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Come scegli la squadra di tuo figlio

Eccoci qui.
Una stagione è appena terminata e già di nuovo le famiglie sono chiamate ad apporre la propria firma sul cartellino del giovane calciatore, per poter effettuare il tesseramento per la stagione 2015/2016.

Come si inizia a giocare a calcio? Qual è la squadra più giusta per il piccolo campione? Qual è l’ambiente migliore per permettergli di sviluppare a pieno le sue potenzialità mentali, fisiche, tecniche e relazionali?

Quali sono gli elementi imprescindibili per garantirgli competenza, divertimento e una corretta crescita?
Quali sono le regole del gioco (conteggio dei punti, arbitraggio, numero dei partecipanti)? In quale modo ci si può avvicinare all’attività sportiva del piccolo senza creare ansie, pressioni ed elevate aspettative?

Cos’è la “carta dei diritti del giovane calciatore”? Qual è il vero obiettivo della Scuola Calcio? Cos’è e a che cosa serve il “Comunicato Ufficiale Numero 1”?

Quanto incide “l’allenatore/formatore” nel percorso del futuro campione?

Riassumendo, procediamo con ordine.


Settore Giovanile e Scolastico – Comunicato Ufficiale Numero 1

Il Comunicato Ufficiale Numero 1 del Settore Giovanile e Scolastico è una sorta di “circolare” che viene emessa all’inizio di Luglio e che contiene le linee guida entro cui strutturare le attività per la stagione sportiva successiva.

La prima parte è dedicata alla “carta dei diritti del giovane sportivo”, una sorta di memorandum etico, che dovrebbe caratterizzare l’intero percorso formativo; essa si poggia su principi fondamentali promossi e condivisi da FIFA e UEFA che sostengo che il bambino abbia:

  • il diritto fondamentale di divertirsi, di giocare e di fare sport;
  • il diritto di beneficiare di un ambiente sano, di essere seguito da persone competenti;
  • il diritto di cimentarsi con suoi pari, di partecipare ad allenamenti adeguati alle sue capacità e ai suoi ritmi;
  • il diritto di praticare sport in assoluta sicurezza, di avere i giusti tempi di riposo e diritto di non essere un campione a tutti i costi.

Secondo il pensiero UEFA (e non solo), il calcio è uno sport collettivo e situazionale che veicola valori etici e sociali fondamentali per il vivere comune e per lo sviluppo di un senso di appartenenza sociale e di rispetto e tolleranza per la diversità.
Il calcio è un gioco creativo, dinamico, semplice e onesto; è uno sport che genera amicizia, altruismo e condivisione. E’ un’attività ludica che proviene dalla strada, ha connotazioni e origini popolari e deve essere proposto con attività variabili e complementari che stimolino la variabilità motoria e cognitiva.

La Federazione delinea ogni anno le caratteristiche che le “competizioni” devono avere per poter essere lecite e condivise da tutto il movimento; essa stabilisce parametri spazio-temporali che creano il contesto in cui ciascuna squadra è chiamata a giocare.
Conoscere è sapere; qui è possibile trovare tutte le indicazioni relative allo spazio, al tempo, alle regole di gioco e molto altro ancora (Regole, Tempi e Spazi di Gioco).

Il calcio è formazione, crescita, condivisione, rispetto, valori e amicizia: fin qui, non si parla di risultato.


Squadra, allenatore e Società

Squadra Trapattoni

Naturalmente l’inizio dell’attività sportiva del giovane calciatore deve essere un momento di festa per tutta la famiglia e non deve generare complicazioni e/o difficoltà di sorta.
Molto spesso il piccolo sportivo inizia a giocare nella società di calcio più vicina alla sua abitazione, questo per agevolazioni legate al tempo, al trasporto e alla conoscenza personale.

Altre volte, invece, alcuni genitori cercano di “far entrare” il proprio figlio in società dilettantistiche considerate “di livello”, spesso sulla base dell’abilità tecnica degli altri componenti del gruppo squadra o considerando i “risultati” ottenuti dalla squadra stessa nella precedente stagione.

Pochi, solo alcuni genitori “illuminati” si preoccupano di conoscere le metodologie di lavoro di una società di calcio e, di conseguenza, dei formatori che in essa operano.
Il formatore rappresenta l’unica vera discriminante per una selezione intelligente, consapevole ed efficace della prossima squadra per il piccolo calciatore.

L’allenatore/formatore è colui che permette alla sua squadra di sviluppare i talenti e le capacità racchiuse in ciascuno dei suoi giovani componenti; il bambino ha bisogno di un ambiente sereno, sano e tranquillo in cui sperimentare le proprie abilità, senza temere l’eventuale e probabile fallimento.

L’errore deve essere tollerato, così come la sconfitta, in quanto parte indispensabile del processo di crescita e di formazione; il buon formatore lascia pazientemente sbagliare il propri “alunni”, in attesa che ciascuno di loro crei la sua soluzione a problemi di gioco in modo autonomo e indipendente.
Egli è in grado di utilizzare strategie di comunicazione adatte all’età dei suoi giocatori, rende la seduta di allenamento un gioco in cui apprendere nozioni fondamentali per il calcio, per lo sport e per la vita.

Le migliori società utilizzano “allenatori/formatori” competenti, formati e costantemente aggiornati, che permettono lo sviluppo di Autostima ed Autoefficacia dei piccoli sportivi.


La Squadra Mental Football

Squadra Mental Football

Noi crediamo che la formazione sia alla base di tutto: non è possibile essere il leader di una squadra senza conoscere le poche regole base della comunicazione interpersonale.
Un allenatore determinato e vincente comunica in modo efficace i propri contenuti e le proprie idee alla sua squadra, permettendole di crescere e di evolversi.

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