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Decision Making e Calcio

(di Simonetta Venturi)

Decision Making: cosa-come-dove-quando?

In stretta analogia con il processo decisionale PAD-E (Percezione, Analisi, Decisione, Esecuzione), di cui ricalca le medesime fasi operative (NdR).

Passo o tengo palla? Adesso lo scarto…Il portiere è fuori dai pali…provo a tirare! Potrebbero sembrare domande ovvie e di facile risoluzione.
Potrebbero.
Forse per qualche meraviglia di bambino che, buon per lui, nasce per giocare. In realtà le leggi della GAMIFICATION ci dicono che tutti siamo nati per giocare. Allora, analizziamo i meccanismi che sono alla base della presa di decisione e andiamo a vedere insieme se è possibile intervenire su tali processi allo scopo di rendere più rapido il processo decisionale.

Il generale John Boyd esperto in strategia militare viene in nostro aiuto fornendoci uno schema denominato O.O.D.A. dalle iniziali delle 4 fasi:

Decision Making
Decision Making

Lo schema suddivide appunto il processo decisionale in 4  fasi:

1.OSSERVAZIONE DELLA SITUAZIONE :  il giocatore immerso nella fase di gioco osserva ciò che avviene attorno a lui e aggiorna ogni istante l’immagine della situazione che aveva  in mente( feed-forward) tramite nuovi dati che derivano dalla situazione in continuo movimento; le immagini precedenti vengono de-costruite per fare posto alle nuove. Giocatori diversi avranno letture di gioco disparate: molti non posseggono adeguate capacità attentive e perdono dettagli utili, altri hanno bisogno di calma e non riusciranno a cogliere i dettagli significativi dal “rumore di fondo” Come collocare le informazioni nel posto giusto? Con la fase n.2

2.ORIENTAMENTO : L’orientamento è la fase più importante di tutto il processo. In questa fase il patrimonio culturale, genetico, le capacità di analisi e sintesi ma in particolare le precedenti ESPERIENZE del giocatore impattano con la situazione di gioco:  il giocatore più esperto, molto più rapidamente dell’inesperto, filtrerà e scarterà le informazioni che non servono o che farebbero andare “fuori tema” inducendo nell’errore perché ha già vissuto analoghe giocate e le informazioni sono già per lui conoscenza e competenza.

3.DECISIONE : A questo punto si sceglie la soluzione, l’alternativa tra il SI e il NO in pochissimo tempo e spazio

4.ATTO E’ la sintesi e la conclusione delle precedenti fasi; dopo una fase cognitivo-riflessiva ( feed-back ) il ciclo inizierà da capo.

Ipotesi modale, rapidità del gesto e comprensione del momento di gara quindi sono anelli inscindibili  di ogni sport di situazione, in cui l’esecuzione deve essere istantaneamente vincolata alla decisione. Nel calcio, un difensore che sta per effettuare un’azione di salvataggio, non avrà tanto tempo per ragionare, analizzerà mentalmente solo alcune tra le tante soluzioni possibili e dovrà decidere in maniera repentina: quale, tra tutte, la migliore? Il vedere e il sentire, l’intuito, un’accurata conoscenza dell’azione da compiere, la memoria puntuale del proprio vissuto motorio e la coscienza delle proprie capacità,  veicoleranno il giocatore verso la  scelta più appropriata, quella VINCENTE.


Durante una fase di gioco la durata dell’attivazione dei muscoli di calciatori esperti risulta significativamente inferiore a quella degli stessi muscoli in calciatori che lo sono meno, grazie alla loro abilità nel produrre subito la combinazione utile, non prendendo in considerazione le inutili, per una sorta di “scrematura” repentina che induce alla semplicità intuitiva. ( Bennett – 1910 ).

Secondo poi Tyldesley e Whiting nel 1975, Van Soest e Beek nel 1996, gli esecutori esperti,  sembrano saper cogliere la durata precisa dell’impatto del piede sulla palla o di un’azione di intercetto.

CALCIATORI PRINCIPIANTI CALCIATORI DI ALTO LIVELLO
1. La strategia di esplorazione visiva è di tipo brigidamente seriale: gli indizi vengono localizzati e analizzati l’uno dopo l’altro 1. La strategia di esplorazione visiva è di tipo olistico, globale, viene controllato uno spazio significativo relativamente ampio
2. La strategia di esplorazione è di tipo puntuale:ogni indizio è considerato indipendentemente dal contesto 2. La strategia di esplorazione è visiva è “inter -evento”: considera le relazioni tra i diversi elementi presenti e tra i diversi eventi in via di attuazione
3. L’informazione è trattata prevalentemente in visione centrale 3.C’è una complementarietà funzionale ottimale tra visione periferica e visione centrale
4. La capacità di previsione delle caratteristiche dell’evento è scarsa o rigida 4. La capacità di previsione delle caratteristiche spazio – temporali e circostanziali dell’evento è elevata
5. La “lettura” degli eventi segue la loro apparizione 5. La lettura dell’evento è prevalentemente anticipata: l’atleta porta lo sguardo sul punto dove apparirà l’indizio
6. Viene analizzato un numero elevato di indizi 6. Vengono analizzati solo gli indizi pertinenti: il numero di consultazioni è quindi ristretto
7. La scelta dell’indizio è spesso determinata dalle caratteristiche fisiche e configurazionali dell’indizio stesso 7. La ricerca e la scelta dell’indizio è strettamente determinata dal fine da perseguire
8. Il tempo dedicato all’analisi di ogni indizio, anche se non pertinente, è elevato 8. Il tempo di consultazione dedicato all’indizio pertinente è consistente
9. Il tempo totale dell’analisi visiva è elevato  9. Il tempo totale dell’esplorazione visiva è ridotto
10. Il ritardo temporale tra la presa di informazione e l’emissione della risposta è consistente 10. la risposta viene iniziata durante l’analisi della situazione
L’informazione visiva di tipo psicosemantico nello sport (da Rossi, 1989, modificato).
Decision Making
Decision Making – Javier Pastore

Laddove e qualora non esistano doti innate o rilevante esperienza, sarà possibile programmare un ALLENAMENTO volto al CONDIZIONAMENTO NEUROASSOCIATIVO che stimolerà i giocatori normodotati al perfezionamento degli schemi motori. Gli allenementi mirati, effettuati in regime di grande variabilità, doteranno i giocatori di adeguate esperienze e risorse: per questo dovranno esser proposti fin dai primi anni di scuola calcio.


Ecco tre proposte di allenamento per stimolare la presa di decisione.

Esercitazione 1

decision making
Fig.1 – Decision Making

Spazio di gioco: 25 x 15.
Materiali: porte, palloni, casacche colorate.
Partecipanti: due squadre di 4 giocatori + portiere.
Descrizione: nel campo vengono delimitato 6 spazi triangolari, due in ampiezza e 4 in profondità; si gioca 4contro4 e si effettua il passaggio solo ai giocatori che si posizionano nei triangoli.


Esercitazione 2

Decision Making
Fig.2 – Decision Making

Spazio di gioco: campo 25 x 15.
Materiali: 4 mini porte, palloni, segnalatori e casacche colorate.
Partecipanti: due squadre di 6 giocatori ciascuna.
Descrizione: il campo viene suddiviso in due metà campo (1 e 2); nella metà campo (1) si attiva 3contro3. Non appena uno dei 3 difensori della squadra avversaria intercetta la palla, apre il gioco con un passaggio a un compagno posizionato nella metà campo (2); questi dovrà fare goal, prima che tutta la squadra avversaria si sia trasferita nella metà campo (2).
Fatto ciò, si invertono i ruoli.


Esercitazione 3

Decision Making
Fig.3 – Decision Making

Spazio di gioco: campo 25 x 15.
Materiali: 4 mini porte, palloni, casacche colorate e segnalatori.
Partecipanti: due squadre di 7 giocatori.
Descrizione: il campo viene suddiviso in tre zone, una centrale e due in prossimità delle porte; nella zona centrale si effettua un 3contro3 con tre passaggi obbligati prima di poter passare la palla nelle zone “finali”, mentre nelle zone finali si fronteggiano due coppie di giocatori che in base al gioco saranno alternativamente difensori o attaccanti e di continuo dovranno effettuare movimenti di spola da una porta all’altra o movimenti tipici degli attaccanti in prossimità della porta.
In figura, il giocatore B3 in possesso della palla avvia il gioco verso B2 o B1; se il difensore A2 intercetta la palla, dopo aver affettuato i 3 passaggi obbligati potrà aprire il gioco in una delle due zone “finali”, in modo che i suoi compagni possano finalizzare.


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