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1contro1: analisi, feedback e comunicazione

1contro1 è una situazione di gioco che si verifica frequentemente nel corso di una partita. Può essere analizzato da un punto di vista difensivo, molto caro a noi italiani tradizionalisti, oppure da una prospettiva differente e propositiva: quella dell’attaccante.

1contro1 è la carta d’identità del giocatore di talento; talento non solamente inteso come “abilità tecniche specifiche” per il calcio.

L’1contro1 nasconde, oltre a importanti aspetti tecnico/motori, capacità cognitive ed emotivo/relazionali che un formatore coerente e preparato ha il diritto/dovere di conoscere e stimolare.[approfondimento: Contaminazioni Sportive]

Sentendo la necessità di stimolare riflessioni e considerazioni sugli aspetti “costruttivi” del gioco del calcio fin dalle categorie più basse, in questa proposta di analisi non verrà considerato il comportamento del difendente: cerchiamo di creare un calcio propositivo, in cui l’attenzione è focalizzata sulla costruzione dell’azione propria e non sulla distruzione dell’operato altrui.

1contro1 avversario alle spalle
1contro1 – avversario alle spalle (fig.1)
1contro1 - avversario di lato
1contro1 – avversario di lato (fig.2)

 

1contro1: i diversi livelli di analisi

Partendo da un punto di vista analitico, è opportuno stabilire, prima di proporre esercitazioni a caso, un punto di partenza; conoscere il livello di sviluppo di tale abilità dei nostri giovani calciatori.

Queste due esercitazioni vengono così inizialmente proposte come test, in cui viene data un’unica consegna all’esaminato: fare gol in una delle due porte small, poste alle spalle del difendente, da dentro l’area delimitata dai coni blu.

L’esaminatore è compagno dell’attaccante e gli trasmette il pallone non appena questi lo chiama con un “sì”; per il ruolo di difendente (co-esaminatori) vengono scelti 2 tra i difensori più “bravi” del gruppo squadra.

L’analisi, meglio se supportata da videocamera per poter osservare meglio le prove in un secondo momento, è effettuata su due livelli differenti: un piano quantitativo (quante volte si ottiene il successo/goal) e un piano qualitativo (in quale modo si ottiene il successo).

Per l’analisi quantitativa non c’è molto da dire: dopo 4 prove effettuate dall’esaminato contro i difensori (2 e 2), si prende nota dei successi e, di conseguenza, degli insuccessi.

L’analisi qualitativa è in stretta relazione all’operato del formatore, all’impiego di feedback e alla scelta dello stile di comunicazione.

Per poter effettuare una corretta e coerente analisi qualitativa, il formatore deve conoscere molto bene lo spazio e il tempo di gioco, gli elementi importanti di questa situazione di gioco e, utilizzando un linguaggio opportuno, stimolare il bambino nella comprensione di tale situazione, senza dargli strategie “preconfezionate”.

I feedback sono lo strumento principe per la comprensione e il problem solving, se usati nel modo corretto. La comunicazione adeguata alla fascia di età, apre e incrementa il “canale relazionale” tra il formatore e il giovane calciatore. Il linguaggio non verbale e la prossemica impreziosiscono e catalizzano l’intensità dello scambio verbale.

Quali sono le caratteristiche e gli elementi che un formatore deve conoscere e padroneggiare, in questa situazione? Che cosa c’è di “importante” da vedere? Qual è la relazione tra spazio/tempo e difensore? In quale modo il formatore può “stimolare la creatività nel trovare soluzione”, piuttosto che impartire direttive?

Alcune risposte e suggerimenti dopo questo video di 1contro1 laterale (la seconda porta è fuori campo, in basso a sx).

1contro1: in pratica

Esploriamo l’ambiente (la situazione di gioco) attraverso feedback a domanda, che il formatore rivolge al giovane partecipante:

  1. Quali sono gli elementi “importanti” chiamati in causa in questo gioco/esercizio?
    R: le porte, la posizione della palla, il compagno che mi passa il pallone e l’avversario.
  2. Come puoi osservare tutti gli elementi contemporaneamente? In quale posizione ti puoi mettere per vedere più informazioni?
    R: il bambino naturalmente si mette in posizione centrale, con alle spalle il difensore e le porte; in questo modo vede solo compagno e palla; attraverso qualche altra domanda, stimolarlo a occupare inizialmente una zona che gli permette di avere una visione d’insieme (le linee laterali).
  3. Una volta sulla linea laterale, gli si può chiedere: “ora vedi tutti gli elementi; il difensore divide lo spazio in due parti: una parte è compresa tra lui e il pallone ( e la chiamiamo “corto”, perché è più vicina) e l’altra tra lui e le porte ( e la chiamiamo “lungo”, perché più lontana). DOMANDA: ” se vuoi ricevere la palla sul CORTO, come puoi fare per distrarre e guadagnare spazio dal tuo avversario (CONTROMOVIMENTO: “lungo/corto” oppure “corto/lungo”).
  4. Se il tuo avversario è più vicino alle porte (chiude il “lungo”), dove vorresti ricevere la palla e perché?Sul lungo o sul corto?
  5. Si può poi introdurre un nuovo tipo di partenza in cui l’attaccante è si spalle alle porte, ma sente l’avversario: in questo modo si può lavorare/giocare sulle gestualità di superamento “di schiena”

Con queste semplici domande, si permette al bambino di ragionare sullo spazio e sul tempo di gioco, in relazione all’avversario e alle strategie di inganno che si possono attuare. La tecnica è lo strumento principe per la riuscita dell’1contro1, ma spesso (come visto dal filmato) un buon smarcamento e una buona percezione dello spazio, permette di limitare al massimo il dispendio di energie.

La conoscenza degli elementi fondanti di ogni situazione, abbinata a una comunicazione adeguata, permette al bambino di crescere “calcisticamente” in modo stabile e continuo.

Questa esercitazione/gioco/test può essere svolta dai pulcini ai giovanissimi, variando le dimensioni.

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