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Sport Vision: potenziare la visione di gioco

Sport Vision Training
Sport Vision Training

Tratto da una nostra esperienza presso il convegno “Salute e riabilitazione visiva nello sport“, presso la Clinica Oculistica – Università degli Studi di Torino, tratto da interventi del Dr. Ceccarelli e del Dr. Canavese.

La visione di gioco è un elemento fondamentale per qualsiasi disciplina sportiva.
“Essa è la modalità sensoriale che fornisce la maggiore quantità di stimoli al cervello.
Dalla vista otteniamo circa l’80% delle informazioni che ci giungono dallo spazio circostante.

Negli ultimi anni, l’occhio è diventato protagonista anche nel mondo dello sport: molti errori commessi durante l’attività sportiva possono essere attribuiti a difetti della percezione visiva; occorrerebbe quindi educare gli sportivi sull’importanza della percezione visiva, durante la loro attività.

La vista è in grado di comunicare la posizione, la direzione e la velocità di sé stessi, degli avversari e della palla da gioco, per capire e interpretare i movimenti successivi e dirigere le proprie azioni.
Nella pratica sportiva, però, viene posta poca attenzione alle capacità visive di un atleta; nella maggior parte dei casi viene solamente valutata l’acuità visiva, ma il fatto di avere un’eccellente vista (10/10) non significa necessariamente avere una buona qualità della visione.
Gli atleti che “vedono bene” non sempre possiedono una buona efficienza visiva: non sono in grado di raccogliere velocemente le informazioni visive ed elaborarle nel modo più utile ai fini del gioco.”

“Lo Sport Vision” rappresenta l’opportunità di migliorare le prestazioni sportive implementando le abilità visive specifiche per lo sport praticato.
L’approccio funzionale multi-disciplinare è finalizzato a condurre l’intero sistema visivo e, in particolare, le performance visuo-comportamentali a funzionare all’apice del rendimento in relazione all’attività praticata”.

“Le abilità visive impiegate nelle discipline sportive si possono suddividere in quattro gruppi, in base all’azione che sono deputate a svolgere:

  1. Abilità visive di localizzazione
  2. Abilità visive di identificazione
  3. Abilità visive di percezione
  4. Abilità visive varie”

Vedere “bene”, ma soprattutto in modo funzionale all’attività sportiva praticata, è il requisito base per poter eccellere nella disciplina sportiva praticata; svariate società sportive statunitensi, nel corso degli anni, si sono affidate a specialisti in oftalmologia per allenare i propri atleti: un allenamento mirato al potenziamento delle abilità visive con il fine di aumentare il potenziale della propria squadra.

Affinché il nostro processo di Percezione – Analisi – Decisione dia dei risultati affidabili, occorre innanzitutto che i dati sensoriali ricevuti siano corretti e veritieri.
Basandosi sul modello a 3 vie (Schmidt e Wrisberg 2006; Erickson 2007), da una “identificazione efficiente e affidabile” si creano i presupposti per una corretta “presa di decisione” e, di conseguenza, alla produzione di una risposta motoria “programmata, veloce e funzionale alla risoluzione del problema.

Ecco come lavora la Sport Vision.

Molto bello e interessante, ma certamente lontano dalle risorse economiche di realtà sportive dilettanti.
Inoltre sono poche, forse solo Milan Lab, le Società professionistiche che si occupano di “indagare e migliorare le capacità visive dei propri atleti”.

“Primum non nocere”

Durante il nostro intervento a questo convegno, abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con esperti di “visione” e di porre loro tutti i nostri numerosissimi dubbi a riguardo.
Durante corsi tenuti da “professori o presunti tali”, ci è stato proposto di “occludere l’occhio dominante” per implementare in qualche modo la nostra dinamicità visiva.

La totalità dei docenti della Facoltà di Oculistica dell’Università di Torino presenti a tale convegno ci ha categoricamente sconsigliato di procedere ad alcuna forma di occlusione dell’occhio dominante, soprattutto in età plastica (età dello sviluppo), in quanto “è pressoché impossibile modificare una dominanza oculare”, ma allo stesso tempo pericoloso cercare di modificare un equilibrio sistemico basato su accomodamenti.
La “dominanza oculare motoria” crea delle modifiche posturali ben precise: modificarle significa “creare degli scompensi“.

Nel nostro staff, attualmente, non sono presenti Oculisti o Ortottisti, ma riconosciamo l’importanza fondamentale della vista e di un suo allenamento mirato, eseguito da professionisti abilitati.
Non cerchiamo di modificare dominanze, o di “turbare degli equilibri”, ma ricerchiamo il continuo confronto per produrre esercitazioni che possano stimolare il bambino/ragazzo in modo da migliorare le sue prestazioni e la sua confidenza con il momento di gara.

Di seguito una proposta utile per allenare la “visione periferica“: un avversario semi-attivo chiude un lato in modo che chi riceve il pallone debba fare una scelta (decision making) e orientare il controllo nella direzione giusta (risposta motoria).
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