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Tecnica analitica nel calcio

“Non si creano più campioni perché nelle scuole calcio non si fa più tecnica analitica“.
La gestualità sport specifica è elemento essenziale per poter divertirsi o primeggiare nelle diverse discipline.

Quali sono i motivi per fare (o non fare) svolgere ai giovani calciatori la tecnica analitica?
E’ importante organizzare le proposte dal “semplice al complesso”, oppure considerare tali momenti come vere e proprie unità formative caratterizzate da numerose variabili?

Facciamo insieme alcune considerazioni.


Tecnica analitica e capacità cognitive

 

tecnica analitica calcio

 

Circa 15 milioni di anni fa i primi ominidi iniziarono a colonizzare le foreste, ma iniziarono a frequentare le savane in cerca di cibo.
Nelle savane, lentamente, appresero che la posizione eretta garantiva di avvistare un predatore molto prima.

I nostri antenati, non potendo competere fisicamente con i loro predatori, attuarono strategie differenti per aumentare le probabilità di sopravvivenza.
Nel tempo l’uomo è diventato padrone della terra.

Il nostro cervello si è progressivamente ingrossato ed evoluto, permettendo al genere umano di posizionarsi in cima alla catena alimentare, con buona pace di tutti gli altri animali e esseri viventi.

Lo sviluppo progressivo ed esponenziale delle capacità cognitive ha reso possibile tutto questo.
Ma cosa centra con lo sport?
Cosa può avere a che fare l’evoluzione cerebrale dell’uomo con la tecnica analitica nel calcio?

Cognizione e percezione hanno contribuito a un sensibile miglioramento della vita umana, garantendo vantaggi e benefici evidenti.
Il corpo è stato ed è lo strumento attraverso cui l’individuo realizza comportamenti volontari pianificati e in stretta correlazione con pensieri, sogni, desideri e strategie.

Entro nel dettaglio.
Mi capita tuttora di dibattere sull’importanza dell’apprendimento della tecnica nel calcio.
La risposta è ovvia in modo paradossale.

E’ importante conoscere la tecnica di nuoto “farfalla” per poter prendere parte a una gara di “100m farfalla”?
Ma quale metodologia è più conveniente utilizzare affinché i nostri giocatori siano progressivamente in grado di padroneggiare i gesti tecnici?

Secondo i sostenitori della tecnica analitica “pura”, il giocatore entra in contatto con l’attrezzo (il pallone) in modo ripetitivo e stereotipato.
L’obiettivo è rendere perfetto il gesto tecnico attraverso infinite riproduzioni.
Il giovane calciatore, inizialmente attento e concentrato, tenderà progressivamente a ridurre l’impegno cognitivo una volta memorizzata e appresa la gestualità indicata.

Gesti tecnici e ball mastery sono elementi essenziali nel gioco del calcio, ma non credo si possa tralasciare tutto ciò che anticipa e segue il gesto tecnico.
Sarebbe come dire che l’uomo si è evoluto perché sapeva tenere molto bene in mano una pietra.

Non reputo eticamente corretto chiedere a un bambino in età evolutiva di spegnere il proprio cervello, anche solo per un minuto, per perfezionare una gestualità tecnica.
Dovendo scegliere, probabilmente farei il contrario: “spengo il piede, per concentrarmi meglio sulla mente”.
Soprattutto in uno sport in cui la vittoria non risiede nell’esecuzione perfetta di un gesto tecnico, ma da un’infinita somma di variabili.

La tecnica è l’arma, il mezzo, lo strumento che il buon formatore ha per sviluppare mente e corpo in modo sinergico.

Tecnica analitica: un perfetto controllo orientato…nella direzione sbagliata!

 

tecnica analitica calcio

 

Il calcio è uno sport di situazione, uno sport in cui l’obiettivo primario va oltre la gestualità tecnica stessa.
Ci sono altre discipline sportive il cui successo è determinato dalla perfetta esecuzione di un numero limitato di movimenti in serie.

La riproduzione perfetta di tale sequenza di gestualità tecniche da diritto al massimo dei punteggi.
Quando lo “scopo del gioco è insito nel gesto tecnico stesso creare “rituali di allenamento” è coerente e funzionale.
Le correzioni sono diretti esclusivamente all’eliminazione di imperfezioni tecniche.

 

 

Gli anelli, la ginnastica ritmica, il pattinaggio artistico sono esempi di attività sportive che rientrano in questa categoria.
Mentre il nuoto e l’atletica sono leggermente diverse: l’obiettivo è arrivare prima degli altri.
Padroneggiare una buona tecnica specifica permette di ridurre tempo e dispendi di energia.

Nel calcio, così come in tutti gli altri sport “di situazione”, la vittoria si consegue realizzando più punti rispetto all’avversario. Lo scopo è estrinseco: esso trascende il gesto tecnico del singolo giocatore.
Il “mezzo” e la “meta” non coincidono, come invece accade per gli altri.

Comprendere e padroneggiare le tecniche specifiche di uno sport è importante.
Esse sono il mezzo per allenare la mente, la comunicazione e i sensi e non lo scopo ultimo dell’allenamento.
Il mezzo, non il fine.

Quali vantaggi porta, fare tecnica analitica slegata dalle variabili che si riscontrano durante il gioco?
E’ davvero conveniente estrapolare il gesto tecnico dal contesto, per agevolare l’apprendimento?

La ripetizione è uno strumento molto importante.
Spesso però mi sento dire che i gesti tecnici sono paragonabili alle lettere dell’alfabeto: senza di esse non è possibile formulare frasi e pensieri scritti.

Scrivendo mille volte la lettera “a”, presto sarò in grado di farla benissimo.
Ma per scrivere un bel racconto, non credo sia sufficiente.


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4 Responses
  1. Mauro Zampollini

    Ritengo che non sia così difficile abbinare in un allenamento una parte analitica del gesto tecnico con una che deve essere preponderante di tecnica applicata in regime situazionale.

    1. Luca Filograno

      Anche io sono del tuo stesso parere.
      Il coach ha il compito di creare/scegliere proposte di allenamento utili a sviluppare entrambe le componenti.

  2. Claudio Tedesco

    Rispettabile la Sua posizione, ma guardando da un altro punto di vista il suo esempio si potrebbe dire che non si può scrivere un racconto se non si conosce la lettera a! Quindi? Personalmente credo che si debba partire dall’analitico per arrivare al cognitivo, in modo tale da avere sviluppato la padronanza cognitiva attraverso la padronanza del gesto tecnico.

    1. Luca Filograno

      Ciao Claudio, io penso che dipenda dal tipo di approccio che si sceglie di adottare.
      Se si pensa alla tecnica analitica come un prerequisito essenziale per giocare a calcio (come la grammatica per scrivere un racconto) allora il tuo ragionamento è corretto.
      Io però reputo tecnica, motricità, abilità percettive e capacità decisionali come “materie” differenti.
      Così come in prima elementare si studia matematica e italiano.
      Contenuti e argomenti che interagiscono tra loro e contribuiscono allo sviluppo culturale dell’individuo.

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