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Come vincere un torneo nella Scuola Calcio

Vincere non è importante: è l’unica cosa che conta“.

I bambini non giocano per partecipare, giocano per vincere; che si tratti di una finale di un torneo o di una semplice “gara a chi arriva primo”, il giocare a competere è insito nel bambino.
Quando facevo ” a chi arriva primo al portone”, non mi è mai capitato di voler arrivare secondo, o terzo, o quarto; poi casomai arrivavo ultimo, ma, messo in conto qualche veloce e pungente “sfottò”, la sconfitta non si è mai trasformata in un dramma.

Vincere è sicuramente meglio che perdere: ne sanno qualcosa i gestori dei sempre più numerosi “centri per scommesse” che sfruttano al meglio la breve estasi della vittoria come giustificativo principale dei loro importanti fatturati.

Se la vittoria è successo, la sconfitta non è fallimento, almeno dal punto di vista del bambino; per il giovane sportivo, la vittoria non è altro che uno soltanto degli esiti possibili di un gioco, così come lo è la sconfitta.
Vittoria e sconfitta sono il punto di arrivo di un viaggio, il cui divertimento è rappresentato dal viaggio stesso: in qualsiasi caso il bambino non smetterà di giocare sulla base del risultato ottenuto, a meno che non faccia intrusione l’invadente pensiero “adulto“.

Mutuando le parole di un saggio contemporaneo, la sconfitta è un errore agli occhi del adulto; l’errore è la palese manifestazione del fallimento di un uomo: di conseguenza perdere, sbagliare, commettere un errore sembra voler comunicare in modo inequivocabile il messaggio “sei un fallito”.

Per il bambino, l’errore non è altro che una nuova occasione per giocare e per, possibilmente, fare meglio di quanto sia stato fatto.
Trasferire nel giovane sportivo la concezione adulta della sconfitta (e di conseguenza dell’errore) può arrecare danni irreparabili al processo di crescita e di apprendimento; gli individui, così come gli animali, sono sensibili al processo di feedback e di rinforzo/punizione.

Come facilmente intuibile, tutti desideriamo ricevere apprezzamenti (rinforzi positivi), piuttosto che punizioni; se l’errore è connotato come fallimento, il nostro piccolo calciatore interromperà la sperimentazioni di tutti questi gesti, quelle strategie e quelle azioni di cui ancora non conosce con certezza il possibile esito; egli ripeterà semplicemente i comportamenti di cui si sente sicuro e padrone, in modo da avere maggiori possibilità di evitare l’errore e il fallimento che ne consegue.

Se un bambino teme l’errore a causa dell’invasione del pensiero adulto, allora limiterà il suo agire su percorsi noti e sicuri, interromperà la sperimentazione non potendo così conoscere ed esplorare a fondo il suo pieno potenziale.

Pensare prima di agire è un accorgimento fondamentale, soprattutto se si parla di formazione.


Vincere davvero.

Sbagliare per vincere - M.Jordan
Sbagliare per vincere – M.Jordan

In questa nuova prospettiva, vincere “in” un torneo diventa un obiettivo molto più facile da raggiungere, slegato dal semplice resoconto del tabellino di gara.
Se vincere significa avere la possibilità di sbagliare, di sperimentare, di crescere allora la vittoria diventa davvero alla portata di tutti.

La partita di un torneo diventa un momento di verifica in cui provare a utilizzare tutto quello che si è appreso durante gli allenamenti settimanali.

La vera vittoria è nella metodologia di allenamento, nell’abilità e coerenza del formatore che utilizza esercitazioni adatte a sviluppare veramente tutte le potenzialità dei giovani calciatori attraverso una comunicazione efficace.

Vincere significa formare e formarsi; il percorso formativo è costellato di errori, ma è davvero l’unica strada per raggiungere il successo.

“Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena e altre diciassette volte l’ho fatto a meno di dieci secondi dalla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri.
Ho perso quasi trecento partite, trentasei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato.
Nella vita ho fallito molte ed è proprio per questo che ho vinto tutto” [Michael Jordan]


Come vincere allenando le abilità cognitive.

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