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Performance e Pianificazione

Come prevedere una buona performance?

Pianificazione Settimanale
Training Settimanale

Quante volte ti è capitato di commentare soddisfatto l’operato della tua squadra, al termine di un’ottima prestazione?
Quante volte, invece, ti sei soffermato deluso per ricercare le cause di una performance non proprio brillante?

E’ fuori di dubbio che una buona prestazione sia inesorabilmente legata allo stato di forma della squadra e dalla tipologia e dai carichi delle sedute di allenamento svolte in settimana.

Nelle società professionistiche, anche se non sempre, gli allenamenti sono monitorati da uno staff che ne valuta le caratteristiche e che utilizza competenze e tecnologie raramente disponibili a tutti coloro che operano nel grande universo dei dilettanti.

Eppure anche i giovani dilettanti, che ricordiamo essere la stragrande maggioranza dei praticanti il nostro sport, ricercano la prestazione, intesa come obiettivo di crescita; anche i giovani dilettanti sudano, si allenano, fanno sacrifici per raggiungere le loro mete.

Forse lo si fa con meno competenze rispetto ai professionisti, sicuramente si opera con meno risorse economiche, ma la passione con cui ci si applica non ha nulla a che invidiare a realtà più blasonate.

Ci siamo chiesti: è possibile creare uno strumento semplice, efficace e soggettivo (non avendo strumenti tecnologici a disposizione ricercare l’oggettività è una chimera) da mettere a disposizione ad allenatori, formatori e addetti ai lavori?

In quale modo è possibile aiutarli a fornire un servizio più funzionale?
Se è vero che “come ci si allena, poi si gioca”, la prestazione della domenica è necessariamente in relazione a quanto fatto, e come lo si è fatto, in settimana.


La “fatica” e l’indice di Borg

Scala di Borg
Scala di Borg

Secondo Metodo Calcio,
“Uno degli obiettivi principali dell’allenatore, del preparatore atletico e dell’interno staff tecnico e medico è quello di ottimizzare la performance (seguendo i principi dell’allenamento) attraverso l’efficace somministrazione di stimoli, nel binomio qualità-intensità, che favoriscano un ottimale sviluppo/recupero”.

La scala di Borg, deve il suo nome al suo ideatore, il Dr. Gunnar Borg che intorno agli anni 50′ introdusse per primo il concetto della percezione dello sforzo.

Borg scelse una serie di 15 numeri crescenti (dal 6 al 20) e li mise in relazione con i valori della frequenza cardiaca durante uno sforzo fisico. In particolare il valore più basso della scala (il 6) corrisponde idealmente a 60 battiti al minuto, mentre il valore più alto (20) corrisponde ad una frequenza cardiaca di 200 bpm.

Come abbiamo detto la scala di Borg è un semplice metodo per valutare la percezione dello sforzo e può essere utilizzata sia in campo sportivo che medico. [fonte: Scala di Borg]

Praticamente è possibile chiedere di valutare l’allenamento, o la singola esercitazione, a tre giocatori della squadra opportunamente selezionati, sulla base della scala. Tale selezione può essere random o, meglio ancora, può essere effettuata prendendo tre giovani atleti di “prestanza” differente.
I tre scelti saranno i riferimenti fissi per tutta la durata della stagione.


La settimana del calciatore

Planning settimanale
Planning settimanale

Ipotizzando una struttura settimanale basata su tre allenamenti, possiamo ragionevolmente prevedere una prima seduta dedicata alla “resistenza aerobica“, una seconda in cui si sviluppi un lavoro di “forza” e una terza in cui l’obiettivo “condizionale” è in relazione all’allenamento della “velocità“.

Ciascun allenamento sarà caratterizzato da “carichi di lavoro differenti”, in stretta relazione con gli obiettivi di “cognitivo/percettivi” stabiliti dal formatore/allenatore.

Al termine della seduta di allenamento, dopo la doccia, è possibile chiedere agli individui “campione” di dare una valutazione soggettiva del carico interno sulla base dell’indice di Borg e di annotarlo opportunamente.


La proposta Mental Football

Pianificazione e Performance
Pianificazione e Performance

La nostra ipotesi di “pianificazione e prestazione” della settimana prevede una valutazione soggettiva degli individui “campione” del carico delle sedute di allenamento, in riferimento alla scala di Borg.
Tale valutazioni soggettive vengono poi messe in relazione con il valore della performance, dato dagli addetti ai lavori (a esempio, una media tra la valutazione della gara dell’allenatore con quella del preparatore atletico).

L’esito della prestazione è decisamente soggettivo e caratterizzato da parametri di valutazione decisi dall’allenatore: ciascun coach stabilisce in modo autonomo quale siano i canoni di una prestazione buona, o di una insufficiente.

Tale valore “medio” è espresso in centesimi ed è moltiplicato per un coefficiente proporzionale al valore dell’avversario: difficile ( si moltiplica il valore per 1.2) oppure facile (si moltiplica per 0.8).

La figura rappresenta tre sedute di allenamento (settimana 2), caratterizzate da tre valutazioni (10/15/14, secondo scala di Borg), che hanno portato a una prestazione contro un avversario “difficile”, valutata dallo staff in 52/100.

Dopo qualche settimana di analisi delle sedute di allenamento e di valutazioni delle performance, forse è possibile stabilire una relazione causale tra le due componenti sia a breve termine (arrivare in forma la domenica successiva), che a lungo termine (prepararsi per un impegno importante).

Se poi viene condivisa la strutturazione di seduta Globale-Analitico-Globale, è possibile ottenere un valore indicativo del carico di ciascun esercizio.


Questo articolo rappresenta unicamente uno “spunto di riflessione“, una serie di piccoli/grandi interrogativi rivolti agli addetti ai lavori, per cercare di facilitare l’operato di tutti coloro che, tra mille difficoltà, cercano di strutturare l’attività sportiva di giovani dilettanti.

Ogni proposta, critica, commento, sperimentazione, rappresenta un’occasione di crescita per tutto il nostro movimento.

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2 Responses
  1. oscar spina

    Io ho l’attestato di istruttore CONI e collaboro con lL Legino calcio quartiere di Savona Società che collabora con il Genoa per intenderci e ‘la società’ dove ha mosso i primi passi il Faraone(il Legino) la leva e’ il 2003 .Facciamo 3 all. Alla sett. Mart giov ben. Il giovedì abbiamo 1’ora con il prep.atletico facciamo esercizi coordinativi, addominali piegamenti sulle gambe scaletta corsa con il pallone . poi partitella. La mia domanda e’ : e’ giusto fare questi esercizi anche al venerdì prima della partita del sabato? e a questo punto della stagione sono giusti?

    1. Luca Filograno

      Ciao Oscar!
      Ti incollo la risposta del nostro “prof.” Edoardo Fogli!
      “Esercizi coordinativi con scalette e quant’ altro è opportuno farli il venerdì, se li si fanno per rapidità. Personalmente sconsiglierei esercizi di forza a secco fino ai 13-14 anni e anche qui soprattutto per ginocchia e colonna starei molto attento. Detto questo carichi di forza, magari funzionale, quindi 1 vs 1, esercizi per il contrasto, la difesa della palla, per l’ equilibrio ecc si possono fare (meglio appunto il giovedì nel vostro caso) ancora per il mese di aprile. Dopo è difficile che vengano assorbiti in tempo e che se ne vedano ancora i risultati nella stagione in corso.
      Spero di esser stato esaustivo, in ogni caso resto disponibile per chiarimenti”.

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