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Portiere: pericolose trappole da evitare

Edoardo Ciofi, affidabile e competente psicologo dello sport dello staff di B-Skilled, mette in guardia sui pericoli nascosti che possono insidiare le prestazioni del portiere.

Quali sono le caratteristiche mentali del portiere?

Come in tutti gli sport “open skill”, molte caratteristiche mentali che contraddistinguono il ruolo del portiere, sono comuni ad altri ruoli in molti altri sport.
Soprattutto quando si parla di aspetti cognitivi.

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Il portiere: sport individuale o sport di squadra?

portiere

Quello che differisce dagli altri ruoli nel calcio o in altri sport sono aspetti più legati alle caratteristiche emotive dell’atleta.

Il portiere, infatti, è un ruolo particolare in cui possiamo definire tre aspetti emotivi che lo contraddistinguono:

 

  • Sport singolo”. È una definizione chiaramente provocatoria, ma molto spesso è come se il portiere giocasse uno sport differente all’interno della squadra. Le dinamiche emotive quindi sono molto più simile ad un atleta di sport individuali pur sentendosi parte di una squadra.
  • Responsabilità”. Anche se in uno sport di squadra la responsabilità dovrebbe essere diffusa in maniera paritaria, la responsabilità di un portiere viene considerata maggiore rispetto a qualsiasi altro ruolo. Basti pensare quanto venga considerato più grave l’errore di un portiere rispetto a quello di un attaccante.
  • Attenzione”. La difficoltà maggiore del portiere è quella di dover mantenere alta l’attenzione avendo diversi momenti in cui non partecipa attivamente all’azione.

Il potere della mente

Partendo da queste considerazioni si possono definire le caratteristiche mentali specifiche fondamentali da allenare per un portiere:

  • Gestione dell’errore. È molto importante prepararsi a livello emotivo e cognitivo alla gestione dell’errore e delle critiche esterne. Allenandosi sulla propria gestione emotiva della partita, si può migliorare decisamente la gestione dell’errore e dell’imprevisto.
  • Rimanere nel “qui ed ora”. È una capacità fondamentale in un ruolo dove la maggior parte del tempo si passa in uno stato di “inattività”. Durante questi momenti ci sono diverse strategie da attuare per non permettere a pensieri esterni di creare distrazione C’e chi preferisce mantenersi attivo con una buona strategia di pensieri o chi preferisce mantenersi attivo partecipando alle azioni coordinando la squadra o eseguendo esercizi di “riscaldamento” a livello fisico
  • Gestione dei punti di forza e di miglioramento. È sempre importante che il portiere non perda di vista i propri punti di forza a cui appellarsi quando sembra che tutto vada male. Conoscere le proprie capacità e i propri limiti è uno stimolo molto importate per riuscire a dare il massimo in ogni prestazione.
  • Darsi obiettivi corretti. Gli obiettivi del portiere devono essere legati alla propria prestazione e non al risultato. Molto spesso succede che anche se la squadra gioca male e perde, il portiere può compiere una prestazione ottimale. Questo serve per mantenere sempre alto il livello di attenzione durante la partita e, soprattutto, il senso di autoefficacia sportivo durante la singola partita o, a lungo termine, durante la stagione.
  • Utilizzo del rituale di attivazione. Un rituale di attivazione sportiva serve ad ogni atleta in ogni sport, ma, per il portiere è una strategia utile a focalizzare le energie fisiche e mentali nei momenti in cui deve dare il massimo (calci piazzati, momenti critici, minuti finali, ecc..).

Imparare ad allenare la propria mente è una dinamica che può servire a migliorare la propria prestazione.
Un percorso di allenamento mentale è un supporto fondamentale per ogni atleta di ogni sport.

E tu a che livello sei?
Stai utilizzando davvero appieno tutte le tue capacità?

Scoprilo con noi.
Scrivi a info@mentalfootball.com!

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5 Responses
    1. Edoardo Ciofi

      Ciao Matteo.
      Grazie per l’interesse.
      Mi spiace ma è difficile poter rispondere a questa domanda senza conoscerti o aver avuto la possibilità di osservare le tue capacità tecniche o mentali.
      Ti posso dare un consiglio però, segui gli articoli sul sito e prova a capire quando ti riconosci in qualcosa che viene detto. Si può imparare tantissimo anche così.
      Se invece vuoi approfondire la questione ti consiglio di parlarne con il tuo allenatore o di cercare tu direttamente uno psicologo dello sport che può aiutarti nella valutazione e nella miglioramento delle tue capacità.
      Ciao,
      Edoardo.

    1. Edoardo Ciofi

      Ciao Dario,
      grazie per l’interesse!
      Il segreto è che ognuno trovi il proprio rituale, c’è chi preferisce un movimento fisico (un esempio semplice, dare un calcio col tacco ad un palo) o chi predilige un rituale più mentale (ripetizione di frasi motivanti).
      Un qualcosa che può fungere bene da rituale è l’eseguire una serie predefinita di esercizi per tenersi caldi e concentrati mentre il gioco è lontano.
      Detto questo puoi cominciare ad osservare i portieri di Serie A per scoprire i loro segreti e prendere spunto da chi utilizza questa tecnica!

      Ciao,
      Edoardo.

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