+39 334 8074306 staff@mentalfootball.it

Modello prestativo nel Settore Giovanile (Parte 1)

La cura del dettaglio è sempre più un elemento fondamentale per realizzare prestazioni importanti.
Quali distanze percorre un calciatore di serie A?
Che velocità raggiunge un suo collega dilettante?
Quali e quante variazioni di velocità effettua il giovane calciatore?

Conoscere in modo approfondito le richieste del contesto di gara permette all’allenatore completo e preparato di ricreare in allenamento le stesse relazioni tra variabili che si verificano in partita.
In questa pubblicazione E.Marra e il prof. S. D’Ottavio descrivono i risultati di una ricerca svolta sull’analisi del modello prestativo di squadre giovanili e la relativa preparazione di una struttura di allenamento “funzionale”, a secco e/o con il pallone.

Introduzione

modello prestativo

L’allenamento per il gioco del calcio è caratterizzato dalla riproposizione nel tempo di esercitazioni idonee a determinare negli atleti la possibilità di esprimere le proprie migliori qualità tecniche e tattiche durante tutto il corso della partita. Che la partita impegni la capacità di “resistere” è dimostrato da numerose ricerche,nelle quali si evince che la media di percorrenza in 90 minuti può variare dai 9 ai 12 km (Bangsbo et al., 1991; D’Ottavio 2001; Mohr et al., 2003; Krustrup et al.,2009) svolti alternando diverse andature (passo, corsa lenta , corsa veloce, sprint, corsa indietro,laterale, etc.).

A questo proposito anche se l’impegno dei giocatori “dura a lungo”, non siamo certamente di fronte ad una prestazione di “lunga durata”, così come la si intende in maniera classica nell’atletica leggera. Durante la partita di calcio,al contrario, ogni giocatore alterna numerosi momenti di attività senza palla trascorsi a vari ritmi di corsa, a brevissimi altri periodi in cui ne detiene il possesso(R.Capanna,1997).

Essere a conoscenza del preciso modello prestativo consente di ottimizzare al meglio il poco tempo che il preparatore fisico ha a disposizione durante la seduta di allenamento per migliorare e mantenere un buono stato di forma del calciatore.
In particolare bisogna sottolineare come l’avvento della tecnologia a rilievo satellitare della posizione (Global Position System GPS) abbia rappresentato un punto di svolta garantendo l’analisi della prestazione di gara e di allenamento negli sport di squadra.

Utilizzando un’apparecchiatura GPS (Spi-elite) ho cercato di esaminare la prestazione di giovani calciatori con lo scopo di
verificare eventuali differenze e affinità all’interno del contenitore che deve essere la base da cui partire: la gara.
Esaminando così attentamente il modello prestativo possiamo creare un lavoro adeguato e cercare, se non altro, di sbagliare il meno possibile nella somministrazione del carico allenante.

Modello prestativo: accelerazioni e decelerazioni in gara

modello prestativo

La match analysis è la metodica di rilevamento dati che, attraverso l’indagine scientifica e statistica, consente di valutare, in modo oggettivo, il rendimento fisico e tecnico-tattico del singolo atleta e dell’intera squadra.
Potrebbe quindi essere definita come il mezzo che trasforma il modello prestativo in un dato matematico per poter analizzare meglio il modello stesso e migliorarlo attraverso l’allenamento.

La diagnosi della prestazione è fondamentale per scegliere, classificare e stabilire i contenuti concreti del gioco, permettendo così allo staff tecnico di sviluppare forme e metodi di allenamento più economici ed efficaci.
Grazie alla match analysis è pertanto possibile definire il modello di prestazione del calciatore, evidenziando le differenze che esistono tra i vari ruoli, sia dal punto di vista fisico che delle ricerche fisiologiche, consentendo al preparatore fisico di sapere, in modo
chiaro, “cosa” allenare.

Il calcio è caratterizzato durante il gioco da azioni di corsa che prevedono variazioni di velocità e di direzione. Tali espressioni della prestazione rappresentano sostanzialmente la risposta fisica e tecnica, con o senza palla, alle richieste tattiche della situazione di gioco.
Il punto chiave, che tuttavia denota l‘attuale stallo della match analysis, riguarda il ruolo decisivo delle accelerazioni e delle decelerazioni, che nessuno valuta nella sua sostanza.

  • Si possono considerare accelerazioni tutte quelle attività di spostamento che hanno come velocità di partenza approssimativamente Vi = 0 ms, accelerazione > 1 m/s2 e non superano i 10 m di distanza (dove con Vi si intende la velocità iniziale o di partenza).
  • Si possono considerare accelerazioni sprint tutte le attività di spostamento con velocità di partenza approssimativamente eguale a zero e che raggiungano velocità finali vicine al 70% della velocità massima del soggetto (ipoteticamente in un arco tra 6 e 7 m/s per giocatori adulti).
  • Si possono considerare sprint tutte le attività di spostamento con velocità di partenza Vi fra il 50 e 70% della velocità massima e che si caratterizzino per una accelerazione > 1 m/s2 (fino alla massima consentita) per tratti di almeno 10 m e oltre. In pratica, con quest’ultima categoria s’intendono gli sprint che hanno una velocità di entrata di media intensità.

Nel calcio, quindi, dato che i tratti percorsi ad alta intensità durante una partita sono in media di 15-18 m e si ripetono per centinaia di volte nel corso della gara, accelerazioni e decelerazioni risultano essere una componente importante della prestazione, sia evidentemente sul piano quantitativo che su quello qualitativo (caratteristiche biomeccaniche).

Nella seconda parte troverai analisi dei dati ed esercitazioni mirate.


Iscriviti GRATIS in homepage per ricevere la seconda parte dell’articolo direttamente sulla tua casella di posta!


 

Related Posts

Leave a Reply