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Ripartenza e difesa in inferiorità numerica

Esercitazione propedeutica per allenare il comportamento della propria squadra nelle situazioni di ripartenza, sia da un punto di vista offensivo, sia da uno difensivo.

Coaching Football consigliano questa proposta estremamente realistica, funzionale e situazionale.
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Difesa in inferiorità numerica: ripartenza 4 contro 3

Descrizione

Spazio di gioco: ampiezza 40m –  profondità 30m.
Questa esercitazione prevede l’utilizzo di segnalatori, casacche, una porta e palloni.
Essa è pensata per un sistema di gioco che impiega 4 difensori, due attaccanti centrali e due centrocampisti esterni; variando posizioni di partenza e numero di giocatori coinvolti è facilmente adattabile a esigenze tattiche differenti.

Il gruppo squadra viene diviso in due.
Si posizionano tre postazioni di partenza per i tre difensori e quattro per i giocatori in attacco – come rappresentato nell’immagine.
Il coach comincia l’azione giocando un passante per il centrocampista esterno (11); la difesa deve immediatamente ripiegare per evitare di prendere gol in questa situazione di ripartenza.

Se l’attacco segna una rete, ottiene un punto; mentre lo ottiene la difesa ogni qual volta che riesca a recuperare il pallone e trasmetterlo al coach.

Partecipanti: 14 giocatori + portiere minimo.

Tempo di gioco: 15 minuti.

Varianti: vincolare la modalità di trasmissione (di prima, utilizzando il piede debole); posizionare la linea difensiva completa e realizzare due possibili posizioni di partenza della palla (se la palla viene giocata come da video, l’ipotetico terzino destro non partecipa all’azione, in caso contrario è il terzino sinistro a non giocare); variare sistema di gioco e numero di giocatori.

Obiettivi e gestione dell’allenamento

Questa proposta è indicata per stimolare la velocità di pensiero e la capacità di adattamento dei difendenti.
Essi sono sollecitati a pensare molto in fretta, in un momento di intenso sforzo fisico e in una situazione altamente pericolosa (ripartenza) in cui l’errore del singolo può portare al gol della squadra avversaria.

Focus cognitivo-precettivo: l’attenzione del formatore si concentra sull’obiettivo principale di seduta.
La peculiare struttura di questa proposta spinge il giocatore in possesso del pallone a ricercare spazi di passaggio liberi, privi di avversari, attraverso continue analisi delle situazioni e del movimento degli avversari. Egli deve prendere rapide decisioni per gestire al meglio il pallone.

I giocatori difendenti hanno il compito di creare velocemente una strategia di difesa utile a non prendere gol.
Essi devono restare calmi e lucidi, senza farsi attrarre soltanto dal pallone. I due difensori centrali hanno il compito di presidiare la zona di porta, mentre il difensore esterno ha il compito di ritardare l’azione d’attacco del centrocampista esterno, per ottenere secondi preziosi e ristabilire la parità numerica.

Focus tecnico: questa esercitazione incrementa le seguenti abilità del gioco del calcio.
Nella trasmissione radente il pallone rotola veloce verso il compagno, senza rimbalzare. Il piede, che colpisce il pallone utilizzando il suo interno, prosegue la sua corsa in avanti dopo aver colpito la palla e va ad aggredire subito l’avversario.

Il controllo del passaggio deve essere direzionato velocemente verso la porta avversaria; la caviglia deve essere non troppo rigida, per evitare cha la palla sfugga lontano, nè troppo morbida.

Lo smarcamento deve essere eseguito nei modi e nei tempi di giusti; il giocatore si muove verso lo spazio privo di avversari nel momento esatto in cui il portatore del pallone possa effettivamente trasmettergli il pallone.
Eseguire un “contromovimento” garantisce maggiori possibilità di successo.

Il marcamento è un gesto tecnico fondamentale, forse un po’ trascurato negli ultimi anni. Il difendente ha il compito di posizionarsi all’interno del triangolo immaginario formato da “palla-porta-diretto avversario”; questo gli permette vedere tutti gli elementi importanti del gioco.

La finta, gesto tecnico per superare l’avversario, è eseguita non troppo vicino né troppo lontano dall’avversario stesso, utilizzando il proprio corpo per proteggere il pallone e cercando di superarlo in modo tale da agevolare la finalizzazione a rete successiva.

La guida della palla deve essere in relazione allo spazio a disposizione: se ci si trova in spazi molto stretti, è meglio preferire un controllo del pallone con la suola o con l’interno del piede; al contrario è possibile utilizzare il collo del piede o l’esterno quando si ha a disposizione molto spazio.

La finalizzazione in porta è effettuata con l’interno, da distanza ravvicinata, e con il collo del piede da lontano.


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