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Come allenare il tiro in porta

La finalizzazione è il gesto tecnico risolutore di un’azione, la carta d’identità di ogni grande attaccante.
E’ un abilità tecnica sport-specifica che coinvolge molteplici aree:

  • una dimensione tecnico/motoria, determinata dalla qualità di esecuzione del gesto tecnico stesso e dal livello di coordinazione raggiunto;
  • una dimensione psicologica,  correlata alla percezione del rischio, al coraggio, alla paura dell’errore e/o del fallimento;
  • una dimensione cognitiva/percettiva, in relazione alla capacità di presa di decisione, di problem solving e di analisi dei dati provenienti dall’ambiente.

Allenare il tiro in porta significa controllare queste variabili per creare sedute di allenamento coerenti e funzionali, efficaci per sviluppare davvero la capacità in questione.

Come creare sedute di allenamento propedeutiche al miglioramento della finalizzazione?

Come allenare il tiro in porta in una seduta di allenamento Globale – Analitico – Globale?

Come si diventa un grande attaccante?

Colpo di testa, acrobazia, finta e dribbling: gli strumenti di un grande attaccante

Conclusione di prima intenzione, tiro al volo, finalizzazione da vicino e da lontano.
Robert Lewandowsky, classe 1988, è un cecchino infallibile qualsiasi, gesto tecnico scelga per attaccare la porta avversaria.

Cresce nel piccolo club del Delta Varsavia, prima di entrare, nel 2005, nelle giovanili del Legia Varsavia.
Nel 2006 passa allo Znicz Pruszków, nella Terza divisione Polacca, dove con 15 reti contribuisce in modo decisivo alla promozione della squadra, laureandosi anche capocannoniere del campionato.
La stagione seguente, in Seconda divisione, è ancora top scorer della categoria, con 21 reti totali.

Allenare il tiro in porta

L’11 giugno 2010 viene acquistato a titolo definitivo dai tedeschi del Borussia Dortmund, con cui firma un contratto quadriennale.
Segna il primo gol in Bundesliga il 19 settembre 2010 nella trasferta contro lo Schalke 04 (1-3).
Il giocatore polacco riesce ad inserirsi molto bene nel gruppo di Jürgen Klopp e inizia a segnare con regolarità diventando una pedina fondamentale della formazione capolista in Bundesliga.

Come allenare il tiro in porta

Lewandowski conclude la stagione vittorioso con il Borussia Dortmund segnando 9 goal (8 in campionato e 1 in Champions) in 43 partite (33 in campionato, 2 in coppa e 8 in Champions) – spesso entrando a partita in corso – e si rivela uno dei migliori talenti della squadra tedesca.

Come allenare il tiro in porta

Il 4 Gennaio del 2014 passa al Bayern di Monaco segnando 34 reti fino a ora.
Il 22 settembre 2015, nella partita vinta per 5-1 contro il Wolfsburg all’Allianz Arena, segna tutte e cinque le reti della sua squadra in soli nove minuti di gioco (tra il 51º ed il 60º), dopo essere entrato dalla panchina ad inizio secondo tempo, stabilendo così il record tedesco per la cinquina realizzata più velocemente da un singolo giocatore [wikipedia].

Analisi di un campione

Come allenare il tiro in porta

Robert Lewandowsky ha indubbiamente delle qualità fuori dalla norma, delle capacità superiori che gli permettono di comprendere la situazione prima del proprio marcatore, in modo da anticiparlo rapidamente e finalizzare a rete.

La sua evoluta comprensione dei tempi e degli spazi di gioco gli permettono sempre di trovarsi nel “posto giusto, al momento giusto” per poter entusiasmare il pubblico con la sua gestualità tecnica straordinaria. Riceve e analizza i dati sensoriali provenienti dall’ambiente (problem solving) e attua strategie e azioni rivolte a superare il momento difficile.

Vede la porta come solo i grandi attaccanti sanno fare: la finalizzazione nelle differenti modalità rappresenta la sua capacità più importante.

Allenare il tiro in porta con Mental Football

Finalizzazione, tempi di gioco, traiettorie e problem solving: capacità cognitivo/percettive che Mental Football ha trasformato in obiettivi di crescita per giovani calciatori.

Ogni seduta di allenamento Mental Football si poggia su tre elementi essenziali:

  1. la scelta dell’obiettivo cognitivo di seduta e i parametri ( categoria, spazio disponibile, numero partecipanti, mezzo tecnico da impiegare);
  2. la struttura di allenamento Globale – Analitico – Globale
  3. l’utilizzo delle migliori esercitazioni propedeutiche all’obiettivo selezionato, adottando una comunicazione adeguata.

Qui di seguito una proposta di allenamento per Scuola Calcio.

Esercitazione Globale – 3contro1 + 1 a tre porte

Descrizione.
Spazio di gioco di metri 25×20 circa.
Tre giocatori arancioni devono cercare di fare goal nella porta difesa da un portiere, evitando l’opposizione dei due difensori verdi: uno è in posizione “classica” di difesa, l’altro arriva alle spalle, in leggero ritardo.
L’esercitazione comincia con il difensore che trasmette il pallone alla squadra in attacco: non appena la palla rientra nello spazio di gioco, i due difensori si attivano.
E’ una situazione di 3contro1 + 1 difensore in ritardo; se la difesa rientra in possesso della palla, può fare gol in una delle due porte avversarie.
Al termine della prima manche si invertono i ruoli; vince la squadra che segna più reti.

Feedback e comunicazione.
L’attenzione del formatore può essere focalizzata sulla rapidità di risoluzione del problema, in quanto la molto vantaggiosa situazione di disparità numerica (3contro1) è temporanea, in quanto è in arrivo velocemente il secondo difensore.
Feedbacks e correzioni devono essere rivolti all’obiettivo principale di seduta, con particolare risalto dato alle diverse modalità di percezione e di risoluzione dei possibili 2contro1 che si presentano.
La rezione alla perdita del possesso deve essere immediata, in quanto la squadra in difesa ha il compito di portare un attacco veloce.

Esercitazione Analitica – “Wave shooting”

Descrizione.
Spazio di gioco d metri 30 per 20 circa.
Tre sagome vengono posizionate al limite dell’area di rigore verso cui si finalizzerà: una centrale, in corrispondenza della lunetta e le altre due a qualche metro dal vertice. A qualche metro da loro, vengono posizionati i segnalatori rappresentanti il punto di partenza dei tra gruppi.
Esaminando l’esercitazioni immaginando di guardare frontalmente la porta, il primo gruppo sarà quello di sinistra, il seconodo quello in mezzo e il terzo a sinistra.
Il primo partecipante del primo gruppo punta la sagoma, esegue una finta e tira in porta; il secondo punta a sua volta la sagoma, ma la supera con un uno-due con il compagno che aveva appena tirato. Dopo la seconda conclusione, parte il calciatore del terzo gruppo che, dopo aver superato anch’egli la sua sagoma con l’aiuto del primo, effettua un cross per entrambi i giocatori.
E’ possibile proporre questa esercitazione in forma di gara: tra squadre o tra singoli.

Feedback e comunicazione.
Esercitazione analitica propedeutica al miglioramento dell’abilità di finalizzazione del giovane calciatore, in quanto gli si chiede di effettuare il tiro in porta in più modalità.
L’attenzione del formatore può essere concentrata sulle diverse tecniche utilizzate per il tiro in porta (precisione, potenza, al volo), ma soprattutto su alcuni aspetti cognitivi di grande importanza: il posizionamento corretto del giocatore in “appoggio” all’uno-due, oppure l’occupazione complementare dello spazio da parte dei due attaccanti sul cross.
Si può decidere il “palo” da attaccare, secondo schemi prefissati, oppure lasciare la libertà d’azione e di decisione ai due attaccanti, in modo tale che si organizzino in modo autonomo.

Esercitazione Globale – Possesso 4contro4 per finalizzazione

Descrizione.
Spazio di gioco di metri 12×20 circa.
All’interno del rettangolo di gioco si verifica una situazione di 4contro4; dopo “N” passaggi, la squadra in possesso palla può cercare di segnare un goal nella porta adiaciente, difesa da un portiere.

Feedback e correzioni.
L’occupazione funzionale dello spazio agevola il mentenimento del possesso del pallone, permettendo di finalizzare l’azione di gioco.
Feedback e correzioni del formatore devono essere inerenti allo sviluppo di una corretta ed efficace rappresentazione spaziale.

Pensa come sarebbe bello poter fare tutto questo direttamente dal tuo smartphone…
Selezionare il tuo obiettivo di seduta e i tuoi parametri per poi scegliere TU STESSO le esercitazioni più adatte alla tua squadra in pochi secondi!

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5 Responses
    1. Il tiro in porta rappresenta il momento conclusivo dell’azione; è il gesto tecnico che ha la possibilità di ricompensare tutto lo sforzo fatto dalla squadra nell’elaborazione e nella messa in atto della strategia di attacco.
      E’ di conseguenza possibile che il calciatore che si appresti a tirare in porta possa percepire un’elevata aspettativa da parte dei compagni e un’eccessiva paura del fallimento.
      Naturalmente il timore dell’errore e del fallimento sono correlati a caratteristiche personali.
      La componente psicologica è allenabile utilizzando una comunicazione adeguata, che preveda l’accettazione dell’errore in quanto occasione di crescita e non fallimento dell’individuo.
      Feedback e correzioni, opportunamente impiegati, incrementano autostima e autoefficacia.

  1. Francesco

    Ciao a tutti….alleno pulcini terzo anno,qualcuno mi può proporre esercizi per la rapidità? ho più della metà gruppo carente…preferirei video,o al massimo immagini dettagliate…grazie!

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