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Scuola Calcio: noi la immaginiamo così

Federico entra nella nostra società.
Ha compiuto 5 anni la prima settimana d’estate e, dopo circa tre mesi di vacanza al mare dai nonni, varca finalmente il cancello della sua prima Scuola Calcio.

Papà e mamma sono di fianco a lui e gli tengono le mani.
Federico non sta più nella pelle: dondola appeso alle loro braccia come se fosse su un’altalena.

Lungo il vialetto di pietre che li accompagna verso la segreteria egli si volta e vede i suoi nuovi compagni che stanno iniziando il primo gioco dell’allenamento. Dà uno strattone ancora più forte degli altri per far aumentare il passo ai suoi giovani genitori.

E’ la prima volta anche per Marisa e Umberto; Federico è il loro primo figlio ed entrambi provengono da esperienze sportive differenti.
Il piccolo calciatore deve attendere ancora qualche minuto.
Sta seduto sui tavolini posti all’esterno del bar in attesa che mamma e papà finiscano di compilare i moduli necessari per poter iniziare la sua nuova avventura.

Quando sembra non poterne più, arriva un simpatico signore sorridente che lo chiama per nome, gli “da il cinque” e lo invita a seguirlo in campo per unirsi agli altri.

Finalmente l’avventura è cominciata!

Quante storie di sport sono cominciate così?
Quanta gioia ed emozione all’inizio di un così lungo e divertente cammino!

Scuola calcio significa scuola di sport e scuola di vita.
Nessuna scuola può definirsi tale se non è supportata da una filosofia di insegnamento e di crescita, se le persone coinvolte non sono attori di un unico progetto comune.

Progetto che passa dalla condivisione di una coerente metodologia di educazione e di addestramento utile a favorire lo sviluppo armonico dei nostri giovani atleti.
E’ quindi basilare costituire una linea guida che possa “formare i formatori“, siano essi istruttori, educatori o genitori.


Scuola calcio: reclutamento dei coach

scuola calcio

Questa è una criticità per la maggior parte delle realtà dilettantistiche presenti sul territorio.
Tutti quanti vogliono fare gli allenatori; tutti quanti vogliono vivere la competizione ogni settimana.
Da questa stagione anche per gli under 9 non è più previsto il campionato di categoria, ma si costituiscono manifestazioni settimanali che coinvolgono quattro squadre diverse.

Tali competizioni sono composte da partite 5 contro 5 – o 4 contro 4 – alternate a “giochini” di destrezza di vario genere.
Lo stesso avviene per gli under 7: partitine e giochi per gruppi squadra formati da 3 giocatori ciascuno.
Questo è molto interessante e utile per i nostri mini calciatori, ma non troppo appagante per il potenziale allenatore di turno.

Ne consegue che queste prime categorie di Scuola Calcio diventino poco appetibili per allenatori/formatori – o aspiranti tali.
La società dilettantistica deve trovare una persona a cui affidare le piccole squadrette in modo da non perdere tesserati e conseguenti introiti.

La soluzione più frequentemente impiegata è quella di incaricare un soggetto alle prime armi – pensionato o giovane di turno – senza alcun tipo di competenza o corso di formazione sostenuto.
L’assenza di professionalità del formatore è un fattore gravissimo in una fase evolutiva così delicata dello sviluppo psicofisico del bambino.

Specializzazioni precoci, mancanza di proposte multilaterali, poca attenzione alle capacità cognitive/percettive possono provocare ingenti e irreparabili danni alla crescita del piccolo calciatore.

Insomma: alle società servirebbero allenatori/formatori bravi, competenti e istruiti.
Queste figure pretendono – in modo sacrosanto – un compenso all’altezza della propria professionalità, eventualità colpevolmente non contemplata per fasce d’età così “basse”.

La soluzione al problema

Come aggiriamo questo ostacolo?
Come possiamo avere individui preparati nel nostro staff, senza chiedere ulteriore esborso economico all’associazione sportiva?

Molto semplice.
La nostra scuola calcio ha creato una convenzione con la Facoltà di Scienze Motorie diventando centro autorizzato per accogliere tirocinanti.
Giovani universitari si inseriscono progressivamente nel nostro gruppo di lavoro espletando la propria attività di tirocinio supportati da una continua formazione interna, in aula e in campo.

Alla conclusione del tirocinio gli studenti diventano formatori pronti per gestire in modo autonomo una categoria di giovani calciatori o di affiancare allenatori più esperti del settore giovanile.

Controindicazioni? Nessuna.
I tirocinanti possono svolgere la loro esperienza formativa nel settore che più prediligono.
La società ottiene “forza lavoro” preparata e competente a costo zero.
I bambini sono seguiti da formatori professionisti, esperti motori completi e appassionati.

 

Scuola calcio: metodologia e gruppi squadra

scuola calcio

La filosofia della nostra scuola calcio poggia su due pilastri fondamentali.
Essa condivide il modello di struttura dell’allenamento belga e trae spunto dall’allenamento cognitivo percettivo di origine spagnola.

La struttura della seduta di allenamento è suddivisa in 4 momenti ben precisi:

  • Attivazione
  • Globale
  • Analitico
  • Globale

Ciascuna fase ha obiettivi di crescita correlati alla categoria del gruppo squadra e alle esigenze psicofisiche di quel dato momento evolutivo.

Tali obiettivi sono di natura cognitiva in accordo al paradigma P-A-D-E: percezione, analisi, decisione ed esecuzione.
Secondo gli spagnoli – e non solo loro – ogni azione si struttura in queste quattro fasi, tutte ugualmente importanti.
L’esecuzione, sia essa tecnica o motoria, è soltanto la parte manifesta dell’intero processo.

Vuoi approfondire?
Ti consiglio questi articoli.

http://www.mentalfootball.com/2016/08/21/esercitazioni-per-scuola-calcio/

http://www.mentalfootball.com/2016/02/28/michel-sablon-ricerca-cambiare-calcio/

 

Scuola calcio: sostegno e supporto alle famiglie

scuola calcio

Formare i formatori, ma anche dare supporto alle famiglie.
Crescere un figlio e sostenerlo nei vari momenti della vita è un impegno davvero complesso, soprattutto se si tratta del primogenito.

Problemi, difficoltà e attriti spesso nascono dall’incomprensione o da comunicazioni incomplete, poco chiare o del tutto assenti.
Perché mio figlio gioca meno degli altri?
Perché il mister gli cambia sempre ruolo?
Perché convoca anche quel bimbo li: non lo vede che non è ancora pronto?

Questi sono soltanto alcuni tra gli interrogativi più frequenti che passano per la mente – e per la bocca – della maggior parte dei genitori dei piccoli calciatori.

Nella nostra scuola calcio è previsto un programma di incontri tra psicologi, addetti ai lavori e famiglie per affrontare e risolvere i piccoli/grandi quesiti sportivi.


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Chiedici come su info@mentalfootball.com!

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4 Responses
  1. Matteo Galli

    Sono perfettamente d’accordo, nulla va lasciato al caso e formando i formatori aumentiamo la qualità dei ns ragazzi. Il materiale umano, che le famiglie ci consegnano va trattato con i guanti, utilizzando il gioco, la fermezza quando serve e la pedagogia per non far danni che si potrebbero ripercuotere in futuro.
    I bambini, sono gioia, istinto e passione ma si portano dietro anche problematiche che trovano in casa e noi dobbiamo far trascorrere loro, ore serene, divertenti e proficue facendo emergere i lati positivi, attenuando quelli negativi. Il compito di allenatori/istruttori/formatori è delicato ma bello e sfidante. Matteo Galli Responsabile Settore di Base di Usd Arco Calcio 1895 TN

    1. Luca Filograno

      Ciao Matteo,
      questa è un po’ la nostra speranza.
      Tentare di rompere il circolo vizioso di “pericolosa incompetenza e approssimazione” in cui il panorama calcistico dilettantistico sembra essersi intrappolato.

  2. Gian Luca

    Bell’articolo che offre ottimi spunti ma purtroppo le realtà sono le più disparate e non è così facile trovare per ognuna una soluzione. Anche chi frequenta scienze motorie ha i suoi lati deboli, le scuole ne sono la dimostrazione. La federazione fa troppo poco per formare tutti quelli che vorrebbero e anche il lato economico mette discordia

    1. Luca Filograno

      Assolutamente.
      Il mio non voleva assolutamente essere un discorso generalizzante.
      Chi intraprende un percorso accademico, sia esso inerente alle Scienze Motore o a quelle umane, ha innegabili punti di forza per la formazione di giovanissimi atleti.
      Nel primo biennio di scuola calcio – e forse anche un po’ di più – l’affinamento delle doti motorie/cognitive/percettive risulta l’obiettivo predominante.
      Sia ben chiaro che l’esperienza pratica sport-specifica offre grandi vantaggi.

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