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Come si forma un portiere?

Stefano Borla, prima di essere un efficace e competente “formatore di portieri”, è un grande amico dello staff di Mental Football: in anni di dedizione e lavoro ha sviluppato tecniche di perfezionamento e una filosofia decisamente affine e complementare alle nostre idee.

La mente viene prima di tutto; la percezione e l’analisi del contesto anticipa la decisione e l’azione motoria volontaria che caratterizza il gesto tecnico efficace: la parata che decide il risultato.

Il portiere è un ruolo unico, “pesante”, carico di responsabilità, ma ricco di gioie e sacrifici; al portiere si richiede di farsi trovare “pronto”, dopo lunghi momenti di inattività.
In pochissimi istanti deve essere in grado di prevedere la traiettoria aerea del pallone, di ridurre al minimo il tempo di reazione, di decidere e di agire: non c’è una seconda possibilità.

Essere un portiere vuol dire convivere con l’errore, “im-parare” a trasformarlo immediatamente in un’occasione di crescita e di apprendimento. Mutuando le parole di Stefano, fare il portiere significa “essere consapevoli di incidere, nel bene e nel male, sul risultato di una gara”, fin da piccolini i nostri giovani “numeri uno” hanno necessità di capire che “prenderanno molti gol e che ognuno di essi sarà prezioso e fondamentale per la loro crescita“.

La metodologia di “lavoro” di Stefano e di Marco (Roccati, ex portiere professionista) è assolutamente affine alla nostra idea di crescita e formazione; le esercitazioni da loro utilizzate sono coerenti con le esigenze dal ruolo e sono veramente propedeutiche allo sviluppo omogeneo del giovane atleta.

Attraverso proposte di lavoro “psicocinetiche” sollecitano la percezione degli stimoli visivi, riducono il tempo necessario all’attivazione motoria, alla presa di decisione e alla produzione di azioni stimolo-correlate.

Per questo motivo invito tutti i “numeriUno” a partecipare alla XIII edizione di UNOCAMPstage estivo per numeri UNO, dal 29 Giugno 2015 al 03 Luglio 2015, in provincia di Torino: calciomentale@gmail.com per info e costi.

Ecco qualche domanda per Stefano.


Chi è il portiere?

Stefano Borla - formare i portieri
Stefano Borla – formare i portieri

Nel calcio moderno, il portiere deve ormai essere un atleta straordinario sotto tutti i punti di vista: tecnico, tattico e fisico.La caratteristica che ritengo però debba essere altresì di livello assoluto è la “testa”: deve essere quindi “mentalmente” dotato con una elevata “rapidità mentale” per saper fronteggiare in maniera adeguata per tempi e mezzi tecnici, alle molteplici sollecitazioni a cui è sottoposto durante una gara: la capacità di anticipazione, trovare quindi soluzioni il prima possibile è e deve far parte del DNA del portiere moderno.


Cos’è la partita?

La partita è un evento imprevedibile, dove si possono susseguire situazioni e circostanze nuove in ogni momento ed il portiere deve essere bravo ad interpretare ed reagire in tempi rapidissimi: naturalmente questa risposta deve essere idonea alla richiesta dal punto di vista fisico e tecnico.
Ecco quindi la necessità di ampliare il più possibile il bagaglio di nozioni del portiere: oltre alla tecnica, alla tattica ed alla preaparazione fisica, ci deve essere una “preparazione mentale”.


Perché allenare il portiere con la Psicocinetica?

In questi anni di professione ho sviluppato la convinzione che l’imprevedibilità e di conseguenza la “tensione” della gara siano spesso di difficile riproduzione durante l’allenamento. Ho ritenuto che l’utilizzo delle esercitazioni psicocinetiche siano molto importanti per allenare l’attenzione del portiere, lo aiutino a mantener alta la “lettura” delle situazioni che capitano in partita.
Questo perché se pur ovviamente facente parte del DNA del ruolo, deve essere allenata e stimolata contemporaneamente alla tecnica, alla tattica ed alla preparazione atletica.


Quando utilizzarla?

In ogni seduta di allenamento vi è l’utilizzo della psicocinetica attraverso la continua creazione di esercitazioni differenti che chiaramente devono contemplare l’atleta che si ha di fronte ed il periodo della proposizione. Non bisogna mai perdere di vista l’obiettivo, qualunque esso sia: tecnico, tattico o fisico.
La psicocinetica è un mezzo che va utilizzato per l’allenamento della “mente”, ma non deve distrarre dall’esecuzione del gesto tecnico.
Le esercitazioni devono partire dal semplice ed arrivare al complesso, così da permettere al portiere di acquisire una certa esperienza che potrà essere rieseguita automaticamente in partita.


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