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Oltre la Psicocinetica classica

Psicocinetica “classica”

Da My Personal Trainer:

“La Psicocinetica o Psicodinamica è la scienza che studia i rapporti tra i fatti psichici e lo spazio; in termini più semplici, la Psicocinetica studia ciò che mette in contatto un ragionamento (psico) e un movimento (cinesi). La Psicocinetica e le sue esercitazioni, quindi, vanno ad allenare la capacità dell’atleta di effettuare e modificare nel più breve tempo possibile un comportamento – movimento in base agli stimoli esterni (visivi, sonori e tattili) che si presentano”.

Psicocinetica
Psicocinetica Classica

Come avete visto nel link sopra, il metodo classico per trattare/esercitare la psicocinetica è quello di abbinare comportamenti e azioni stimoli visivi/sonori, quasi sempre colori e/o numeri.

Noi di Mental Football vogliamo provare ad andare oltre, vogliamo provare a scomporre la psicocinetica nei suoi elementi cognitivo/percettivi per poterli allenare e stimolare singolarmente, così da creare semplici percorsi propedeutici e quantificare in modo più approfondito progressi e miglioramenti.

Utilizzando un’esercitazione psicocinetica si vuole condizionare l’atleta a produrre uno o più comportamenti in risposta a uno stimolo, si richiede all’atleta di “discriminare uno stimolo attraverso un canale percettivo”, di “elaborare i dati velocemente” e di produrre una risposta tecnico/motoria adatta alla risoluzione del problema.

Ma: come è possibile determinare la capacità, o le capacità, principalmente responsabili di successo o di insuccesso?
Se un atleta risulta “lento” nell’esecuzione, questo è da imputarsi a una parziale e inefficace ricezione dello stimolo?
Oppure da un poco funzionale Problem Solving? O a qualche difficoltà inerente il “cambio di stato“?


Il punto di vista di Mental Football

Secondo ricerche citate in articoli predenti, più dell’ottanta percento degli stimoli in entrata, provengono dal canale visivo; ne consegue che, più stimoli sollecitano questo canale sensoriale, maggiore benefici ne ottiene la prestazione.

Oltre la psicocinetica
Oltre la psicocinetica

E’ possibile scomporre l’esercitazione psicocinetica nelle seguenti costituenti:

  • Visione di Gioco, intesa come capacità di percepire in modo “fedele” stimoli e contesto di gioco;
  • Velocità di pensiero e Problem Solving, prontezza ed efficacia nel produrre soluzioni funzionali;
  • Intensità di gioco e Transizione, da intendersi come “abilità nel passare da uno stato a un altro”.

Creare percorsi propedeutici, che comprendano un singolo obiettivo cognitivo “complesso”, può essere più funzionale nello sviluppo della qualità in questione; isolando uno solo di essi è possibile avere un maggiore controllo della variabilità e, di conseguenza, imputare l’esito dell’esercitazione/gioco a un determinato fattore.

Inoltre la stessa stimolazione visiva può essere modificata per essere più vicina alle esigenze del contesto di gara; così come si è potuto osservare nel link sopra, l’attivazione motoria/decisionale è determinata dalla “vista” di un colore.
Non è possibile fare di meglio?
Non si può legare tale sollecitazione visiva (il “via dell’esercitazione) a una stimolazione più evoluta?
Si potrebbe, ad esempio, vincolare le diverse discriminanti e possibilità di esecuzione di un esercizio sulla base della lettura di una traiettoria aerea della palla o della corsa di un giocatore; se prevedo che una palla lanciata cadrà in un posto, allora la mia esecuzione dell’esercizio sarà in un modo, alternativamente in un altro.

Mental Football crea e seleziona le migliori proposte di allenamento per ciascun obiettivo cognitivo/percettivo e le mette a disposizione di tutti quei formatori che ricercano una metodologia di allenamento più coerente, innovativa e funzionale.
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4 Responses
  1. luca Cannoni

    Complimenti questo intendere allenare sempre e comunque l’aspetto mentale dell’attività o singola Esercitazione/Gioco qualsiasi essa si propone, rendendo consapevoli e protagonisti coloro che la stanno sviluppando, e Noi Formatori sempre maggiore cura del dettaglio e del saper Far Fare! L80% dei passaggi sbagliati, sono dovuti ad errati tempi di gioco, quindi riconducibili al ritmo ed alla percezione del tempo legato allo spazio. Ciao e grazie dell’amicizia, Luca Di Perugia!

    1. Luca Filograno

      Sempre.
      Bisogna offrire costantemente possibilità di crescita e sviluppo nel periodo della Scuola Calcio e Settore Giovanile.
      Del risultato ci occuperemo più avanti! 🙂
      Grazie a te!!

  2. Piero Campo

    La cosa triste è vedere allenatori/preparatori che vedono questo “operare” come il male assoluto…quelli che parlano di “preordinato” ecc…come se l’uomo fosse una macchina e non un’unità psico-fisica…
    COMPLIMENTI PER L’ARTICOLO!
    C’E’ BISOGNO DI GENTE COME VOI 🙂

    1. Luca Filograno

      Grazie per i complimenti!
      C’è bisogno di gente come VOI che ci sostiene e ci permette di promuovere un diverso e nuovo (per lo meno in Italia) modo di proporre calcio!
      Grazie. Non mollateci! 🙂

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