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Modello prestativo nel Settore Giovanile (Parte 2)

Dopo aver sottolineato nel precedente articolo l’importanza di conoscere a fondo il modello prestativo del giovane calciatore, dedicando particolare attenzione alle differenti variazioni di velocità, si entra qui nel dettaglio della ricerca effettuata da E.Marra e dal prof. S. D’Ottavio. Qual è il tempo effettivo di gioco?
Quante volte un giovane atleta entra in contatto con il pallone?
Quali sono le distanze percorse più di frequente in gara e quale relazione intercorre tra loro?

Ma soprattutto: come è possibile ricreare il contesto di gara in allenamento?

Il modello prestativo del giovane calciatore

modello prestativo

Come precedentemente spiegato la match analysis consente di quantificare la prestazione dell’atleta in gara. Attraverso la revisione della letteratura e riportando i dati presenti grazie alle diverse ricerche scientifiche, cercheremo di fornire un quadro quantitativo e qualitativo
della prestazione tecnica del calciatore.

La durata di una partita di calcio è pari a 90 minuti, “secondo le osservazioni di Korcek il tempo utile di gioco è pari a 60-65 minuti” (Talaga, 1984). I risultati ottenuti dai lavori di ricerca scientifica (Talaga, 1984) riferiscono che circa la metà della prestazione del calciatore riguarda movimenti senza palla: azioni senza palla 57.6%; azioni con la palla 49.4%.
La casistica delle azioni svolte in possesso palla prevede: passaggi 19.3%; ricezione del pallone 12.5%; palleggio 6.1%; intercettazione 3.4%; finte 1.7%; tiri in porta 1.6%; rimesse laterali 1.7%; altre azioni 3.7%.
E’ inoltre interessante quantificare i tempi di contatto tra singolo giocatore e pallone.

Sempre secondo Talaga (1984) “nell’intero arco di tempo regolamentare i giocatori di classe entrano in contatto con la palla da 60 a 65 volte, e la durata totale di questi contatti è di 125-130 secondi.
“E’ stato calcolato (Lukscinov, Palfay, Korcek, Reilly, Thomas ) che negli scatti gli atleti esaminati coprivano distanze da 3-4 fino a 25-30 metri. La distanza di impegno più frequente risultava essere di 10-15 metri. I tratti più frequenti vengono ripetuti da 30 a 60 volte durante la partita” (Talaga 1984).

Uno studio effettuato da Bordon e Colli nel 2002 evidenziò come ogni calciatore, qualunque sia il suo ruolo, effettua circa 1000 variazioni di velocità in 95’; intendendo per variazione ogni passaggio di categoria di velocità (da velocità di soglia a corsa intensa, da blanda a sprint…).
Da ciò si ottiene una media di 10 variazioni di velocità al minuto. Un fattore determinante per l’analisi della prestazione è il ruolo che ricopre il calciatore all’interno del sistema di gioco adottato.

Secondo D’Ottavio e Castagna (studio del 2001) durante un incontro di calcio un giocatore ricopre in media una distanza pari a 11.5km, in un range che va da 9 a 14km. Il 16-17% di questa distanza è rappresentata da corsa ad alta intensità (velocità >15-18km/h). Lo stesso studio dimostrò la riduzione del 4% della distanza totale percorsa tra primo e secondo tempo.
I nostri risultati ci indicano che la velocità media di gioco è stata di 6 ±0,3 km/h-1 (5,1 – 6,7 km/h-1 ) e quindi in linea con i 5,9 km/h-1 rilevati da Castagna e coll.
Alla luce di questi risultati possiamo affermare che il giovane calciatore percorre approssimativamente 100 m per ogni minuto di gioco, con oscillazioni che vanno dagli 85 m ai 112 m.

La fatica viene solitamente definita come una diminuzione del rendimento dovuto alla necessità di ripetere sforzi. Nel calcio questo può manifestarsi mediante il deterioramento dell’intensità profusa nel corso di finale di partita.
Il rapporto sforzo recupero in questo studio è stato pari a 1:3,5 , ciò sta ad indicare che a ciascun minuto svolto con intensità superiore agli 8 km/h-1 corrispondono circa 3.30 (min:sec) di recupero, condotti correndo a bassa intensità, camminando o stando fermi.
Questi dati indicano che approssimativamente ¼ del tempo totale di gioco richiede attività svolte ad intensità medio alta, condizioni queste che spesso si realizzano in corrispondenza dei momenti più importanti per il risultato finale dell’incontro.

In conclusione i risultati riportati dallo studio di Barbero Alvarez J.C., Granda Vera J., D’Ottavio S., Castagna C. dimostrano che il modello delle attività di gioco nel calcio giovanile è di natura intermittente con un rapporto lavoro-recupero pari a 1:3,5 e con una distanza percorsa per minuto di gioco pari a circa 100 m.
Gli sforzi condotti ad alta intensità implicano il 6,1% del tempo di gioco, corrispondenti al 16,3% della distanza totale percorsa con uno sprint di 10-15 m profuso circa ogni 141 s.

Modello prestativo > Modello formativo: un’esercitazione funzionale

modello prestativo

L’analisi dei profili delle attività ha messo in luce, confermando i precedenti studi effettuati dal prof. S. D’Ottavio, come il calcio giovanile sia di natura intermittente; momenti condotti ad alta intensità sono intercalati da azioni effettuate a bassa intensità o stando fermi.
I giovani calciatori che hanno preso parte alla sperimentazione hanno percorso camminando o stando fermi (0-0,4 km/h) il 6,1% del tempo di gioco; hanno percorso camminando (0,4-3 km/h) il 20,5%, a bassa intensità (3-8 km/h) il 49,2 %, ad andature a media intensità (8-13 km/h) il 14,7% , ad alta intensità (13-18 km/h) il 7,3% , mentre a massima intensità (18 km/h over) il 2,1 % del tempo di gioco.

Dai dati ottenuti abbiamo sviluppato un percorso della durata di un minuto che riproduce le stesse intensità misurate durante un minuto di gara aumentando del 30% la distanza percorsa dando così un ulteriore stimolo allenante.
Bosco consiglia di iniziare con un volume di 8’ fino ad arrivare progressivamente a 25’. Partendo da queste considerazioni abbiamo pensato di far svolgere ai giocatori alcune ripetizioni da 8’del nostro circuito, fino ad arrivare ad un totale di 3800 m che corrispondono agli stessi metri percorsi dalla categoria giovanissimi mediamente in un tempo di gioco. Lo stesso concetto è stato applicato per le categorie “Allievi” e “Juniores”arrivando a lavorare rispettivamente 30 e 32 minuti.

Sono state introdotti dei “cambi di direzione” e delle “brevi decelerazioni e accelerazioni massimali ” con lo scopo di sviluppare anche degli aspetti di forza. Inoltre è possibile inserire nel circuito momenti in “guida della palla” con ricezione e scarico della stessa, in modo da tenere elevato anche l’aspetto tecnico e cognitivo del giocatore.

Da qui nasce l’elaborazione del circuito, partendo dal modello di prestazione dell’esterno di centrocampo della categoria “Juniores”.
Ogni 5” un beep scandisce i metri da percorrere ai nostri giocatori, fino ad arrivare ai 60” alla fine del circuito.

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