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Allenamento nel calcio: attualità e prospettive

Lunedì 29 Febbraio “La Cavallerizza” di Torino ha ospitato uno dei più interessanti convegni del territorio nazionale.
Direttori sportivi, allenatori professionisti (G. Gasperini e M. Viscidi tra tutti), medici (Dr. Testa – Bologna F.C, su tutti), docenti e preparatori atletici (Dr. Damiano, Dr. Pintus, Dr. Sassi, Dr. Gaudino) hanno condiviso le proprie esperienze internazionali e si sono confrontati su analogie e differenze delle varie metodologie di allenamento nel calcio.

Un breve riassunto delle più interessanti considerazioni riportate dai relatori.

“Alla dimensione della passione è necessario aggiungere la dimensione della professionalità:
PASSIONE + PROFESSIONALITA’ = CRESCITA di tutto il nostro movimento”
(Dr. Sandro Morgana – Presidente Calcio Femminile).

Allenamento nel calcio, analisi delle differenze: Antonio Pintus

Allenamento nel calcio

Antonio Pintus è un preparatore atletico professionista, attualmente docente/ricercatore presso la S.U.I.S.M. di Torino.
Ha lavorato presso Juventus FC (’92/’97), Chelsea FC (’98/00), Udinese (2001), Monaco (2002) e presso la Federazione Russa.
Il Dr. Pintus riporta un’analisi relativa alle diverse interpretazioni date al gioco del calcio derivata dalle numerose esperienze internazionali da lui realizzate.

Confrontando quantità e qualità di corse e distanze percorse in partita, il campionato tedesco di massima serie è quello caratterizzato da più elevati valori in termini di distanza percorsa in gara, di intensità e di velocità sub-massimale e massimale.
Queste differenze lo hanno spinto a interrogarsi se ci fosse qualche correlazione tra distanze percorse in gara e punti e posizionamento nelle rispettive classifiche.

La sua esperienza di ricerca porta alla conclusione che in nessun campionato europeo sussista una correlazione diretta tra distanza totale percorsa in una partita e distanza percorsa ad alta intensità e tra il numero di punti/posizione in classifica della squadra in analisi.
Insomma non è per nulla detto che in un confronto tra una squadra “testa di serie” e una di medio-bassa classifica, la seconda percorra più distanze.

Questo sottolinea l’importanza di un lavoro di staff, una stretta sinergia tra preparatore atletico e allenatore, ovvero tra preparazione fisica e organizzazione di gioco. (non è importante correre di più, ma correre “bene”, in modo organizzato – nda).

In una seconda analisi relativa a EURO 2012, sottolinea come le diverse filosofie di gioco (possesso palla prolungato/azioni di gioco rapide) non abbiamo una correlazione significativa con un buon esito (segnatura di una rete).
Il dato più evidente di questa seconda ricerca è il rapporto diretto tra una rapida riorganizzazione difensiva dopo una perdita di possesso (transizione negativa) e il minor numero di reti subite.

Christian Damiano: il calcio nelle differenti culture

Allenamento nel calcio

Inizia la carriera da allenatore nel 1974 alla guida dell’Under-19 del Nizza, dirigendone anche il centro di formazione e assistendo la prima squadra fino al 1983. Dal 1983 al 1986 ricopre l’incarico di allenatore allo Stade Raphaëlois, squadra della terza divisione francese.
Nel 1986 diventa allenatore presso l’institut national du football (INF) di Clairefontaine, contemporaneamente è anche responsabile di ricerca, sviluppo ed esecuzione per la scuola di allenatori francesi [fonte: wikipedia].

Dal 2000 al 2012 circa Christian Damiano opera in diversi club professionisti in Inghilterra e Italia ( Fulham, Liverpool, Southampton, Parma, Juventus, Roma, Inter).
Questa sua grande esperienza internazionale lo induce a effettuare importanti considerazioni tra le diverse modalità delle varie culture di rapportarsi al calcio.

Italia
La ricerca ossessiva del risultato è una prerogativa prettamente italiana; essa porta a un “blocco creativo” dei nostri giovani talenti, ostacolando sperimentazione e improvvisazione.
La pressione sulle squadre giovanili, del tutto simile a quella sperimentata dagli adulti delle prime squadre, fa si che la vittoria “vinca” sempre sulla produzione di un bel gioco.

Inghilterra
Il cultura del calcio è in stretta correlazione con la cultura dello “sforzo”; si lavora decisamente poco sulla tecnica e sull’estrosità e i valori cardine sono:

  • rispetto
  • disciplina
  • intensità di gioco e combattività

L’allenatore è un manager vero e proprio, primo nell’ordine gerarchico del club. E’ molto frequente che il lavoro di campo venga suddiviso e delegato allo staff da lui selezionato.

Francia
E’ stato, insieme alla Spagna, il primo paese in ordine temporale a cominciare una rivoluzione della struttura federale e della propria organizzazione formativa.
Quello che in Italia è “risultato” e in Inghilterra è “sacrificio/fatica”, in Francia è rappresentato dalla “formazione continua” e da una grande attenzione per l’allenamento nel calcio.
La ricerca pilota nasce nel 1991, presso la nuovissima struttura di Clairefontaine, nei pressi di Parigi.
Qui 22 ragazzi di età compresa tra i 16/19 anni hanno svolto 5 sedute a settimana di tecnica individuale della durata di 1 ora, per un anno.
Nel primo gruppo di ricerca c’era, tra gli altri, Thierry Henry.

Il miglioramento tecnico, al termine del periodo di allenamento specifico, era sotto gli occhi di tutti: ciascun calciatore entrava in contatto con il pallone per un numero doppio di volte rispetto al periodo pre-training.

Club Italia: Maurizio Viscidi e la selezione del talento

Allenamento nel calcio

Maurizio Viscidi è responsabile dello Scouting Club Italia giovanili e vice-coordinatore delle nazionali giovanili della FIGC.
Dopo una breve descrizione del posizionamento delle nostre squadre nazionali giovanili nel ranking UEFA ( under 19 – 19°, under 17 – 5°), Mr. Viscidi delinea i principali problemi riscontrati nella formazione calcistica italiana.

  • carenza di ore con il pallone: l’allenamento rimane spesso l’unica forma di gioco del calcio nella vita dei bambini/adolescenti, a differenza di quello che accedeva una ventina di anni fa;
  • 1 contro 1 assente: sono sempre più rari i giocatori in grado di “saltare” l’avversario, imprigionati in dettami tattici volti a non prestare il fianco a pericoli avversari;
  • velocità di passaggio non adeguata: la trasmissione del pallone è un gesto tecnico con caratteristiche precise (veloce e radente), mentre sempre più spesso si vedono passaggi lenti e prevedibili;
  • controllo orientato assente: il primo controllo del pallone, molto spesso, determina il successo/insuccesso di un’azione d’attacco;
  • tecnica di ruolo assente: il mister porta l’esempio della difesa collettiva: sempre più squadre sanno fare raddoppi, diagonali e coperture, mentre quasi nessun giocatore è in grado di difendere in uno contro uno:
  • smarcamento assente
  • pressing assente: il primo obiettivo è non prendere gol, presiedendo lo spazio al di sotto della linea della palla;
  • portiere inattivo in fase di possesso palla: il portiere è scarsamente abituato a giocare con i compagni di reparto in fase di costruzione di gioco;
  • poca “riaggressione”: una volta perso il pallone, la prima occupazione è quella di “rientrare” in difesa.

Criteri di selezione del talento: TIPSS

Mutando i criteri di selezionamento del talento utilizzati in molti paesi, tra cui l’Olanda, Club Italia ha stabilito che a ciascun giocatore deve essere assegnato un punteggio per le categorie:

  • Tecnica
  • Intelligenza
  • Personalità
  • Speed
  • Statura – Struttura

Club Italia fornisce un punteggio sulla cui base i giocatori promettenti vengono classificati e suddivisi in categorie di livello e di interesse: titolare, riserve, da seguire al club, non interessante.


 

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