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Contaminazioni Sportive: rappresentazione spaziale

China

La collana “Contaminazioni Sportive” rappresenta un tentativo dello staff di Mental Football di “stimolare” capacità cognitivo/percettive fin dalla scuola calcio, prendendo spunto da altre discipline sportive.

Visione periferica, rappresentazione mentale dello spazio, 1vs1, lettura delle traiettorie sono abilità del calciatore chiamate in causa in ogni contesto di gioco, sia esso “gara o allenamento”.

Ciascuno sport sollecita abilità specifiche differenti, in modo differente.

Il “tiro con l’arco” non esalta particolarmente mobilità e dinamismo; il nuoto lascia davvero poco spazio alla creatività o al problem solving, mentre il Football Americano richiama frequenti situazioni di 1vs1.

Osservando i vari sport è possibile dunque selezionare momenti di gara per ricavare esercitazioni (o giochi) specifici per una determinata abilità e utilizzarli così come sono nelle nostre Scuole Calcio, oppure come fonte di ispirazione per riedizioni e adattamenti.

L’urgenza di limitare le specializzazioni precoci nasce anche dalla necessità di evitare ” lesioni subite dai bambini/ragazzi durante le attività sportive causate soprattutto dall’uso eccessivo di una parte del corpo, particolarmente impegnata nello sport praticato”.

Secondo un articolo pubblicato,

“Da cinque anni a questa parte gli infortuni in giovane età, collegati alla pratica sportiva sono, infatti, più che triplicati.

Una situazione evidenziata da una recente indagine condotta dall’American Academy of Ortopedic Surgeons AAOS), dalla quale risulterebbe che l’uso eccessivo di quei muscoli e quelle articolazioni del corpo particolarmente impegnata nello sport praticato dai giovani possa provocare loro molteplici patologie definite tecnicamente atlopatie sport specifiche.

Sempre più spesso le cronache esaltano le gesta di baby fenomeni ma fanno altrettanto notizia le gesta di quei pochi atleti longevi che possono vantare una lunga carriera sportiva ricca di risultati e povera di infortuni”. [fonte: Gazzetta]

Prendere spunto da altre discipline non solo solleciterebbe capacità cognitive indispensabili all’essere umano, ma ridurrebbe anche il rischio di infortuni precoci da “over-training“.

Il Volley è propedeutico per lo sviluppo di numerose capacità cognitive utilizzabili in qualsiasi contesto di vita (open skills).

Soprattutto per quanto riguarda obiettivi di crescita inerenti la lettura delle traiettorie aeree, costruzione di gioco e tempi di gioco, visione periferica e rappresentazione spaziale.

Prendiamo come esempio la situazione di 2vs2 nel calcio, la “cellula” della zona come chiamata da molti. E’ fondamentale che i due difensori condividano la medesima rappresentazione dello spazio, in modo da evitare il passante (la palla passante tra i due difensori).

Il compagno più lontano dal pallone deve impedire che si crei un corridoio di passaggio per l’attaccante, posizionandosi in modo corretto ed equilibrato.

Rappresentazione Spaziale
2vs2 – Copertura

 

La situazione difensiva della pallavolo sembra avere alcune analogie.

La giocatrice in ricezione deve analizzare velocemente lo spazio in modo da capire quale sia la posizione più utile da occupare per evitare che l’attacco avversario vada a buon fine.

Deve quindi percepire, come nel calcio, lo spazio occupato e presidiato dalle proprie compagne e lo spazio libero: la tecnica sport-specifica inerente alla ricezione risulterà efficace solo se Percezione – Analisi – Decisione sono effettuate in modo corretto.

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