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Preparazione atletica nel settore giovanile

Dal 1962 a oggi il comportamento dell’atleta in gara è mutato parecchio.
Sono variate la velocità, la frequenza dei picchi raggiunti e la distanza complessiva percorsa dai giocatori “elitè” è aumentata del 100%.
Anche la preparazione atletica si è evoluta.

Per poter performare al meglio è fondamentale che le nostre squadre siano allenate per rispondere alle esigenze tecniche, tattiche, cognitive e fisiche che la partita richiede.

Questo non avviene soltanto per le prime squadre.
Fin dalle prime categorie del settore giovanile, l’aspetto condizionale diviene progressivamente predominante.

Come organizzare la preparazione atletica nelle sedute di allenamento?
E’ preferibile utilizzare soltanto dei “lavori a secco” oppure impiegare esercitazioni con il pallone?
Quali distanze si percorrono in partita e a quali velocità?

Nell’ultima parte dell’articolo è inserita una proposta di allenamento elaborata dal nostro staff.

Articolo tratto dalla tesi di laurea di Emanuele Marra, relatore prof. Stefano D’Ottavio.


Preparazione atletica e richieste di gara

preparazione atletica giovanissimi

“E’ stato calcolato (Lukscinov, Palfay, Korcek, Reilly, Thomas ) che negli scatti gli atleti esaminati coprivano distanze da 3-4 fino a 25-30 metri. La distanza di impegno più frequente risultava essere di 10-15 metri.
I tratti più frequenti vengono ripetuti da 30 a 60 volte durante la partita” (Talaga 1984).

Uno studio effettuato da Bordon e Colli nel 2002 evidenziò come ogni calciatore, qualunque sia il suo ruolo, effettua circa 1000 variazioni di velocità in 95’; intendendo per variazione ogni passaggio di categoria di velocità (da velocità di soglia a corsa intensa, da blanda a sprint…).

Un calciatore professionista si attiva dalle 30 alle 60 volte per compiere tratti di 10-15 metri in media.
Accelerazioni e decelerazioni sono molto numerose e frequenti: circa una decina al minuto.
Questi dati, naturalmente, riguardano gli atleti adulti.

Il professor D’Ottavio utilizza una classificazione per organizzare le diverse attività in gara dei giovani calciatori che presenta i seguenti range di velocità:
• Stazionamento (velocità compresa tra 0 e 0,4 km/h-1 )
• Cammino (velocità compresa tra 0,4 e 3 km/h-1 )
• Corsa a bassa intensità (velocità compresa tra 3 e 8 km/h-1 )
• Corsa a media intensità (velocità compresa tra 8 e 13 km/h-1 )
• Corsa ad alta intensità (velocità compresa tra 13 e 18 km/h-1 )
Corsa a massima intensità (velocità > 18 km/h-1 )

Le stesse fonti quantificano le distanze percorse da un atleta “giovanissimo” con una media di 6 km, per una durata di gioco di 60 minuti circa (due tempi di gioco da 30 minuti ciascuno).
Sempre D’Ottavio indica il tempo trascorso a velocità massimale – sopra i 18 km/h – pari al 2% circa del totale.

Abbiamo le distanze, abbiamo il tempo; ora non resta che creare un’esercitazione che permetta al giovane atleta di esprimersi al meglio.
Giochi, gare e competizioni sollecitano la componente “emotivo-agonistica” del carico dell’allenamento.
Trasformare la “fatica” in un piccolo divertimento coinvolge il calciatore, specialmente in un momento evolutivo così importante e delicato.

Tempo di reazione, presa di decisione, corsa a massima intensità

preparazione atletica giovanissimi

La struttura di questa proposta è molto semplice e di immediata comprensione.
Si realizza un quadrato di dimensioni correlate al numero dei partecipanti (lato 10/15 metri) al cui interno si posizionano tutti i giocatori, divisi in due gruppi.

A quindici metri dal ciascun lato del quadrato si crea un “cancello” della medesima lunghezza.
I cancelli opposti hanno colori uguali.
La squadra A, inizialmente, comanda il gioco. L’allenatore chiama/mostra uno dei due colori dei cancelli.

Tutti i componenti della squadra A devono immediatamente correre verso la direzione di uno dei due cancelli del colore chiamato, mentre quelli della squadra B devono dirigersi verso gli altri due dell’altro colore.
Una volta varcato tutti i giocatori devono rientrare velocemente nel quadrato di partenza.

Gli ultimi 3 arrivati hanno punti di penalità. La squadra che accumula più penalità perde la manche e ottiene penitenze/lavori in più, ecc.

Questa esercitazione mantiene le caratteristiche di un lavoro intermittente a navetta, semplicemente controllando il tempo di corsa e il tempo di recupero.
E’ una struttura estremamente variabile: modificando spazi, tempi e ripetute si modella il carico secondo le proprie necessità.

E’ molto divertente e apprezzata da calciatori piccoli e grandi.
Stimola la velocità e il tempo di reazione, la presa di decisione e la messa in atto di soluzioni opportune.
Il giocatore, impegnato in un compito motorio/tecnico all’interno del quadrato, deve percepire lo stimolo, analizzare le informazioni, decidere in fretta e mettere in atto un comportamento motorio.


Se hai delle riflessioni, domande e nuovi spunti per questa o altre proposte, contatta il nostro staff o scrivi in coda a questo articolo.
Cosa pensi della preparazione atletica nel settore giovanile? Come la organizzi?
Facci sapere cosa ne pensi: ti risponderemo a breve!
Vieni su mfa.mentalfootball.com

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2 Responses
    1. Luca Filograno

      Ciao.
      Io credo sia meglio modificare questa proposta per adattarla al primo anno esordienti.
      Se vuoi proporla come esercitazione, puoi cambiarne la struttura, magari aggiungendo il pallone o qualche altra variante.
      Altrimenti puoi utilizzarla esclusivamente in forma “ludica”, ma riducendo la distanza dei cancelli dal quadrato.
      Non supererei i 12 minuti.
      Buona giornata e buon allenamento!

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