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Il meraviglioso mondo di Xavi Hernandez

Il punto

Da Wikipedia:
Xavier Hernández Creus, meglio conosciuto come Xavi (Terrassa, 25 gennaio 1980), è un calciatore spagnolo, centrocampista del Barcellona di cui è capitano.
Con la Nazionale spagnola ha conquistato l’Europeo 2008 e 2012 e il Mondiale 2010 mentre con il Barcellona ha vinto 3 Champions League e 2 Mondiali per club. Rientra inoltre nella ristretta cerchia dei giocatori ad aver disputato almeno 1000 partite in carriera.
Giunto terzo nell’ultima edizione del Pallone d’oro, ha collezionato altri due terzi posti nelle prime due edizioni (2010 e 2011) del nuovo Pallone d’oro FIFA.
Con 22 titoli conquistati – sette campionati spagnoli, sei Supercoppe di Spagna, due Coppe del Re, tre UEFA Champions League, due Supercoppe UEFA e due Mondiali per club – è il calciatore più decorato della storia del Barcellona.


Caratteristiche tecniche

Ricopre la posizione di regista di centrocampo: grazie alle notevoli visione di gioco e precisione nei passaggi, all’abilità nel palleggio in spazi stretti, alla capacità di eseguire finte di corpo per anticipare i tentativi degli avversari di sottrargli il pallone, e a quella di fornire assist ai compagni, è considerato uno dei più forti al mondo nel suo ruolo.

La sua grande visione di gioco è data dalla predisposizione (o abitudine) di guardarsi intorno (di lato, alle spalle) continuamente, prima di ricevere il pallone; questa attitudine gli permette di conoscere perfettamente le posizioni dei compagni e degli avversari.

Xavi
Percezione dello spazio a 360°

Qui Xavi vede (girando la testa) lo spazio libero alle sue spalle e velocemente corre a occuparlo in modo da poter ricevere agevolmente la palla dal suo compagno.

Xavi
Controllo orientato e copertura della palla

In questa situazione, egli vede il giocatore del Real Madrid avvicinarsi velocemente alle sue spalle e controlla la palla in modo da proteggerla e da poter saltare l’avversario con un tocco soltanto.

Xavi
Ancora spazio vuoto…

In questo nuovo momento di gara, Xavi trova ancora “spazio vuoto” da occupare, per poter ricevere agevolmente il pallone da Iniesta e controllarlo senza ricevere un’immediata pressione da parte di uno o più avversari.

Questi sono solo alcuni esempi: nel video che segue potrete apprezzare interamente le immense capacità tecniche, cognitive e percettive di Xavi Hernandez.


Xavi e Mental Football

Xavi
Visione di gioco e Percezione dello spazio a 360°

Xavi si guarda alle spalle; Pirlo si guarda alla spalle. Può essere un atteggiamento innato per alcuni, ma è un elemento che contraddistingue tutti i grandi campioni.
Forse giocando ad alti livelli, con tempi e spazi sempre più ristretti, “guardarsi attorno” è una manifestazione dell’istinto di sopravvivenza: per evitare di venire sopraffatti, forse è meglio conoscere a fondo l’ambiente circostante e le variabili coinvolte nel gioco.

Noi di Mental Football pensiamo che sia fondamentale stimolare il giovane calciatore ad abituarsi a percepire l’ambiente a 360° sempre, fin dai primi passi.
Certamente le proposte di gioco e di allenamento devono essere relazionate all’età dei partecipanti: in forma ludica e multidisciplinare per i più piccoli e in forma più sport-specifica per i più grandicelli.

Guardarsi attorno significa rappresentare internamente lo spazio di gioco; vuol dire fare delle inferenze sui movimenti, sulle intenzioni e sulle strategie condivise con i propri compagni o per intuire e prevedere le azioni avversarie.

Vedere è potere. Questa è una nostra proposta.


L’inseguitore deve cercare di prendere chi riceve  il pallone prima che questi oltrepassi la linea di meta, ma ha un percorso leggermente più lungo da fare. Chi riceve il pallone deve guardare la direzione di provenienza e controllare il pallone in modo da trovarsi il più lontano possibile da lui.
Nella prima parte, l’avversario proviene “frontalmente”, nella seconda arriva alle spalle.

Le esercitazioni Mental Football hanno il valore di “proposte e spunti“. Siamo totalmente convinti che da una proposta di esercitazione “discreta” possano nascere, grazie all’esperienza di ciascuno, moltissimi “ottimi” nuovi allenamenti.
Condividere è la chiave del successo.

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