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Athletic Bilbao: l’arte di creare talenti – parte 1

L’Athletic Club di Bilbao, comunemente chiamato Athletic Bilbao, è una delle squadre più famose e longeve di tutto il calcio spagnolo.

Fondata nel 1898 l’Athletic Bilbao è uno dei tre club spagnoli – con Barcellona e Real Madrid – a non essere mai retrocesso e ad avere partecipato a tutte le edizioni della Primera Division.

Società autoctona vera e propria: tra le sue file annovera soltanto atleti baschi o con tali origini.
Come può essere costantemente competitiva ai massimi livelli potendo attingere unicamente da un bacino di utenza così limitato rispetto ai suoi competitor nazionali e internazionali?

Su quali segreti poggia il longevo e costante successo dell’Athletic Bilbao?


Athletic Bilbao: geografia dell’orgoglio basco

Athletic Bilbao

In un mondo sempre più piccolo e interconnesso la ricerca del talento è diventata via via più semplice.
Le più importanti squadre di club dispongono di una rete di osservatori e selezionatori aventi il compito di setacciare ogni angolo del globo.

Essi sono alla costante ricerca di giovani promettenti da inserire in prestigiosi settori giovanili o da proporre ad ambiziosi procuratori.
In questo modo i calciatori più abili diventano patrimonio di blasonate società contribuendo al sensibile aumento di fatturato e, forse, del tasso tecnico della rosa.

Tutto questo sembra relativamente semplice.
Io presidente della società di calcio MF decido che una parte del fatturato venga messa a disposizione ogni anno per la ricerca, l’analisi e la valutazione del talento.
Questa “caccia al tesoro” produrrà vantaggi economici ogni qual volta il valore complessivo dei giocatori scelti e “importati” supererà le spese sostenute per la loro ricerca.

Voglio nella mia squadra un talentuoso calciatore, con piedi fini, infinito estro e velocità?
Presto fatto.
Sguinzaglio la mia “intelligence” in America del Sud.
I miei emissari scoveranno sicuramente un talento puro e brillante, rovistando nei 420 milioni di persone che occupano il continente.

Ma se non avessi a mia disposizione il mondo intero?
Se volessi creare squadre competitive utilizzando solo i calciatori della mia regione?

Paesi Baschi e Lombardia

La popolazione dei Paesi Baschi conta poco più di 2 milioni di abitanti che occupano un’area geografica composta da circa 7000 km quadrati.
In questo minuscolo bacino d’utenza – rispetto a 420 milioni – l’Athletic Bilbao valuta, seleziona e prepara i propri calciatori d’elite.

La Lombardia si estende su una superficie pari a più del triplo del territorio basco e al suo interno vivono all’incirca 10 milioni di abitanti.
Un numero di persone che per i baschi sarebbe sufficiente a costituire organici competitivi di quattro importanti società sportive.

Sarebbe come pensare che i calciatori di prima squadra e di settore giovanile di Milan e Inter fossero tutti nati in provincia di Milano.

Forse è una questione genetica?
Forse i nord-iberici fanno parte di un’antica razza di calciatori selezionata e perfezionatasi lentamente nel corso dei secoli?

O più probabilmente la chiave di lettura è da ricercarsi nell’utilizzo di un’organizzazione e di una metologia di allenamento che stimola e facilita la genesi di giovani atleti di livello?

Nel prossimo articolo approndiremo la filosofia di gioco e la metodologia di insegnamento dell’Athletic Bilbao.

Nel paragrafo successivo un interessante articolo di approfondimento sul San Mames, lo storico stadio di casa dei biancorossi, a cura di Antonio Cunazza.


Athletic Bilbao: vecchia e nuova “Catedral”

Athletic Bilbao

Il primo passo da compiere per comprendere a fondo l’orgoglio, il senso di appartenenza, la filosofia di gioco su cui poggia la metodologia di lavoro di questo club è entrare nella casa dell’Athletic Club de Bilbao.

Antonio Cunazza, allenatore, architetto ed esperto di stadi, racconta i significati sportivi e sociali che legano ogni stadio al loro luogo d’appartenenza e alle persone che l’hanno vissuto.
Il San Mamés è senza ombra di dubbio il luogo in cui tutto ebbe inizio.

“Raccontare la storia del San Mamés significa pensare al “vecchio” stadio, l’originale Catedral, uno dei simboli del calcio europeo per un secolo esatto, dal 1913 al 2013.
L’Athletic Bilbao ha legato ogni aspetto di sé a quell’impianto, inizialmente composto da tre semplici gradinate in terra e una tribuna principale in splendido stile tardo ottocentesco, opera dell’architetto Manuel Maria Smith.

Athletic Bilbao

Il primo stadio spagnolo costruito appositamente per il calcio, con 3.500 persone alla partita inaugurale contro il Racing de Irún il 21 agosto 1913 (soltanto 7 mesi dopo la posa della prima pietra) e capienza subito aumentata a 9.000 posti dagli anni ’20, con il primo ampliamento e la costruzione delle gradinate de la General, prima, e de Capuchinos, poi.

Un impianto dove, subito dopo la sua scomparsa, trovava posto il busto in onore di Rafael Moreno Aranzadi, detto “Pichichi“, bandiera del Club tra gli anni ’10 e gli anni ’20, primo giocatore a segnare al San Mamés – il giorno della partita inaugurale – e oggi ricordato ogni qual volta viene assegnato il premio di miglior marcatore del campionato spagnolo (il “premio Pichichi”).

Athletic-Bilbao

La ristrutturazione della tribuna principale nel 1952, con la costruzione di una meravigliosa struttura a due livelli con un enorme arco sulla sommità della copertura – che permetteva di eliminare i pilastri di sostegno, sempre dannosi per la visuale – confermava il San Mamés come uno stadio all’avanguardia ma, allo stesso tempo, sempre fedele a sé stesso.
Ammodernato e ampliato negli altri tre settori per ospitare i Mondiali del 1982, questo impianto è arrivato a compiere il secolo di vita ma, allo stesso tempo, ha dovuto lasciare spazio al nuovo corso del calcio.

Athletic Bilbao

Nel 2013 la vecchia e originale Catedral ha lasciato spazio a quella “nuova”, dal nome completo San Mamés Barria, inaugurata il 16 settembre ancora incompleta, in attesa della costruzione dell’ultima gradinata, quella sud, che insiste sul terreno dove prima c’era la tribuna del vecchio impianto.

Un edificio, progettato da César Azkarate, che propone un impatto diverso, più moderno e più impressionante. Con la facciata esterna rivestita da elementi geometrici (illuminabili in notturna) pare quasi un’evoluzione meno “gommosa” dell’Allianz Arena di Monaco.
Ciò che si immagina dall’esterno, poi, è confermato dall’interno: un enorme catino rosso a due livelli, imponente, ripido sul campo.

Athletic Bilbao

Oggi il San Mamés è uno degli stadi più grandi del massimo campionato spagnolo e continua a portare quel nome, che è parte della simbologia stessa del Club.
Per certi versi può essere considerato un progetto non del tutto “utile” – insomma, l’Athletic stava benissimo anche nel vecchio stadio – ma il romanticismo degli appassionati è bilanciato dal fatto che questo nuovo impianto, oltre a essere stato ottimamente realizzato, ha regalato alla vecchia Catedral il posto d’onore che gli compete nella storia”.

Vai su www.archistadia.it.
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2 Responses
  1. Daniele Latini

    Ottimo articolo. E’ tanto che cerco di informarmi sui metodi del centro tecnico di Lezama (posto da cui si forma tutto l’Athletic) e spero tanto tu abbia informazioni al riguardo.
    Una piccola precisazione: i giocatori non vengono scelti solo nei Paesi Baschi, ma sull’intera Euskal Herria (letteralmente: il popolo che parla la lingua basca) o Paese Basco, che comprende anche una piccola parte della Francia. I Paesi Baschi che citi nell’articolo sono soltanto una regione delle 17 comunità autonome spagnole che comprendono l’Euskal Herria da cui attinge il club. Il tutto è facilmente confondibile vista la somiglianza dei nomi.
    Rimane comunque una superficie di scelta assai piccola, di poco più di 20000 km quadrati e circa 3 milioni di abitanti

    1. Luca Filograno

      Ottima, puntuale e doverosa precisazione.
      Stiamo organizzando il materiale a nostra disposizione per strutturare la seconda parte dell’articolo.
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