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“Dal diario di un responsabile tecnico” – Walter Carelli, FC PEDASO 1969

Condividiamo con grande piacere i pensieri, i sogni e le esperienze di Walter Carelli, Responsabile del Settore Giovanile di FC PEDASO 1969, una società sportiva con sede in Provincia di Fermo, nelle Marche Meridionali.
Quando i sogni e le passioni incontrano competenza e formazione nessun limite può essere precluso.
Il calcio ha bisogno di persone che permettano ai nostri giovani calciatori di far sbocciare i loro talenti, che stimolino i ragazzi a inseguire i loro sogni con grande gioia e divertimento.
Il calcio ha bisogno di persone come Walter.

Diario di un Responsabile Tecnico di Settore Giovanile

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L’impegno di responsabile tecnico del settore giovanile di una piccola realtà consiste molto spesso in un incarico di organizzazione e di svolgimento delle pratiche burocratiche. È la figura di riferimento per tutti: dagli allenatori ai genitori, dall’autista dei pulmini fino al custode ed alla signora che si occupa della consegna del materiale ai ragazzi.

L’attenzione all’aspetto tecnico è inevitabilmente posta in secondo piano, non ovviamente per livello di importanza. Anzi spero di essere valutato quasi esclusivamente per la crescita dei nostri piccoli calciatori.

Considerando che sono alla mia prima esperienza ho preferito avere un approccio morbido nell’interpretare il nuovo ruolo.
Nessun diktat a società o mister, anzi a quest’ultimi ho lasciato ampia libertà nel pianificare il proprio lavoro.
Sia perché al termine della stagione saranno giudicati su quanto fatto e soprattutto perché così pure io posso “rubare” dai loro metodi.

Responsabile tecnico

Ad ognuno sono stati consegnati gli obiettivi da raggiungere e presentato un allenamento tipo.
Per l’Attività di Base la seduta è incentrata sul gioco. La struttura ideale prevede la ricerca dell’obiettivo dominante (e dei secondari) attraverso la sequenza gioco iniziale-esercitazione-gioco centrale-situazione-gioco finale.
Il gioco (partita libera o a tema ma anche, ad esempio, l’interpretazione calcistica di vecchi passatempi tipo “Un due tre…stella”, “Palla avvelenata”, “Rubabandiera”, etc.) regala emozioni e le emozioni aiutano ad apprendere con più facilità.

Per il settore giovanile lo scopo è di ricreare in settimana quello che accade in partita. Un lavoro funzionale ed integrato. Tutte le proposte inducono il ragazzo a “Vedere-Pensare-Eseguire”.

Un programma ambizioso ma realizzabile, così come attuabile è la creazione di una filosofia comune del club. Una sorta di “stile Pedaso”. Dai Piccoli Amici fino agli Allievi, le nostre squadre devono essere educate (consegnato ad ogni ragazzo un decalogo di comportamento) e debbono tentare di fare la partita.
Giocare la palla da dietro con coraggio, senza lasciarsi condizionare dal rischio di subire reti. Certo allontanarla sempre è più facile ma si impara poco.

Il fine principale che ci proponiamo è di aiutare i ragazzi a formarsi, come persone e come giocatori. Non dobbiamo vincere i campionati né creare calciatori ma aiutare ogni nostro tesserato ad esprimere il proprio talento. Che lo potrà far giocare in Terza Categoria o in Serie A, l’importante che sfrutti tutte le sue qualità.

Responsabile tecnico

La mia mano si dovrebbe vedere solamente nel controllo che quanto pensato venga effettivamente messo in pratica. Anche se poi qualche idea personale l’ho voluta introdurre. Anzitutto le riunioni periodiche tra tecnici che puntualmente termineranno con un ricco momento conviviale. Anche i mister devono fare squadra.

Agli allenatori, ognuno dei quali ha la responsabilità del suo gruppo, ho chiesto la disponibilità ad eventuali interventi in formazioni diverse. Con lo stesso criterio è stata inserita la figura del collaboratore tecnico trasversale.

L’allestimento di un profilo Facebook, poi, è importante sia per rafforzare il senso di appartenenza dei ragazzi che per avvicinare le famiglie alla società.
Con i genitori sono stati predisposti incontri prima dell’inizio dell’attività e speriamo di ripeterci durante la stagione.
Abbiamo distribuito un foglio con diritti e doveri ma più di ogni altra cosa spiegato che li vogliamo protagonisti del nostro progetto. Per il bene dei loro figli.

E poi ci sono i sogni.
Come quello di portare a tre le sedute settimanali per tutte le categorie e l’altro, più probabile, di predisporre una sala video.Per guardare insieme qualche partita o per rivedere le nostre.
Anche le piccole realtà, non professioniste, debbono ricercare la professionalità.


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