condividere obiettivi comuni e longitudinali, il cui raggiungimento è frutto di un’armonica crescita di tutte le competenze del piccolo.

Il bambino “totale”

Così come lo era il calcio dell’Olanda del maestro Johan Cruyff, allo stesso modo deve essere inteso il percorso sportivo/evolutivo del bambino-calciatore.
Area motoria, area tecnica, area cognitiva ed area emotivo-relazionale si fondono e si compenetrano per presentargli sfide sempre nuove, complesse e stimolanti.

Non può esistere un’esercitazione semplicemente tecnica o motoria.
Ci sono giochi il cui fine è raggiungibile soltanto dopo aver superato “prove” dinamiche, attive e coinvolgenti in cui il protagonista sia obbligato a fare delle scelte ponderate.

Il Biennio Piccoli Amici

Piccoli Amici - Obiettivi

Così come questa categoria è parte di un percorso più ampio, allo stesso modo i due anni che la compongono hanno molte caratteristiche simili e alcune complementari.
Per semplificare la tua lettura ho preferito mantenere un’organizzazione semplice e chiara, che ricalca la suddivisione delle aree fatta nel paragrafo precedente.

Ogni seduta di allenamento mantiene la medesima forma– attivazione, globale, analitico, globale – tratta uno/due obiettivi cognitivi da raggiungere attraverso differenti gesti tecnici/motori.
Il gioco e il rapporto con compagni e coach sono inerenti alla dimensione relazionale.

Struttura e dinamiche della seduta di allenamento

L’allenamento – qui da intendersi sempre come “attività ludica” – comincia dall’arrivo in spogliatoio.
Dirigenti, coach e/o genitori volontari supportano i fanciulli nelle loro prime vestizioni.
Tale attività deve essere un supporto: questo presuppone che essa sia fatta in modo prevalente dal bimbo coadiuvato da un adulto.

Dopo un breve gioco fatto da seduti in spogliatoio, il treno del calcio parte in direzione del campo.
Qui, tempo permettendo, ci si siede in cerchio qualche istante per salutarsi e spiegare rapidamente i giochi che si faranno di lì a poco.

La struttura della seduta:

  1. Gioco – Attivazione.
    La prima parte dell’allenamento è sempre un gioco – con o senza palla – in cui i bambini del primo anno sperimentano i differenti schemi motori di base, mentre quelli del secondo anno alternano tali schemi con qualche semplice gestualità tecnica in modalità totalmente ludica.
  2. Globale – Partita a 4 porte.
    La seconda proposta della seduta è sempre rappresentata da una partita 2v2/3v3 in un campo con 4/6 porte con regole mutuate dal Funino di Horst Wein: quando la palla esce è possibile riceverne una nuova dal coach, oppure su può posizionare il pallone sul punto di uscita e passarlo al compagno o “autobattere”.
    Durante il secondo anno Piccoli Amici è possibile strutturare lo spazio di gioco in modo da dividerlo in aree e settori: questo crea dei vincoli che stimolano il piccolo calciatore ad abiutarsi ad avere riferimenti spaziali mobili e fissi.
  3. Gioco – Analitico.
    La terza parte della seduta di allenamento è maggiormente correlata alla qualità.
    I mini calciatori devono affrontare una situazione semplice che richiede il perfezionamento di abilità tecniche e motorie in relazione a un obiettivo cognitivo.
    Attenzione al rapporto tra tempo di gioco e tempo di attesa: evitare estenuanti e continue fasi attive e/o dilatati tempi di fermo; un rapporto 1:1, 1:2, 1:3 non crea problematiche e garantisce un numero elevato di ripetizioni.
  4. Globale – Partita a 4 porte.
    Una nuova esercitazione globale chiude la seduta di allenamento.
    Questa proposta può essere libera da vincoli troppo complessi, ma si raccomanda di evitare squadre troppo numerose e di ridurre troppo il numero delle porte.

Obiettivi di crescita Mental Football

L’attività sportiva nasce dal gioco.
L’attività ludica è infatti la forma di espressione privilegiata dal bambino: è lo strumento attraverso il quale si rapporta a se stesso ed esplora il mondo circostante.

Giocando egli ha la possibilità di ricombinare in maniera personale e creativa le informazioni, le indicazioni, i segnali che gli vengono dall’ambiente.
Il gioco è quindi un’azione che il bambino compie intenzionalmente per inserirsi nella realtà che lo circonda e per manipolarla.

Esso è orientato verso la creatività, dunque verso il cambiamento, verso il possibile. Qui il bambino sperimenta con successo la possibilità di intervenire attivamente sugli elementi che lo attorniano.

Il gioco è un’attività gratificante poiché non è condizionato da pressioni interne o esterne e tende perciò solo al piacere e alla conferma di sé. Il gioco aiuta ad acquisire consapevolezza di sé a elaborare insomma un’identità sociale e personale.

Lo sport, soprattutto in fasi evolutive così sensibili, dovrebbe essere – è – del tutto sovrapponibile alla pratica ludica.
Il suo fine ultimo è stimolare la crescita equilibrata del bambino in ogni sua componente.
Esso deve abituarlo a percepire stimoli attraverso i sensi, analizzarli e produrre cognizioni e azioni utili a influenzare e modellare l’ambiente circostante.

Per queste ragioni la tecnica sport specifica di una disciplina non può essere l’obiettivo primario del gioco/allenamento.
Gesti tecnici e atti motori sono lo strumento attraverso cui il piccolo calciatore permette ai propri pensieri di prendere vita; in questo modo egli genera e consolida capacità superiori necessarie per ogni contesto di vita (life skills).

Nei Piccoli Amici…

Nel biennio Piccoli Amici abbiamo deciso di dedicarci allo sviluppo di:

  • Traiettorie della palla.
    Con palloni 3 in gomma si svolgono esercitazioni/giochi per comprendere il movimento dell’attrezzo nello spazio.
  • Visione di gioco.
    La vista riceve il 90% degli stimoli provenienti dall’ambiente. Abituare il bambino a osservare prima di fare qualsiasi azione è un obiettivo primario.
  • Intensità di gioco e tempo di reazione.
    Il calcio moderno è caratterizzato da repentini cambi di stato. In questi giochi il piccolo calciatore deve attivarsi in fretta e agire in modo dinamico e veloce.
  • Rappresentazione spaziale.
    Lo spazio è una delle due componenti fondamentali negli sport di situazioni. E’ di primaria importanza sollecitare il bambino a determinare la propria posizione spaziale in relazione a elementi fissi e mobili.
  • Velocità di pensiero e problem solving.
  • Finalizzazione.
  • Sfida 1 contro 1.
    Non solo da un punto di vista tecnico, ma anche psico-relazionale: è opportuno abituare il piccolo calciatore al contatto, allo scontro, alla paura del fallimento, ecc.

Guarda tutti gli obiettivi di crescita di Mental Football QUI.

Schemi motori

Gli schemi motori di base sono i precursori delle gestualità tecniche e delle attività praticate in tutte le discipline sportive.
Esse rappresentano la base del movimento umano, l’elemento costituente di ogni azione:

  • camminare
  • correre
  • saltare
  • lanciare
  • afferrare

“Esse sono le unità fondamentali su cui si costruiscono tutti i futuri apprendimenti motori. Tutta la motricità e tutte le successive attività di tipo sportivo sono costituite da questi elementi.

Imparare a realizzare e utilizzare in modo efficace questi elementi significa aver stimolato in modo adeguato gli apparati nervosi centrali e periferici deputati all’analisi, alla sintesi ed all’elaborazione dei dati percettivi e strutturato in modo compiuto il proprio Schema Corporeo.

Dal punto di vista sportivo significa avere la possibilità di accedere a qualsiasi tipo di “abilità” motoria” [wikipedia].

Gestualità tecniche e principi di gioco

Ogni disciplina sportiva possiede i propri elementi tecnici caratteristici e specifiche routines.
Quando la mente del calciatore ha analizzato gli stimoli percepiti, il gesto tecnico – o l’atto motorio – rappresenta la strategia di risoluzione al problema.

Ciascuna seduta di allenamento persegue un obiettivo di crescita specifico e ponderato.
Situazioni specifiche del gioco del calcio vanno necessariamente risolte con strumenti e tecniche “di calcio”.

Il giovane calciatore, lungo il suo percorso di formazione, affinerà abilità tecnico/tattiche quali:

  • guida della palla
  • calciare
  • ricevere
  • colpo di testa
  • tecnica del portiere
  • rimessa laterale
  • finta
  • contrasto
  • intercetto e anticipo
  • marcamento
  • smarcamento
  • presa di posizione
  • difesa della palla
  • difesa della porta

Nei Piccoli Amici…

Ciascuna abilità è sempre messa in relazione con l’obiettivo di crescita specifico scelto per la seduta.
Nel biennio Piccoli Amici è preferibile scegliere gestualità tecniche che meglio si relazionino a quelli scelti per questo primo step formativo.

Esempio: se creo una seduta di allenamento per imparare a conoscere le traiettorie del pallone, essa sarà strettamente correlata agli schemi motori “afferrare/lanciare” e alle attività sport specifiche “tecnica del portiere/intercetto e anticipo”.

Se invece organizzo una seduta di allenamento per incrementare la relazione con lo spazio, posso utilizzare il mezzo tecnico “guida della palla” oppure semplicemente “correre/camminare/saltare” in base alle esigenze.

Ogni proposta allenante deve, naturalmente, essere adeguata alla fascia d’età dei partecipanti.

Relazione e attaccamento

Ogni bambino stabilisce una forma di legame e di attaccamento con le proprie figure di riferimento.
Tali relazioni rappresentano basi solide e fondamentali per poter esprimersi al meglio, esplorare l’ambiente circostante e creare una buona immagine di Sé.

Durante il primo anno di Piccoli Amici ogni gruppo di bambini ha due coaches esclusivi: essi scelgono le capacità da implementare e le attività motorie/tecniche da far svolgere loro.

A differenza di ciò che accade nel secondo anno di questa categoria e da quella successiva – Primi Calci – in cui i membri dello staff seguono i diversi gruppi in rotazione, qui si è scelto di non alternare i formatori.
Il bambino che a 5 anni muove i suoi primi passi nella Scuola Calcio ha bisogno di certezze e di poter stabilire dei legami stabili con figure di riferimento fisse.

Al contrario, negli anni successivi (2° anno Piccoli Amici e biennio Primi Calci) si ritiene che il giovane calciatore abbia bisogno di rapportarsi con figure diverse caratterizzate da metodi e personalità varie.
Questo incrementa e arricchisce le sue risorse relazionali e lo prepara per quello che avverrà successivamente.

 

La Scuola Calcio di Mental Football funziona così.
Formazione, divertimento, passione e competenza sono elementi su cui si è deciso di “puntare forte”.
Scrivi in coda all’articolo per comunicare con la nostra redazione.

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2 Responses
  1. luigi monaci

    Istruttivo! Ame piace molto ma tante società sono rimaste molto indietro come cultura sportiva. (mancano istruttori preparati)

  2. giuseppe locorotondo

    Salve, le dirò di più, i bambini valorizzano tutti gli insegnamenti che gli dai, all’ età loro devono giocare con continui errori. Il metodo delle 4 porte è fantastiico, (Wein magico). Poi l’esercizo che non deve mancare mai e dico Mai negli allenamenti è il Rondo (classico torello) senza avversario o fatto dal formatore in forma passva.
    nb. complimenti per il sito

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