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Allenamento cognitivo: open skills e adattamento

Il campo di calcio è un “particolare tipo di ambiente” e, come tale, offre opportunità ed esige abilità specifiche.

L’adattamento consiste nella messa in atto di azioni finalizzate alla gestione o alla risoluzione di problemi, in seguito alla risposta emotiva soggettiva suscitata da tali eventi.

In altri termini per adattamento non si intendono altro che tutti quei comportamenti conseguenti all’elaborazione del contesto.

Questi comportamenti, definiti azioni adattive, possono svilupparsi in due modi differenti:

  • modificare l’ambiente circostante in relazione ai nostri bisogni
  • modificare i nostri comportamenti in relazione all’ambiente circostante

Alleniamo a ragionare…

Gli “open skills” rappresentano quelle capacità di risoluzione dei problemi e di abilità, insite nell’essere umano, migliorabili attraverso l’allenamento cognitivo e percettivo.

L’adattamento dipende dalla capacità di problem solving dell’individuo, ma anche dall’opportuna presenza di elementi ambientali (situazioni particolarmente favorevoli) o relazionali.

L’allenamento cognitivo e percettivo permette di ricreare “frammenti” dell’ambiente e di riprodurli in fase di preparazione della gara.

Un buon allenamento cognitivo non riproduce solamente le richieste del contesto di gioco, ma stimola anche le componenti relazionali e cooperative dei partecipanti: il calcio è un gioco situazionale che prevede compagni e avversari.

L’allenamento cognitivo permette una corretta rappresentazione spazio/temporale attraverso la sintesi dei dati sensoriali ricevuti e incentiva la nascita di strategie condivise da contrapporre a quelle elaborate dagli avversari.

Nel video seguente, Julio Velasco racconta una parte della sua esperienza con la Nazionale Italiana.

L’atleta evoluto, formatosi attraverso opportune situazioni (allenamento cognitivo) non pretende di essere efficace esclusivamente in un particolare contesto.

L’atleta intelligente, nella pallavolo come nel calcio, analizza e interpreta continuamente le informazioni che riceve dall’ambiente per sfruttarle a suo vantaggio.

L’essere umano ha bisogno di essere messo in difficoltà per poter crescere. Tentare di risolvere problemi ha benefici non soltanto sull’autoefficacia dell’atleta, ma anche sulla percezione che egli ha di sé stesso.

Nei settori giovanili, così come in altri contesti di vita, è impossibile “insegnare” una soluzione diversa per ciascun problema.

Il buon formatore stimola e mette alla prova “l’abilità vera e propria di risolvere i differenti problemi”.

La capacità di problem solving è un open skill: un elemento utilizzabile. Sempre.

Mental Football mette a disposizione degli allenatori allenamenti innovativi e funzionali.

Scopri la proposta di allenamento funzionale per il 2contro1: dopo aver visto il video intervento di Velasco, clicca il link qui sotto per conoscere l’esercitazione.

https://www.mentalfootball.it/2021/03/24/problem-solving-allenamento-funzionale/

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