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Metodologie a confronto: diffidate dai dogmatismi

Metodologie
Ulisse e le sirene

Dogmatismo: “atteggiamento di chi si rifiuta di mettere in discussione le proprie idee, i propri valori”.

Su questa definizione tornerò in seguito, ma non dimenticatela.

Il cambiamento nel calcio italiano sta finalmente arrivando. Forse in modo lento, pigro e sonnacchioso, ma ci siamo.

Da qualche tempo si è cominciato a parlare di “metodologie di insegnamento” per le Scuole Calcio e sulla necessità di fare formazione da parte degli addetti ai lavori; di chi, cioè, dedica il proprio tempo alla crescita sportiva dei nostri piccoli aspiranti atleti.

Ma quali enti o associazioni si occupano di formare i formatori? E quali caratteristiche hanno le differenti metodologie?

Abbiamo deciso di elencare i principali qui (nessuno, tra gli omessi, si offenda):

  • Coerver Coaching: per chi vuole conoscere la storia di Coerver Coaching (d’ora in avanti “CC”), clikki sul link all’inizio di questa riga; un ulteriore approfondimento sulla filosofia e sulla metodologia lo trovate qui.
    In linea di massima, secondo CC lo sviluppo tecnico è la chiave per la formazione del calciatore moderno: non ho partecipato a incontri o seminari (cosa che ha fatto un nostro collaboratore), ma ho visto DVD e, prima ancora, VHS.
    Le metodologie CC nascono presso il settore giovanile dell’Ajax negli anni ’80 e trattano:

    • Sviluppo e consolidamento delle capacità coordinative di base con e senza palla.
    • Miglioramento del bilanciamento e della flessibilità articolare.
    • Programmi di allenamento fantasiosi e divertenti.
    • Sviluppo e consolidamento della lateralità.
    • Miglioramento della tecnica di gioco individuale e di squadra.
    • Miglioramento della velocità (ripartenze, reazioni e sprint).
    • Programmi che siano adatti a seguire giocatori di tutti i livelli e abilità.

 

  • Horst Wein: fondatore del Settore Giovanile del Barcellona, HW è l’inventore del metodo FuNino, una metodologia molto intelligente che prevedere l’osservazione del comportamento dei bambini durante il gioco (partita di FuNino) e la correzione, sempre in forma ludica, delle lacune viste “sul campo. Il FuNino null’altro è che una partita in numero ridotto con 4 porte, poste lateralmente (propedeutica allo sviluppo della percezione dell’ampiezza), con poche e semplici regole particolari.
    Ho avuto modo di incontrare Horst Wein Italia (l’associazione italiana che promuove la sua filosofia) in un paio di occasioni formative: nella seconda ho avuto la fortuna e il privilegio di incontrare personalmente HW e di scambiare pensieri con lui e ho capito, attraverso la sua profonda intelligenza e semplicità, quale fosse il vero potenziale delle sue intuizioni (cosa che non mi era stata assolutamente chiara in sua assenza).
  • De Paoli e il metodo “Castello“: è una tra le migliori metodologie per come tratta/spiega/struttura lo spazio, in funzione del tempo (essendo de Paoli un architetto, questo elemento non genera alcuno stupore). Sono presenti moltissimi contributi on line e, molto spesso, anche riviste periodiche quali “L’allenatore” o “Settore Tecnico” non lesinano a diffondere le sue proposte.
    Questa metodologia si sofferma sull’utilizzo delle “parole chiave” come “agganci mnemonici” e elementi comunicativi condivisi.
    La mia conoscenza di de Paoli è “multimediale”, attraverso i suoi contributi e indiretta (attraverso l’esperienza di miei collaboratori che hanno condiviso alcuni momenti del loro percorso di formazione).
  • Four D University (già Calcio 4D): è una proposta metodologica che nasce dal confronto tra le metodologie sopracitate (HW e de Paoli) che fa della videoanalisi (formativa e comportamentale) un suo punto di forza. Attraverso la strutturazione dello spazio e l’utilizzo di parole chiave al bambino e permessa e facilitata l’esplorazione dello spazio nelle sue 3D (ampiezza, lunghezza, altezza) e il tempo (4D).
    La videoanalisi delle partite (dal modello prestativo al modello formativo) e l’attenzione alla comunicazione tra formatore/formato sono le vere novità. Gli ideatori di questa metodologia sono Roberto Baggio (di cui vengono condivisi i “valori”) e Adriano Bacconi.

Avviso ai naviganti: queste metodologie hanno tutte elementi di forza “geniali” e punti deboli.

Schierarsi e posizionarsi all’interno di una di essa in modo “manicheo” può rappresentare una tentazione pericolosa: non esiste un metodo infallibile. La crescita è un confronto continuo. Siate come Odisseo, appena un poco meno.

Illuminato è chi rifiuta i dogmatismi e continua a farsi domande.

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